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Pirati dei Caraibi: La maledizione della Prima Luna

Prendete uno scenario Salgariano, aggiungete una leggenda oscura che dia un sapore Horror e cospargete con un pizzico di comicità; lasciate cuocere con molta azione a scapito del realismo e probabilmente otterrete un polpettone inguardabile. Poi andate a guardare la Maledizione della Prima Luna e vi accorgerete che qualcosa di buono si può ottenere. Certo il film è ben lontano dall’ essere un capolavoro, ma non si merita neanche di comparire tra i B-movies, perché comunque diverte senza essere pedante.
 
La maledizione della prima luna è un film del 2003 diretto da Gore Verbinski; prodotto da Walt Disney Pictures e Jerry Bruckheimer Films e distribuito da Buena Vista International. Ideato e scritto da Ted Elliot e Terry Rossio, il film è il primo capitolo della serie di Pirati dei Caraibi e ispirato all’omonima attrazione dei Parchi Disney. Il cast principale comprende Johnny Depp nei panni di Jack Sparrow, Geoffrey Rush, Keira Knightley, Orlando Bloom, Kevin McNally, Jack Davenport e Jonathan Pryce. Accolto positivamente dalla critica e ancor di più dal pubblico che ne loda l’interpretazione di Depp, gli effetti speciali e la colonna sonora, la pellicola ha ottenuto diversi riconoscimenti e cinque candidature agli Oscar 2004 (miglior attore protagonista, miglior trucco, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro e migliori effetti speciali).
 
Durante gli anni novanta, gli sceneggiatori Ted Elliott e Terry Rossio iniziarono a lavorare su un nuovo film sui pirati dove a farla da padrone vi erano diversi elementi fantasy e soprannaturali. A marzo del 2001 Jay Wolpert e Stuart Beattie vengono incaricati di riscrivere la sceneggiatura. Il produttore Jerry Bruckheimer, convinto da Dick Cook, si unì al progetto. Nel maggio del 2002 Gore Verbinski venne ingaggiato come regista. Le riprese iniziarono ufficialmente il 28 ottobre del 2002 e terminarono il 7 marzo 2003. Il budget della pellicola era di 140 milioni di dollari. Inizialmente nel progetto venne coinvolto Alan Silvestri, poiché già collaboratore di Verbinski per Un topolino sotto sfratto e The Mexican – Amore senza la sicura; tuttavia, a causa di differenze stilistiche tra Bruckheimer e Silvestri, il compositore venne poi sostituito da Klaus Badelt.
 

Indubbiamente il pregio di questo film è di riuscire a dire qualcosa di nuovo su un tema abusatissimo: la solita figlia del governatore inglese viene rapita da un pirata cattivo; un pirata e il suo spasimante si imbarcano per salvarla….. Ma proprio perché gioca sul genere questo film si crea il suo spazio.  Di certo questo film gioca a demitizzare il genere, in un modo a cui ci ha abituato la saga della mummia di Stephen Sommers.

E se questo non bastasse a convincervi, vi dirò che il film andrebbe visto solo per vedere Jhonny Deep interpretare un personaggio ambiguo ed insolito, come il suo pirata. Probabilmente stiamo assistendo alla nascita di un nuovo genere cinematografico, incline a far diventare gli spettatori senza costringerli alla riflessione. 

 

Redazione

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