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La magica creatività di Hank La Marca e Marts

I loro nomi d’arte sono Hank La Marca e Marts – all’anagrafe Giuseppe La Marca e Marzia Migliori –  entrambi diplomati alla Scuola del Fumetto di Palermo. Il nome Hank è nato per gioco in maniera casuale tra i colleghi fumettisti, e non a caso è anche il soprannome di uno degli scrittori preferiti di Giuseppe (Charles Hank Bukowski),  mentre il nome Marts deriva da un gioco di parole tra la radice del nome “Marzia” (guerriera devota a Marte) , il termine “art” e la scrittura fonetica per la lettera “Z”, [ts]. Si conoscono tra i banchi di scuola, prima come amici e poi come coppia, sia nella vita che nel lavoro. Entrambi accomunati da una sfrenata ambizione e da una passione comune per il disegno che coltivano sin da bambini, vi si gettano a capofitto con tutta la serietà e la fatica che questo lavoro richiede.

I primi fumetti conclusi che meritano di essere menzionati, soprattutto per il loro valore affettivo, sono “Goodwalker” per Hank e “Out There” per Marts, entrambi progetti editoriali creati in occasione della sessione di diploma per la Scuola del Fumetto. Successivamente hanno curato l’allestimento di una mostra all’interno dell’Expo Comics di Palermo, con illustrazioni a tema Harry Potter commissionate dai ragazzi di Gdr Ldc, una nuova realtà palermitana che si occupa di giochi di ruolo dal vivo. Al momento sono impegnati sia su una graphic novel ancora in produzione che sul lavoro come freelancer in diversi giochi da tavolo indipendenti.

Molti chiedono loro cosa significhi essere un bravo disegnatore: prima di tutto bisogna avere tanta curiosità, sia su ciò che piace, ma soprattutto su ciò che non piace, e chiedersi poi il perché sia dell’uno che dell’altro. E’ fondamentale avere degli autori come punti di riferimento, è importante sviscerarli per capire come sono arrivati ad essere ciò che sono, ma è importante anche al momento giusto saperli mettere da parte e studiare anche ciò che è meno vicino al proprio stile. Nel caso di Hank gli autori che più lo hanno formato sono Garth Ennis, Jason Aaron, Kentaro Miura, Frank Miller e Lee Bermejo.

Marts ha fatto invece riferimento per gran parte della sua vita alla scuola di animazione Disney (Glen Keane, Jin Kim…)e per quanto riguarda il fumetto a Guarnido, Alessandro Barbucci, Regis Loisel ecc.

Per essere un bravo disegnatore bisogna soprattutto accantonare l’arroganza e avere l’umiltà per accogliere ogni stimolo: niente è scontato, e anche il disegno di un bambino, nella sua semplicità, può essere uno spunto per apprendere qualcosa di nuovo. Per diventare bravi creativi c’è bisogno inoltre di una severa dedizione ed una costante autocritica, ma non si deve escludere mai il lato gioioso della propria passione, ingrediente fondamentale quando bisogna lasciar fluire la propria creatività.

Nonostante nell’immaginario comune la professione di fumettista si identifichi come un lavoro solitario, l’esperienza li ha portati – e li porta – a credere in realtà l’opposto. Il lavoro creativo infatti si colloca in maniera molto più efficace in un contesto di squadra: il vero punto di forza è l’unione di più menti, è far parte di una comunità immersiva a 360 gradi, fatta di colleghi (ma soprattutto amici) altrettanto appassionati con cui supportarsi, confrontarsi, scambiarsi idee e migliorare esponenzialmente ogni giorno. E’ questo il maggiore consiglio che i due artisti sentono di dare a chi vuole approcciarsi ad un lavoro creativo: circondarsi di punti di riferimento, non stancarsi mai di studiare e non avere mai paura di sottoporsi a critica (costruttiva, ovvio) di amici, familiari, colleghi, e autori.

Il lavoro creativo, se fatto con amore, mette a dura prova la tolleranza allo stress di chiunque si approcci ad esso, perché bisogna continuamente uscire dalla propria zona di comfort, abituarsi all’errore e alla sensazione di sentirsi incapaci. E’ per questo che una rete sociale nel proprio campo diventa essenziale: essa normalizza e sdrammatizza l’errore, alleggerisce la mente e nutre di continuo la curiosità.

Diverso è il caso in cui si presenta una critica distruttiva, data da chi non ha reale interesse nel miglioramento dell’artista o, il più delle volte, data anche dall’artista stesso. In questo senso, anche l’epoca in cui si vive oggi, con i social network come parte integrante della vita di un creativo, non aiutano: gli utenti vengono bombardati e sovraccaricati da stimoli che è bene imparare a filtrare; è bello seguire il lavoro di altri professionisti “più bravi” per assorbirne informazioni, ma è altresì necessario alle volte spegnere il telefono e fare silenzio, quando sembrano “tutti più bravi di me” e i confronti con gli altri nella propria testa si fanno troppo assordanti. 

Quanto alle critiche degli altri, sono inevitabili: il punto sta nell’imparare a contestualizzarle, ponendosi sempre delle domande su chi critica e perché lo sta facendo, soprattutto nel contesto dei social network.

Sia Hank che Marts amano principalmente inventare personaggi e ambientazioni, e dedicarsi quindi alla creazione di progetti autoriali, anche se non mancano mai di omaggiare i protagonisti della cultura nerd che li accompagna da sempre. Nonostante le svariate collaborazioni infatti, l’obiettivo di entrambi è quello di potersi raccontare attraverso il fumetto. In questo senso, le esperienze, gli interessi e le conoscenze pregresse si sommano in un’unica volontà di lanciare il proprio messaggio personale al pubblico, perché è solo mettendo in gioco la propria personalità che in questo ambiente si riesce a creare un prodotto davvero valido. A tal proposito, bisogna non puntare mai all’originalità, quanto all’emotività che si trasmette in quel prodotto e la cura nel definirlo. Hank ha imparato questa lezione tra i banchi di scuola, durante un’esercitazione di sceneggiatura. Era stato chiesto agli studenti di inventare una storia breve che sarebbe poi stata letta in pubblico. Essendo Hank il più grande ed esperto della classe, era convinto di aver scritto la storia più originale tra tutti, ma al momento del confronto, trovò una sceneggiatura migliore della sua, e citando “chi è lo s**** che ha scritto questa roba?!”, vide alzarsi la mano di Marts con espressione tronfia e divertita, e fu con questa dura consapevolezza che iniziò una solida amicizia.

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Gianluca Falletta

Gianluca Falletta

Gianluca Falletta, creatore di Satyrnet, noto per aver partecipato all'edizione 2019 di Italia's Got Talent, è considerato "il papà del Cosplay
Italiano".

Come una delle prime realtà che hanno promosso il fenomeno made in Japan, Satyrnet, in oltre 23 anni di attività ha creato, realizzato e prodotto alcune delle più importanti manifestazioni di settore. Satyrnet.it e la sua community sono dei punti di riferimento per gli appassionati. Gianluca Falletta ha partecipato alla produzione del Festival del Fumetto di Romics, RomaComics & Games, Gaming e Cartoon Days e ha collaboratoro con i principali festival italiani quali LuccaComics & Games, Milano Cartoomics, La Festa dell'Unicorno e Napoli Comicon.
Dopo "l'apprendistato" presso Filmmaster Events e la Direzione Creativa di Next Group, due delle più importanti agenzie di eventi al mondo, Gianluca si occupa di creare ride e parchi di divertimento a livello internazionale e ha partecipato allo start-up dei nuovissimi parchi italiani Cinecittà World, Luneur Park e LunaFarm cercando di unire i concetti di narrazione, creatività con l'esigenza di offrire entertainment per il pubblico, lavorando come freelance per le più importanti aziende entertainment globali.
Per info e contatti
gianlucafalletta.com

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