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Il Gioco è bello, finché … è di ruolo!

Oggi parliamo di gioco di ruolo. Credo che molti di voi sappiano cosa sia; una persona con un innato sadismo che vi fa una proposta oscena: vorreste essere i miei giocatori? Quante volte l’avrete sentita questa frase? Mai? Bene allora l’articolo vi interesserà forse ancora di più.Iniziamo col dire che il gioco di ruolo si divide in due grandi gruppi: quello cartaceo (che si pratica intorno ad un tavolo) e quello dal vivo (che invece vi indurrà a fare rituali per evocare demoni usando farina, fuochi d’artificio e canti gregoriani perché così finalmente il capo gilda capirà chi comanda, il tutto in una buia foresta vicino casa vostra nel cuore della notte).

In questo articolo esporrò il mio punto di vista riguardo la versione cartacea (che conosco meglio di quella dal vivo). Iniziamo col dire che chi gioca di ruolo è un folle che vorrebbe veramente combattere demoni e draghi piuttosto che affrontare il traffico urbano quotidianamente. Quindi partendo dal presupposto che non siate persone comuni, troverete altre persone con il vostro stesso disturbo (il che si rivelerà la vostra salvezza, sappiatelo) e formerete il vostro gruppo. Di sistemi di gioco e di ambientazioni ne esistono a palate. Per il primo forse il più diffuso è proprio il d20 system, esistono anche quelli col d10, il d%, d6 e pure coi tarocchi. I sistemi sono più o meno complessi e coprono tutte le azioni che si possono intraprendere. Per le ambientazioni abbiamo ancora più varietà: fantasy, fantascienza, steampunk, vampiri nel mondo moderno, fate e licantropi. Ogni categoria poi racchiude mondi di gioco incredibilmente vasti e variegati, più o meno famosi. Abbiamo la possibilità di giocare nel mondo di Mad Max, Harry Potter e in quello del Signore degli Anelli giusto per nominare i più famosi.

A questo punto i neofiti che hanno sentito le parole “gioco di ruolo” per la prima volta in questo articolo si staranno ancora chiedendo che cosa significhi giocare di ruolo o “ruolare” come viene definito in quest’ambiente. Bene, ruolare significa giocare il proprio personaggio (con il proprio carattere, ambizioni e competenze scelte dal giocatore che lo interpreta), interpretarne appunto il ruolo che egli ricopre nel mondo in cui vive. E non sarete soli perché avrete anche altri che come voi saranno seduti al tavolo e interpreteranno un proprio personaggio completamente diverso con il quale rapportarsi. Naturalmente questa sorta di “teatro improvvisato” ha una sua figura di riferimento che è il vostro narratore. Il narratore è un ruolo alquanto controverso e se chiedete in giro vi daranno definizioni più o meno lusinghiere e sincere su quale sia il suo compito e sul perché voglia farlo. Da parte mia vi dico semplicemente che il narratore è colui che farà girare il mondo nel quale i vostri personaggi si muoveranno. Avrà il compito di renderlo vivo. Avete presente nei videogiochi i vari sviluppatori che si interessano ognuno di una cosa ben precisa, tipo i volti, le movenze, gli sfondi, i colori, i suoni e così via? Bene il narratore è colui che vi sviluppa tutto questo in tempo reale.

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Badate bene che il compito del narratore consiste nel farvi divertire e se alcune decisioni sono assolutamente tiranniche all’apparenza è per rendere la vostra esperienza di gioco ancora più profonda e coinvolgente. Nei GDR (giochi di ruolo) non si perde o si vince contro il narratore perché non è quello lo scopo. Potrete morire sia per un vostro errore oppure perché i dadi non hanno supportato il vostro entusiasmo nel voler derubare un grasso mercante e siete stati beccati.  Il narratore vi proporrà un filone narrativo di sviluppo e dovrete interagire con esso, vi “obbligherà” con sotterfugi a farlo. E voi sarete felici della cosa. L’elemento più bello e, per la mia esperienza, imprescindibile è la totale libertà di azione. Volete scalare la montagna a piedi nudi? Potete farlo. Il vostro personaggio è appena ritornato da una missione vivo per miracolo e volete passare una notte in locanda a giocare a dadi e divertirvi con le donnine allegre? Potete farlo! Solo voi sapete cosa il vostro personaggio potrebbe fare o non fare in una determinata situazione. Molti che si avvicinano al gdr tendono a dare al personaggio che giocano il carattere che hanno nel mondo reale aggiungendo molto probabilmente un po’ più di baldanza e sicurezza di sé. È sbagliato farlo? Sicuramente no. Come detto prima il personaggio è vostro e sta a voi decidere quello che gli passa per la testa. È noioso trasportare il proprio modo di vivere quotidiano in un mondo di fantasia nel quale nulla accadrebbe nel mondo reale? Forse. Ma lì sta a voi fare il tentativo. Se non vi piace potrete cambiare direttamente personaggio oppure limare alcuni aspetti del carattere che non vi garbano. Ci sono naturalmente dei limiti ai quali i propri personaggi devono attenersi e regole da seguire cosi da facilitare il gioco a tutti. Per la mia esperienza personale questi limiti non sono mai percepiti come negativi. Non posso far volare il mio personaggio? Bene mi impegnerò a trovare il modo giocando e interagendo col mondo che il mio narratore mi sta facendo vivere. Maledirete il vostro narratore per le difficoltà che incontrerete lungo il cammino per la gloria ma se ogni passo compiuto sarà vissuto intensamente con una totale immersione nella situazione allora significa che state veramente ruolando il vostro personaggio.

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Un altro aspetto positivo è che non c’è un limite oltre il quale non si può andare. Il personaggio crescerà sempre, più o meno velocemente, e acquisirà poteri e abilità che all’inizio non aveva. Una ricompensa tangibile, oltre al mero divertimento, delle fatiche fatte con il vostro amato personaggio. C’è sempre un gradino più in alto da raggiungere. E se siete timidi non dovete assolutamente farvi spaventare dal dover interagire in maniera così aperta con gli altri. È un ottimo modo per combattere la timidezza. Usare come strumento l’interpretazione di un qualcuno che non è voi stessi aiuta tantissimo. Esattamente come il teatro. Solo che in quest’ultimo caso dovrete recitare di fronte ad un pubblico estraneo, se giocate di ruolo sarete voi e i vostri amici.

L’articolo probabilmente non dirà nulla a cloro che già sono veterani in questo mondo e che hanno abbattuto dei e demoni schioccando le dita e sono più che curioso di conoscere il loro parere o la loro esperienza in merito. Spero però che coloro che non hanno mai provato un gdr cartaceo ma che magari sono rimasti affascinati da giochi come Skyrim, Fallout, The Witcher, i vari Diablo o da alcune pietre miliari per gli appassionati di genere come Baldur’s Gate provino anche questa “nuova” versione. Ai videogiocatori voglio dare un’altra sensazionale notizia: il gdr cartaceo è full HD, con colonne sono personalizzabili, livello di difficoltà regolabile al millimetro, personalizzazione dei protagonisti fin nei minimi dettagli e non serve la connessione internet.

Grazie della lettura e se volete lasciare un commento ne sarò ben felice.

di Gianluca Vecchi

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Categories:   Approfondimenti, Gaming

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