Satyrnet.it

Menu

Oliviero Toscani, Banana Yoshimoto e Bambole Kokeshi

Le Bambole Kokeshi sono delle tipiche bambole giapponesi in legno, e sono anche uno scritto di Banana Yoshimoto che fa da introduzione a questa specie di catalogo pubblicato da Fabbrica per Benetton, interamente dedicato alla moda urbana nipponica. Questo blocco cartaceo in formato gigante tutto a colori è composto essenzialmente di due parti; foto a tutta pagina e commenti “antropologici” della tribù urbana del Sol Levante. Tanto è discutibile e priva di valore socioculturale ufficiale la parte scritta, tanto sono innegabilmente kawaii le fotografie. Una visione ultrapop dei costumi locali in cui il look diviene forma creativa e del tutto personalizzata/personalizzante. Il catalogo di Toscani con le kokeshi vere e proprie ha poco in comune. Tanto erano semplici e rigorose le bambole, tanto estreme e iperdecorate le persone nel servizio.

Le kokeshi sono, infatti, un esempio di rigorosa e semplice bellezza; al contrario, le kokeshi creative del creativo Toscani sono eccessivamente decorative e graziose, a tratti anche ripetitive. Per molti giapponesi le kokeshi sono addirittura giocattoli tristi, in quanto rappresenterebbero bambini non nati, per cui sono un po’ malinconiche come bambole. Raramente le espressioni dei volti i queste bambole sono espressioni di bambini. Sono spesso cattive o tormentate come solo un adulto potrebbe essere. Sono una sorta di “giocattolo” per adulti.

Questo quello che Banana Yoshimoto racconta nell’introduzione del catalogo:

Io cerco dei vestiti che siano perfetti per me, ma non li trovo da nessuna parte

forme, tessuti e colori capaci di esprimere tutto quello che ho dentro

vestiti che dicano che sono viva qui, in questo momento

provo a mettere insieme tutte le immagini che conosco, ma non funziona

in questo paese, oggi, nemmeno i miei genitori riescono a trovarli.

Come una bambola kokeshi

come un uovo sodo senza il guscio

come un feto in attesa di venire alla luce

aspetto qualcosa

come un pulcino appena nato ancora bagnato

ho il presentimento delle cose lieti e delle cose tristi che stanno per accadere

neanche questo riesco a esprimere in parole, non ancora

ma mi batte il cuore, sono viva.

In questo paese, indipendentemente da dove si nasce

siamo pressati, incalzati, costretti in una forma

anche nella più remota campagna , è un susseguirsi di stradoni diritti e anonimi

ed enormi negozi di cattivo gusto

ma se guardo il verde delle montagne fitte di alberi mi vengono le lacrime agli occhi

una piccola cascata che mi sembra un giocattolo

il colore grigio del mare tranquillo come un lago

amo questa natura delicata che c’è solo qui da noi.

Sono tempi in cui può accadere di tutto

si organizzano con grande impegno convegni in difesa degli uccellini

mentre i bambini uccidono i gatti

la gente partecipa con gioia a un’antica festa popolare portando a spalle

il palanchino sacro, e intanto qualcuno mette il veleno nel cibo di tutti

molti dicono che non sanno più in cosa credere.

Forse non c’entra molto, ma c’è la madre di una mia amica che ha sempre

le unghie perfettamente in ordine

la sua cucina, che non viene mai usata, è tutta scintillante

da loro si mangiano solo cibi comprati già pronti

in raffinati negozi di gastronomia

e pane francese che si fanno recapitare a casa appena sfornato

ma la mia amica è amata.

Mia madre è di famiglia contadina, la mia cucina è sempre schizzata di grasso

lei fa da mangiare riso bianco, tempura e verdure in salamoia, è una cuoca fantastica

anch’io sono amata.

Più che gli aspetti negativi delle differenze

conta la possibilità di coltivare l’amore e di capirsi l’uno con l’altro

la possibilità di crescere

in quest’epoca che si muove vertiginosamente, non faccio che vedere gente,

tante persone tutte diverse

e posso incontrarle senza paura, da qualunque posto vengano,

qualunque sia il loro aspetto

seguendo l’istinto, abbandonando i pregiudizi

la nostra anima diventa sempre più meravigliosa.

Mi piace

mangiare, prendermela comoda,

stare in salute,

essere approvata dagli altri, il denaro,

evitare di vedere le cose brutte,

ma non è per questo che vivo.

Per fare quello che mi interessa davvero

posso anche non mangiare, avere guai,

ammalarmi,

essere criticata, restare senza un soldo,

vedere un sacco di cose brutte

fa lo stesso.

Sono fiera di questa mia convinzione, per infantile che sia

vivere è vedere entrambi i lati delle cose

non è mica roba da poco

vorrei che tv e giornali smettessero di raccontare solo cose tristi

in questo mio nuovo viaggio

che è ancora appena all’inizio.

di Banana Yoshimoto.

(pubblicata dal catalogo Fabrica di Oliviero Toscani per la campagna pubblicitaria Benetton, primavera/estate 1999)

 

admin

Categories:   Oriente

Comments

 

 

No, thanks!