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Ilaria Kiubicchi: La volpe a nove code del Cosplay italiano!

Ilaria, in arte Kiubicchi, è una ragazza di 23 anni residente a Milano. Ha iniziato ad appassionarsi al mondo del cosplay verso il penultimo anno delle superiori, all’età di circa 16 anni, ed ha portato avanti questa passione fino adesso. Appassionata al mondo orientale, dopo gli studi in psicologia, ha continuato a portare avanti questa piccola passione volendo trasmettere il divertimento nel creare ed rendere reale, con la sua interpretazione, un personaggio tanto amato scoprendo così la felicità sul volto delle persone che la riconoscevano per le fiere.

Il nome Kiubicchi nasce dall’unione della parola “kiubi” di origine giapponese per indicare la volpe a nove code (anche conosciuta come Kyubi no Kitune) e il suffisso “chi” che, nonostante non sia un autentico suffisso usato in Giappone, è stato usato come vezzeggiativo per completare il nome in arte. Spesso e volentieri, a causa della lingua italiana, il nome viene pronunciato come “Kiubikki” usando la doppia c e l’h con durezza, in realtà la pronuncia corretta dovrebbe essere dura all’inizio e dolce alla fine.

Essendo appassionata di volpi e cultura giapponese, Ilaria non poteva trovare un nome che meglio rappresentasse queste due passioni. La vera e propria passione per il cosplay è sorta dopo aver visto un sacco di ragazze e ragazzi che riuscivano a portare nella realtà il loro personaggio preferito, quello che volevano trasmettere e come. Trovare la meraviglia e lo stupore delle persone, grandi e piccine che sorridono davanti a te per aver reso concreto un personaggio 2D è incommensurabile. Una prima curiosità nacque probabilmente anche prima dei 16 anni a seguito della visione dei famosi “anime”, i tanto osannati dagli adulti come i “cartoni animati giapponesi”, e nella simpatia e la complicità che si prova a vedere un personaggio così vicino alla propria persona.

La prima volta che è stato portato un cosplay è stato nel 2015, portato e non creato perché inizialmente il cosplay lo si comprava e basta, solo col tempo si è iniziato ad osare di più iniziando a creare oggetti o sistemare tessuti. Il primo in assoluto portato, quindi, fu Krul la vampira dai lunghi capelli rosa della serie “Owari no Seraph” (Serafini della fine in italiano). Se adesso si volesse porre una domanda imbarazzante a riguardo si potrebbe chiedere cosa se ne pensa del primo cosplay portato, ma non vogliamo davvero affrontare questo argomento ora. Col passare del tempo la voglia di creare oggetti da sé e sistemare quelle cose che non andavano in un vestito sono aumentate e quindi anche l’osare.

Da qui, Ilaria si inizia a capire quanto si sia dentro questo mondo: la voglia di creare oggetti, cucire vestiti o acconciare parrucche che rendono il personaggio non solo un personaggio di una serie, di un film o di un anime; ma il TUO personaggio di quella serie, film o anime perché sei stato tu a poterlo portare alla “vita”. Da qui Ilaria ha iniziato a lavorare sulle parrucche di personaggi tentando di renderli più verosimili al personaggio e nel miglior modo che si adattasse alla forma e al makeup che potesse rendere giustizia a ciò che portava; il cucire è sempre rimasto limitato a sistemare cose che non andavano o tagli lievemente sbagliate nonostante le fosse sempre interessato imparare a cucire un cosplay da zero affascinata da tante persone che vedeva farlo nella home di Instagram.

Per il crafting, Ilaria ha chiesto aiuto a cosplayer che ha avuto il piacere di conoscere online e grazie al loro aiuto e all’ispirazione col tempo è migliorata in questo. Finora la cosplayer ha portato in fiera più di una ventina di cosplay ai quali ha lavorato la maggior parte di personaggi da videogiochi ai quali ella stessa si diverte a giocare: League of Legends e Genshin Impact. Nonostante abbia fatto cosplay anche di Mai da “Bunny girl senpai” e Kurl da “Owari no Seraph”. Al momento i cosplay sui quali sta lavorando sono Hu Tao e Yae Miko entrambe da Genshin Impact nonostante sia estremamente affezionata al personaggio di Xayah portata nelle versioni base e star guardian da da League of Legends e pure dal suo main in gioco Lux nella versione Dark Elementalist.

Ilaria predilige il creare gli oggetti mancanti o che nel cosplay non la convincono, nonostante in passato abbia acquistato o richiesto di realizzare ciò che non riusciva ancora a fare, insomma dipende un po’ dal tempo e disponibilità adesso anche se nulla batte la soddisfazione di creare cose da sé. Per diventare “bravi cosplayer” la cosa fondamentale si pensa sia la passione per fare ciò che si sta facendo e la voglia di migliorarsi sempre anche accettando confronti e pareri di persone che stanno vicine e non e poi col tempo anche i cosplay realizzati inizieranno a soddisfare in primis la persona che li indossa e non c’è modo migliore di sapere che si sta facendo qualcosa di bello.

Riguardo al discorso original si hanno un sacco di opinioni e pareri differenti, Kiubicchi pensa che sia una forma alternativa di portare un personaggio amato e anche un modo per divertirsi a creare versioni alternativa, anche tratte da fanart a volte, che non vede perché tutto sommato non possano rientrare nella categoria in quanto una persona può metterci lo stessi impegno a passione a portare una versione originale di un personaggio che ha portato magari anche in versione canon. Non pensa ci sia alcuna giustificazione nel discriminare chi per qualsivoglia ragione, preferisce o semplicemente è costretto/a (magari per situazioni economiche) a portare original. Alla fine sono sempre persone che vogliono mostrare un altro lato del personaggio e vogliono solo divertirsi come gli altri, magari portando un original anche ben fatto e molto amato!

Essendo in zona Milano, la cosplayer prende parte alle fiere principalmente del nord anche se vorrebbe avere la possibilità di girare molti più luoghi e partecipare anche a fiere quali Romics piuttosto che Napoli Comicon. La preferita è Cartoomics anche se molto apprezzate sono sempre state anche Novegro, Sigurtà per la tranquillità del parco e le belle location e anche Rimini anche se molto affollata l’idea di una fiera sul mare è irresistibile.

Ultimamente il cosplay, secondo la nostra talentuosa creativa, è un fenomeno sempre più in crescita e si evolve con le persone che ne fanno parte. Aumenta la ricercatezza del costume, i dettagli che si rapportano ad esso e anche alla quantità di tempo che ci si dedica. Poi dipende anche che fine si vuole ottenere, se è solo per intrattenimento personale, se vuole diventare un lavoro o per diletto personale; insomma il tempo e l’attenzione dipende anche da questo. Aumentando il pubblico spesso aumentano le richieste e anche quindi l’attenzione che una persona ci dedica. In questo senso, forse, il cosplay si è evoluto non limitandosi alla rappresentazione del personaggio, diventando una vera e propria ricerca della perfezione anche a livello fotografico anch’esse a volte sempre più un mix tra realtà e digital art; sempre più apprezzata col tempo. Guadagnare con questa passione, pensa, sia un’ottima opportunità per divertirsi e anche guadagnare nel mentre. Spesso e volentieri quando una passione diventa un lavoro, però, si rischia di perdere quel fuoco iniziale che motivava le scelte e l’impegno e questo è sempre triste quando succede diventando una trappola creata da se stessi al fine di trasformare un hobby ed una passione in un lavoro stereotipato e spesso criticato. Tutti vorrebbero guadagnare facendo quello che amano, però sempre con una certa moderazione.

Iniziando a fare cosplay Kiubicchi si è spesso e volentieri ritrovata a pensare che riusciva a portare la creatività esposta nei cosplay e nelle foto anche nella vita al di fuori di essi anche solo, banalmente, nel divertimento di trovare abbinamenti nuovi per uscire e aiutare altri nella stessa cosa o anche nel trovare sempre nuovi makeup sia per cosplay sia per uscire la sera o andare anche semplicemente a lavoro. Fare cosplay ha aiutato anche a sviluppare abilità di creazione di oggetti e anche a pensare con quali materiali si potessero creare cose che prima non avrebbe mai pensato essere possibile nella quotidianità. Eventi veri e propri di critiche per un cosplay non si sono ancora presentati nel vero senso della parola quindi ancora mai commenti di insulti o volti a denigrare un lavoro, in compenso ci sono state delle situazioni spiacevoli in fiera. Situazioni nel quale persone si sentivano autorizzate ad invadere lo spazio personale solo perché la ragazza portava un cosplay conosciuto o che attirava l’attenzione quindi mani moleste e/o commenti inappropriati si sono, purtroppo, verificati anche più di una volta creando situazioni imbarazzanti o comunque abbastanza pesanti. Nonostante questo non è da pensare che le fiere siano solo un luogo dove ci sono molestie o gente perversa, anzi è molto bello rendere felice qualcuno che vede il proprio personaggio animarsi davvero o i bambini che additano le principesse quando passano!

Un impatto enorme lo hanno sicuramente avuto anche i social e i canali di streaming, anche forse nello snaturare l’idea di cosplay in alcuni casi che è diventata nella ragazza con le cuffie con le orecchie da gatto che gioca in compagnia andando forse un po’ a distorcere entrambe le realtà e mostrandone nessuna. C’è anche comunque da dire che è grazie ai social se la gente ora riesce ad incontrarsi con persone importanti conosciute anche grazie anche alla passione comune e questo è un ottimo modo di dimostrare anche il lato positivo di questo “mondo di internet” sempre presente sulle bocche di tutti per motivi differenti e non sempre positivi.

Avere la possibilità di socializzare con altre persone, supportare e incontrare le medesime solo perchè grazie al “cosplay” si sono conosciute è comunque una realtà che sarebbe stata impensabile fino a qualche tempo fa quindi limitare la propria veduta non è sempre forse il modo corretto di approcciarsi con la novità che propone la società stessa. Aneddoti divertenti ce ne sarebbero un’infinità ma quello raccontatoci qui parla della fiera di Cartoomics del 2018 nel quale la cosplayer portò la versione base di Xayah da League of Legends ed un ragazzo, fermandola per complimentarsi e facendo la foto, chiese alla fine di tutto che personaggio fosse quello portato sotto gli occhi allibiti della ragazza che si limitò a farsi una risata rispondendo alla domanda per poi salutare il ragazzo andandosene in giro ricordando tutt’ora quell’evento simpatico ed imbarazzante.

Consigli ce ne sono ovunque e in ogni dove, quello lasciatoci da lei oggi è semplicemente di fare quello che si vuole fare senza preoccuparsi troppo del parere e dei commenti delle persone perché “siamo tutti cattivi nella storia di qualcuno” e quindi almeno nella vita, finchè possiamo, di fare quello che ci piace e ci rende felici senza preoccuparci di cose superflue quali le altre persone. Le piacerebbe, inoltre, crescere sempre di più in modo da poter incontrare sempre persone nuove e fare molte foto con persone sempre diverse e divertirsi tutti assieme. Che diventi un lavoro in futuro o rimanga una passione in questo momento non pare essere la cosa principale in quanto trova divertente anche solo andare alle fiere e fare foto con altre persone!

Per scoprire il talento di Ilaria vi invitiamo a visitare il suo profilo su Instagram o su Facebook e, naturalmente, di cercarla su Waveful: con il nick di Kiubicchi!

Gianluca Falletta

Gianluca Falletta

Gianluca Falletta, creatore di Satyrnet, noto per aver partecipato all'edizione 2019 di Italia's Got Talent, è considerato "il papà del Cosplay
Italiano".

Come una delle prime realtà che hanno promosso il fenomeno made in Japan, Satyrnet, in oltre 23 anni di attività ha creato, realizzato e prodotto alcune delle più importanti manifestazioni di settore. Satyrnet.it e la sua community sono dei punti di riferimento per gli appassionati. Gianluca Falletta ha partecipato alla produzione del Festival del Fumetto di Romics, RomaComics & Games, Gaming e Cartoon Days e ha collaboratoro con i principali festival italiani quali LuccaComics & Games, Milano Cartoomics, La Festa dell'Unicorno e Napoli Comicon.
Dopo "l'apprendistato" presso Filmmaster Events e la Direzione Creativa di Next Group, due delle più importanti agenzie di eventi al mondo, Gianluca si occupa di creare ride e parchi di divertimento a livello internazionale e ha partecipato allo start-up dei nuovissimi parchi italiani Cinecittà World, Luneur Park e LunaFarm cercando di unire i concetti di narrazione, creatività con l'esigenza di offrire entertainment per il pubblico, lavorando come freelance per le più importanti aziende entertainment globali.
Per info e contatti
gianlucafalletta.com

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