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Milky Rosy, un talento in crescita!

Facciamo conoscenza di una giovane e talentuosa illustratrice romana, Rachele Cecere, 20 anni, formata presso l’Accademia “Pencil Art”. di Paolo Zeccardo e studia Arti e Scienze dello Spettacolo presso la Sapienza Università di Roma.

La passione per il disegno di Rachele (il cui nome d’arte sul web è Milky Rosy) è nata durante l’infanzia: come lei stessa descrive scherzando nella sua biografia “ero sempre sporca di tempere e amavo imbrattare qualsiasi cosa che fosse bianco“.  Una grande fonte d’ispirazione che le ha dato una marcia in più nell’iniziare a disegnare sono stati gli “anime” (cartoni animati) trasmessi in TV dai primi anni 2000 in poi. Successivamente, nel 2012, ha iniziato a leggere i primi “manga” (fumetti giapponesi) cartacei o online attraverso vari siti. Tutto questo movimento di luci, colori, atmosfere, emozioni, retini, pennini, matite e fogli è stato per Rachele come farsi trasportare da un potente uragano. Con gli anni, grazie a nuove conoscenze, critiche costruttive e tante ricerche (online, libri e tutorial) è riuscita ad apprendere tanto. Tra i creativi sul web, a essere fonte d’ispirazione per Rachele è stata “Lostjade88” ovvero Giada Romano, che grazie ai tutorial presentati sul suo canale YouTube “TheLostJade”, assieme alle due talentuose Giulia Della Ciana “Myu” e Elisabetta Cifone (con il loro canale “Wink”), spiega utili “dritte” per scoprire il disegno manga. Il segreto? Impegno e costanza, ma soprattutto tanta pazienza.

Il suo nickname nasce dall’unione di un personaggio anime della sua infanzia ovvero “Milky Rose” dalla omonima serie “Yes! Pretty Cure 5 GoGo” di Izumi Todo (aka Toei Animation) e il “milkshake”, la bevanda preferita dall’artista. Prima di questo nickname ne ha avuti molti altri nei vari forum e social come: “Galaxy Rosy”, “Puppet Uny Marionette”, “Rachelthecat00”. Molto spesso, al di fuori dei social, preferisce farsi chiamare “Milky” invece di usare il suo nome di nascita. Questa “”regola”” – dice in tono scherzoso Rachele – viene anche imposta alle persone più strette, questo perché si sente molto vicina al suo personaggio, che mostra ogni giorno senza filtri.

Tra le collaborazioni che segnaliamo: l’artbook “Gemesis”, Black List Edizioni, 2019; il restyle mascotte “We are Alice”, 2019; la Mascotte e locandina “Tuscia Comix”, 2020 e il progetto “Last Beat”, in collaborazione con Oscar Celestini, 2020. “Last Beat” è un videogioco 2d pixel art scrolling beat ‘em up, ispirato agli arcade games degli anni 80 e 90. Ideato dal fumettista Oscar Celestini che ha voluto lanciarsi in questa sfida insieme al suo collega Gianluca Pappalardo (music & sound design).

L’illustrazione alla quale è al momento più legata è quella di “Acquamarina” presente nell’artbook “Gemsis” edito da Black List Edizioni (attualmente Black List Crew). Milky ci ha raccontato che quella illustrazione è stata fatta quando era ancora una studentessa del liceo per esprimere il suo stato d’animo: una creazione che tutt’ora sa descriverla appieno, nonostante l’immaturità dell’opera. L’illustrazione è stata realizzata durante un periodo molto delicato della vita di Rachele, quando faceva su e giù per il reparto di Neuropsichiatra Infantile dell’Umberto I di Roma. Milky è intenzionata a realizzare un “redraw” (ovvero un remake) totalmente in digitale che venderà a numero limitato. Il ricavato verrà utilizzato per acquisire uno stand quando riapriranno le fiere. Esprime ancora grande rammarico nei confronti di coloro che le avevano promesso di “supportarla” e “aiutarla” nella sua carriera artistica e nella sfera personale: spera con questa illustrazione di esprimere la “rinascita” e la forza di andare avanti.

Per scoprire come Milky crea i suoi personaggi citiamo tre character: “Nadia Fiorini”, “Andrea Fiorini” e “Emily Stabelli”, le tre protagoniste del suo progetto “L’Amica Speciale”. Le prime due stanno ricevendo un grandissimo riscontro positivo da parte della sua community, con molte persone che sostenengono questo suo ambizioso progetto, che tratta temi e macro-temi come la disabilità, la discussa legge del “dopo di noi” (attualmente in fase di approvazione al Senato) e la situazione delle famiglie “caregiver”. Come racconta Milky: “Per Nadia ho dovuto studiare tanto per non creare un personaggio statico e troppo scontato – molto imbarazzata dice di aver studiato una diagnosi dello “spettro autistico” per poter creare un personaggio credibile e con varie  sfaccettature. Stesso procedimento con Andrea (disturbo borderline della personalità con varie sfaccettature legate all’Asperger e altre patologie, ovvero la diagnosi della stessa artista) e Emily (per cui studia una diagnosi di disgrafia e discalculia, spulciando sul web e chiedendo a varie persone che avessero questo tipo di disturbo). Rachele, ovviamente, non è una psicologa, ma ha voluto ugualmente cogliere i punti più importanti di queste varie patologie, appunto documentandosi. Il suo intento è quello di creare personaggi vicini al lettore e non un personaggio troppo “fictional” senza difetti. Per quanto riguarda il loro abbigliamento, è “semplice”, ma parte integrante del personaggio. Per esempio per il pantalone-gonna di Andrea si è ispirata a un pantalone che lei indossava sempre al liceo, molto comodo e adatto anche all’ora di educazione fisica. Caso differente per Emily, che sembra non aver paura di indossare qualcosa di aderente per mettere in risalto le sue forme. L’artista dice che questo personaggio sarà un’icona del “body positive” ovvero un personaggio che accetta il suo corpo così com’è senza provare alcuna vergogna. Per i nomi l’artista dice che si è ispirata a vari personaggi dei suoi vecchi progetti e ci spoilera dei particolari importanti come, ad esempio, il fatto che all’inizio “Nadia” doveva chiamarsi “Lavinia” (Levy) e che Andrea non fosse sua sorella, ma la sua ragazza. In effetti, questo progetto inizialmente sarebbe dovuto essere uno “shojo ai”, poi scartato dall’artista per la paura che i lettori si incentrassero su altro, piuttosto che sulla tematica principale, ovvero la disabilità.

Secondo Rachele la produzione dei “manga europei” non ha raggiunto ancora un mercato stabile, soprattutto per colpa di alcuni pregiudizi su uno stile “importato”: durante l’openday della Scuola Internazionale di Comics, Rachele ha subito numerose critiche per via dello “stile troppo manga”, anche se le è stata attribuita una buona tecnica nell’inchiostrare e nell’acquerello. Rachele non ha preso bene questo commento, sentendosi classificata come una semplice “fan di una moda”: ma questa critica ha spinto la giovane artista a superare i suoi limiti e a conoscere  Paolo Zeccardo, docente del corso di Manga presso la scuola del fumetto “Pencil Art”. Paolo per Milky è stato un vero “sensei”, con lui Rachele è riuscita a imparare tante tecniche nuove che in questo momento sta sperimentando. Tra l’altro, questa esperienza didattica, ha acceso nella giovane creatrice anche l’ambizione di insegnare in futuro a una nuova generazione di artisti. Tornando al mercato europeo, ultimamente, nel settore stanno tornando molto in voga riviste che seguono più o meno le giapponesi della “Shonen Jump” che stanno riscuotendo abbastanza successo nonostante le polemiche. Rientrano in questo campo “Manga Vibe” della Shockdoom, “Reika Magazine” per la Reika Manga e  prossimamente “Senpai Plus” per la Mangasenpai. Rachele coglie l’occasione per dare un consiglio a tutti coloro che vorrebbero pubblicare e proporsi: trarre lezione dalle cattive esperienze avute nel passato. Invita a tutti coloro che vogliono seguire questa strada a non fidarsi mai di progetti o gruppi che esistono da pochi anni nel settore, perché potrebbero capitare spiacevoli sorprese e che la scusa del “pagamento in visibilità” non è accettabile nel 2021. Sottolinea che l’arte va pagata, soprattutto se ci lavori. Milky suggerisce a chi è alle prime esperienze di pubblicare su “Webtoon” o “Tapas” che sono delle ottime piattaforme per iniziare, altrimenti ci consiglia la “Phoenix Fanzine” gestita da Valentina “Pan Rayuki” Plebani e Claudia Santoro Recio, un gruppo artistico dove periodicamente vengono pubblicate delle storie di autori emergenti, ottimo esercizio per chi volesse sperimentare un po’ con la pubblicazione. Per chi volesse azzardare – aggiunge Milky – affidatevi alle case editrici già esistenti da almeno 8 anni nel settore del manga italiano, le promesse e i patti a voce sono pericolosissimi, firmate sempre un qualcosa di legale, ci raccomanda Milky.

È capitato tante volte a Milky di andare in contrasto con la community, anche se spesso è stato anche non volontariamente. Rachele molto spesso parla positivamente della disabilità, cerca sempre di sensibilizzare i suoi seguaci, anche se alcuni utenti non l’hanno presa molto bene. L’illustratrice si è ritrovata più volte accusata di “fingere”, tanto che l’artista ha dovuto pubblicare la sua esenzione sanitaria necessaria per comprare farmaci utili per dover dimostrare la sua innocenza e la verità. Negli ultimi periodi invece si è ritrovata nell’occhio del ciclone per via del suo progetto riguardante la disabilità, dove viene accusata di “feticizzare” le patologie e troppo “politically correct”. Per fortuna la sua community le ha dato molto supporto e spera vivamente chi l’ha contestata gratuitamente le chieda scusa e aggiunge, ironicamente, che è disponibile a regalare le copie del suo manga in futuro con tanto di dedica.

Rachele ci racconta un fatto successo al Romics dell’Aprile 2019, dove è stata ospite dell’area self “nuovi talenti”. Al suo stand si avvicina una ragazza sordomuta che le ricordò il “personaggio prototipo” di Nadia (a quel tempo ancora sotto il nome di Lavinia). La ragazza le chiese un disegno, all’inizio Milky era in difficoltà perché non riusciva bene a capire, quindi le venne in mente di usare un foglio di carta per comunicare, come in “Koe no Katachi” (The Silent Voice). Milky afferma che nonostante la sua totale ignoranza nel LIS si è divertita molto ad interagire con quella ragazza, e attualmente sono ancora in contatto. Dopo questa esperienza spera vivamente di poter imparare il linguaggio dei segni per poter comunicare meglio con questa ragazza e con altre persone.

 

Iniziando l’università ultimamente ha dovuto mettere abbastanza da parte il disegno e pensare allo studio. Nel semestre invernale è riuscita a dare 3 esami nonostante le incertezze e i momenti di disperazione. Milky dice che lei disegna molto a notte fonda, perché la notte è tranquilla nonostante le pochissime ore di sonno. Purtroppo -spiega Milky- fare le mappe concettuali e studiare richiede molto tempo e tanta pazienza. Si lamenta per un disservizio creatole dall’Università La Sapienza che le toglie il tutor a suo piacimento. Aggiunge che la maggior parte delle mappe le ha fatte lei e che i suoi amici spesso l’aiutavano. I suoi colleghi universitari per fortuna non sembrano “disturbati” dalla passione di Rachele, anzi, la incoraggiano costantemente, cosa che per lei è surreale. Ci spiega che alle medie e al liceo è sempre stata presa di mira dai bulli per via della sua patologia e del suo interesse per la cultura “otaku”. Grazie ai suoi compagni universitari è riuscita a trovare quel poco di normalità e stabilità. Ironicamente, aggiunge, – La Sapienza ha avuto una cosa positiva, riferendosi ai suoi compagni di corso, anche se a volte si sente di “troppo” o di “peso” e tende a isolarsi.

-Cerca di organizzarsi come può- aggiunge Milky ridendo.

Nonostante le raccomandazioni di prima, Milky ci tiene a ricordare che se siete certi di voler seguire il sogno del “mangaka” o dell’illustratore, dovete continuare a credere in quello che fate, non fatevi mettere mai i piedi in testa da nessuno e combattete per i vostri sogni. Ripete che lei crede in questa community perché LA COMMUNITY DEL MANGA ITALIANO ESISTE e coloro che negano l’esistenza negano se stessi e il settore di cui fanno parte. Invita tutti a crederci e renderla un posto migliore, sperando che le persone che hanno sbagliato nel passato possano ammettere i loro errori. Milky aggiunge che sta cercando di migliorare, speriamo anche noi in questo cambiamento e le auguriamo in bocca al lupo per il suo progetto e per il suo futuro.

Milky Rosy ha un un grandissimo sogno:Pubblicare un manga che tratti la disabilità”. Questo è solo un piccolo passo perché la bravissima Rachele vuole un giorno fondare una scuola di fumetto per solo ragazzi disabili e infine pubblicare storie che trattano varie tematiche sociali che non vengono mai trattate perché considerate “troppo scomode” dalla società moderna.

Per conoscere un po’ di più il grande talento di Rachele, vi consigliamo i seguenti link:

Maria Merola
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