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Hullabaloo, lo steampunk al servizio del 2D

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Nel 2013 l’amministratore delegato di Walt Disney Animation Studios, Bob Iger, annunciò che non avrebbero più prodotto lungometraggi in 2D, questo per via degli incassi derivanti dalle nuove produzioni in 3D. Senza mettermi a scrivere cifre su cifre che non interessano a nessuno, vi parlerò di Hullabaloo.

Alcuni animatori,tra cui l’ideatore del progetto Hullabaloo, James Lopez, si allontanarono  dalla Disney proprio per questo motivo. James decide di coinvolgere più persone possibili per cercare di dare vita alla sua creatura e venne contattato da alcuni animatori interessati, provenienti dagli ambienti Disney, Pixar, Dreamworks. Feriti dalla decisione presa da Disney, ma spinti dall’amore per l’arte, Bruce Smith, (supervising animator per successi come Tarzan e Le follie dell’imperatore), Rick Farmiloe,  La sirenetta, Aladdin e La bella e la bestia, e Sandro Cluezo, La principessa e il ranocchio e Come d’incanto, insieme a James Lopez hanno lavorato da casa, incontrandosi saltuariamente.

Nel giugno del 2015 viene aperta una campagna su Indiegogo  per ottenere un finanziamento. Dopo aver raggiunto e superato di molto la cifra richiesta, gli autori decidono di dividere la storia di Veronica Daring in episodi: i primi due saranno pronti per fine anno, mentre il terzo e il quarto arriveranno nella primavera del 2017. In un primo momento saranno disponibili solo per coloro che hanno partecipato al crowdfunding. Se il rischio è quello di non vedere più cartoni animati ancora oggi molto attuali, come ad esempio la Bella e la Bestia, la speranza è che il successo di Hullabaloo possa essere di ispirazione per le persone che vogliono continuare a produrre cartoni animati a mano di alta qualità. Il futuro del 2D dipende dalla nostra generazione: solo se noi continueremo a usarla, questa tecnica non sarà abbandonata dai futuri filmmaker, dice James Lopez.

James Lopez non vuole che tutto ciò che ha causato la rinascita della Disney negli anni ’90 sia buttato via. Oggi la tecnologia fa di tutto per attribuire ai lavori in digitale l’effetto dei disegni a mano, quindi sembrerebbe un contro senso imitare qualcosa che già esiste e costituisce la base e il punto di partenza dell’evoluzione in termini di animazione. Se proprio si deve utilizzare la nuova dimensione perché non continuare a coltivare anche la vecchia? A mio avviso restano più affascinanti i vecchi film piuttosto che i nuovi, mantengono sempre una vena romantica che difficilmente si riuscirà a eguagliare. E’ anche interessante la scelta dello steampunk – filone della narrativa fantastica/fantascientifica che introduce una tecnologia anacronistica all’interno di un’ambientazione storica, spesso l’Ottocento e in particolare la Londra vittoriana dei romanzi di Conan Doyle e H. G. Wells (Wikipedia) –  come tema per il salvataggio del 2D, in questo caso è il “vecchio” che tenta di farsi strada nel nuovo, nella tecnologia. In più la storia di Veronica Daring, che vuol salvare il padre richiama il nucleo centrale del progetto di Lopez, ossia la protezione del 2D da  qualcosa di “pericoloso” che ne potrebbe portare alla definitiva estinzione.

Hullabaloo  ha per protagonista Veronica Daring, una giovane scienziata che indaga sulla scomparsa di suo padre. Si tratta di una sorta di webserie che adotta lo stile fantascientifico steampunk.

Maria Merola
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