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Perché riguardiamo i film?

Perché riguardiamo i film? Vi è mai capitato di riguardare un film ciclicamente o per qualche ricorrenza?
Magari durante il Natale o per un giorno speciale, o vi siete affezionati ad una pellicola tanto da averla rivista decine e decine di volte di seguito imparando a memoria le battute. La maggior parte di noi ha un film preferito che non si stancherebbe di riguardare, e non è detto che sia un capolavoro dell’arte cinematografica, ma tra loro hanno tutti una cosa in comune: i ricordi che ci suscitano.

Nell’essere umano i ricordi sono delle riproduzioni del passato a cui si cerca di dare un’interpretazione mediante l’uso delle emozioni. Queste ultime sono le responsabili del perché riguardiamo i film. Sebbene può sembrare scontato pensarlo in un primo momento, vorrei vi soffermaste a ragionare ad un livello più alto di questo concetto. Prendendo per assoluta l’equazione ricordi = emozioni, allora possiamo affermare che la nostra scelta non è poi così tanto “libera” come pensiamo ma è invece “pilotata” dall’influenza emotiva che il prodotto ha avuto su di noi. Questo effetto è presente in tutti i film (che si rispettino) e prende vita grazie a psicologi esperti che lavorano per ricreare situazioni e personaggi il più verosimili e credibili per lo spettatore, svolgendo anche la funzione di consulenti per gli attori, addestrandoli con il linguaggio non verbale a suscitare più empatia nello spettatore.

Non dimentichiamoci poi del ruolo del montaggio, che sia video o audio. È risaputa la potenza emotiva della musica che può arrivare addirittura a migliorare le prestazioni di un atleta, e la capacità di un taglio fotografico montato alla perfezione di restituire all’occhio quella sensazione desiderata che sia di gioia, di tensione o qualsiasi altra che lo spinga a generare un ricordo di quello che vede.

Visto così inizia ad essere tutto meno magico, non è vero? Bisogna capire una questione fondamentale: il cinema è intrattenimento, tutto quello che vediamo in scena è la somma di più capacità, dall’attore a al regista, al tecnico delle luci, atto a catturare lo spettatore, farlo appassionare e vendergli un prodotto di finzione che lui reputi il più possibile insostituibile. Più questo meccanismo riesce bene, più il film avrà successo e sarà in grado di entrare di diritto nei colossal che tutti ricordiamo e riconosciamo come tali.

Per concludere, se volete capire perché riguardiamo i film, parte della risposta ricade sullo scontato: rivivere ricordi ed emozioni, ma l’altra parte ha radici molto più profonde, che si fanno strada in noi mediante la capacità di un prodotto cinematografico di saper comunicare alle giuste aree della nostra psiche creando quella che è la vera e forse unica magia del cinema: farci innamorare di ciò che ci fa vivere.

Bianchin Dino

Bianchin Dino

Bianchin Dino, in arte il BoSs, fondatore del gruppo "La tana del Nerd Official", nasce in quel di Vicenza nello scorso millennio. Appassionato da sempre di cinema e del mondo nerd (videogiochi, libri e cosplay) ha affilato la sua penna per realizzare le recensioni più critiche ed ironiche del web senza preferenza su quale pellicola dissacrare. Con un occhio attento tipico della sua formazione da grafico e fotografo, ed il piglio da critico d'arte, i film sono diventati dei piacevoli duelli mentali tra lui ed il regista di turno. E non è sempre detto che il secondo ne esca illeso.

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