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Il Museo Pietro Canonica a Villa Borghese

Il Museo Pietro Canonica ha sede in un caratteristico edificio di Villa Borghese denominato Fortezzuola per la sua particolare struttura che evoca un castelletto turrito di ispirazione medievale. L’edificio, un semplice casale rustico tipico della campagna romana, probabilmente già esisteva all’epoca dell’acquisto della Vigna Capranica da parte del Cardinale Scipione Borghese. Jacopo Manilli, guardarobiere del Principe Borghese nel 1650 la descrive come “una palazzina che serve d’habitatione al carraro, et al custode del gallinaro“, e dunque utilizzata dal personale di servizio della villa e come ricovero per i pregiati volatili destinati alle battute di caccia del Principe. Mezzo secolo più tardi, nella descrizione del nuovo guardarobiere Domenico Montelatici, risultava immutata nelle funzioni…”struzzi, pavoni ed anatre si abbeveravano nella piccola fonte posta al centro del cortile…” ma arricchita di arredi e statue provenienti dagli scavi archeologici effettuati dai Borghese nelle loro proprietà.
 
 
L’edificio rimase inalterato fino al 1793 quando, nel corso dei lavori d ampliamento ed abbellimento della Villa voluti da Marcantonio Borghese e realizzati da Antonio e Mario Asprucci, il casale fu adibito ad usi più rappresentativi, come si può supporre dagli affreschi eseguiti sul prospetto interno da Felice Giani e dalla merlatura sulla cinta muraria. Nel 1903 Villa Borghese con tutti i suoi arredi ed edifici divenne proprietà del Comune di Roma; la Fortezzuola , usata come edificio di servizio, fu purtroppo semidistrutta da un incendio nel 1919.
 
 
Nel 1927 l’Amministrazione Comunale diede alla Fortezzuola una nuova destinazione, concedendola in uso per abitazione e studio allo scultore Pietro Canonica. In base alla convenzione stipulata, lo scultore si impegnava, in cambio dell’uso gratuito dell’edificio, alla donazione delle sue opere, destinate a costituire il primo nucleo di un Museo a lui dedicato, da allestirsi in quella sede.
 
Alla morte di Pietro Canonica, avvenuta nel 1959, la moglie Maria Assunta fu nominata curatrice del costituendo Museo, ed ottenne di continuare a vivere nell’appartamento che aveva condiviso con il marito. Il Museo a tutt’oggi è costituito da sette sale ricavate nella nuova ala del pianterreno, due in più di quando fu inaugurato nel 1961. L’appartamento privato, dopo la morte di Maria Assunta avvenuta nel 1987 restò come l’ artista lo aveva lasciato e divenne parte integrante del Museo, venendo a costituire, con l’atelier, un esempio unico di casa di artista e casa museo, un unicum ricco non solo di opere d’arte e di preziosi arredi, ma anche di memorie di vita e di affetti.

 

di Annarita Sanna

Redazione

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