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L’esperimento del dottor K. (the Fly)

Continuando la nostra panoramica sui film tratti da romanzi e/o racconti, non si poteva non citare anche un classico della fantascienza anni 60, il famoso film “The Fly” tratto dal racconto omonimo del 1957 di George Langelaan, conosciuto da noi nelle sale cinematografiche con il titolo di “L’esperimento del dottor K”.

Questo film diretto magistralmente da Kurt Neumann e con l’interpretazione di Vincent Price, ebbe un grande successo cinematografico che ne fece immediatamente un cult del genere fantascientifico: piacque così tanto al pubblico che vennero diretti altri due seguiti, creando una vera e propria trilogia “Return of the Fly”(1959) e “Curse of the Fly”(1965), rispettivamente proiettati in Italia coi titoli “La vendetta del dottor K” e “La maledizione della Mosca”.

 

Il film è ambientato di notte all’interno di uno stabilimento siderurgico, un guardiano durante il suo giro di ronda, sorprende una donna davanti a una pressa idraulica, la quale appena scorge il guardiano fugge via in preda al panico. Il guardiano arrivato davanti alla pressa idraulica, fa una macabra scoperta, sotto la pressa vi sono i resti maciullati di un uomo. Immediatamente il guardiano chiama la polizia, dopo aver fermato la misteriosa donna. Col sopraggiungere della polizia si presentano l’ispettore Charas a capo delle indagini e Francois Delambre proprietario dello stabilimento.

Qui viene effettuato il riconoscimento del cadavere che è quello di Andrè Delambre fratello di Francois e anche marito della misteriosa donna che altri non è che Helene Delambre. Durante le indagini, viene fuori che la pressa per uccidere Andrè fu utilizzata due volte e ciò esclude la possibilità di un incidente e quindi si pensa che si tratti di omicidio, però Francois non crede che sua cognata Helene possa aver fatto un così tale atto di violenza, specie su suo marito, quindi insieme all’ispettore Charas, vanno nuovamente a interrogare la donna, che all’inizio si era resa rea dell’omicidio.

Dopo un primo ripensamento, Helene decide di dire la verità su quanto accaduto: suo marito Andrè è uno scienziato geniale, e ultimamente stava lavorando con successo a un teletrasportatore, un macchinario in grado di scomporre la materia e di ricomporla altrove, grazie all’utilizzo di speciali cabine, ciò avrebbe in breve rivoluzionato la possibilità di spostare merci e persone con il minimo sforzo e senza l’utilizzo di veicoli. Andrè, continua la donna, effettuava i suoi esperimenti nel laboratorio privato che aveva in casa e a volte vi stava chiuso interi giorni, uscendo solo per mangiare, però ultimamente, erano passate intere settimane e Andrè si faceva sentire con sua moglie tramite biglietti passati sotto la porta, con l’ordine di non entrare mai in laboratorio. Preoccupata per la salute di suo marito, Helene disubbidisce ed entra nel laboratorio, qui vede suo marito che tiene celato in testa un cappuccio che nasconde le sue fattezze e, altro fatto strano, tiene sempre la mano sinistra in tasca. Dopo molte insistenze, Helene riesce a farsi dire tramite gli appunti del diario di suo marito e con frasi scritte sulla lavagna, il motivo di tale mistero. Andrè, dopo aver effettuato vari esperimenti condotti con successo sulla materia inanimata, si era sentito pronto per sperimentare il teletrasportatore con gli esseri viventi, decidendo di essere lui la cavia, però nel momento dell’attivazione della macchina, all’interno della cabina assieme lo scienziato, fa capolino una mosca, dopo la smaterializzazione e la successiva materializzazione all’interno dell’altra cabina, avviene la tragedia, tra l’uomo e la mosca vi è uno scambio, infatti la mosca ha una piccola testa umana e un braccio umano, mentre Andrè ha la testa di una mosca e la sua mano sinistra è zampa del medesimo insetto. Helene non crede a quanto dettogli dal marito e pensa che le stia giocando un crudele scherzo, ma appena vede il vero aspetto che si cela dietro il cappuccio, ella rimane spaventata e presa dal panico dall’aspetto mostruoso di Andrè, dopo essersi ripresa dall’emozione, Helene chiede se ci può essere una soluzione, secondo i calcoli di Andrè c’è una possibilità per poter ritornare normale, l’unica soluzione è quella di trovare una mosca con una piccola testa bianca, l’insetto che si era unito a lui durante l’esperimento del teletrasportatore. Helene cerca ovunque con l’aiuto anche non solo della domestica ma anche del loro figlio Philippe, però la ricerca risulta vana. Andrè ormai rassegnato, distrugge sia la cabina del teletrasportatore che i suoi appunti, in quanto la sua scoperta, se cadesse in mani sbagliate o incaute, potrebbe essere utilizzata non per fare del bene ma del male e, vista anche la sua situazione, egli non vuole passare il resto della sua vita rinchiuso oppure usato come cavia per esperimenti o vivisezionato, decide quindi di togliersi la vita, e ottenendo l’aiuto di sua moglie Helene, si dirige nello stabilimento del fratello Francois. L’unico modo che ha per potersi togliere la vita senza che però non ci siano resti da analizzare e quella di utilizzare una pressa idraulica, Andrè prepara il tutto e dopo aver dato l’addio a Helene si piazza sotto la pressa in attesa che sua moglie attivi la macchina che lo porterà al suo tragico destino, Helene dopo averla attivata, non può fare altro che guardare impotente suo marito Andrè che viene schiacciato da quel macchinario, nel frattempo sopraggiunge il guardiano, e qui Helene termina il suo racconto.

Ovviamente sia l’Ispettore Charas che Francois faticano a credere a tale storia, e conseguentemente Helene viene incriminata per omicidio. Mentre attendono l’arrivo della polizia, Philippe va da suo zio Francois per fargli vedere una cosa per lui curiosa, Francois seguito dall’ispettore raggiunge il ragazzino in giardino, e qui i due rimangono sconvolti, infatti vedono impigliata in una ragnatela una mosca dalla testa bianca, e guardandola più da vicino tale testa a forma umana e con un vocina leggera che pare quasi un sibilo, la sentono chiedere aiuto, l’ispettore Charas preso dal panico prende una grossa pietra e schiaccia l’insetto. Riavutisi dallo shock della scoperta, i due si rendono conto che Helene ha detto la verità, e che anche l’ispettore è reo di omicidio, Helene ha ucciso un uomo con la testa di mosca, mentre l’ispettore ha ucciso una mosca con la testa umana. Francois e Charas fermano il cellulare della polizia e liberano Helene, dicendo che hanno trovato nuove prove che la scagionano e che in realtà Andrè si è suicidato e che i dati inseriti nella macchina risultavano sfasati in quanto l’ultimo operaio che l’ha utilizzata non ha resettato il contatore, Helene è libera così di riabbracciare suo figlio Philippe.

Curiosità

Mentre in tutto il mondo il film è uscito con il titolo originale o la sua traduzione di The Fly, l’Italia è l’unico paese che ha cambiato completamente il titolo, in quanto per il distributore e gli adattatori il film aveva più attinenza con l’uomo-insetto della “metamorfosi” di Franz Kafka, da qui l’idea di mettere nel titolo il dottor K.

In un episodio dello speciale di Halloween della nona stagione dei Simpson viene fatto omaggio del film, con la trasformazione di Bart in ragazzo-mosca.

Un film bello sotto tutti i punti di vista, sia a livello di trama, coerente e intrigante con quel pizzico di suspance, e anche dal punto di vista tecnico, magistrale la scena di Andrè che vede il volto spaventato di sua moglie Helene con gli occhi di una mosca, e superba anche l’interpretazione di Vincent Price che si dimostrò come sempre nelle sue interpretazioni un grande attore. Tale fu il successo della pellicola che oltre ad aver generato due seguiti ed essere diventato un cult del genere, negli anni a venire ha prodotto due remake “The Fly” del 1986 di David Cronemberg  e “The Fly 2” .

 

alla prossima

 

by Marco Talparius Lupani

 

 

Marco Giovanni Lupani

Marco Giovanni Lupani

grande appassionato di cinema di fantascienza, fantasy, horror e Trash. Interessato anche ai fumetti di ogni genere dai comics ai manga a quelli d'autore. Cosplayer della vecchia guardia dagli anni 90
intrigato da ogni cosa che possa stimolare la sua curiosità

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