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La recensione di House of Gucci

A voler essere generosi, si potrebbe dire che House of Gucci é troppo avanti per noi comuni fruitori delle sale cinematografiche. Talmente avanti da aver fatto il giro ed essere tornato indietro. House of Gucci é un film eccessivamente lungo (2h40′) ed oggettivamente brutto. Peggio: é volutamente brutto. Si capisce che nulla è stato lasciato al caso e tutto é studiatissimo, ogni inquadratura, ogni parola o gesto, fin nel minimo dettaglio. Resta da capire quale fosse il criterio nella mente di Ridley Scott…

A volte però. mentre guardavo Al Pacino (Aldo Gucci) e Jared Leto (Paolo Gucci) sullo schermo, mi chiedevo se non stessi vedendo la versione del film ricreata al Saturday Night Live” Tom Ford

Tutto appare grottesco: make up troppo marcati e pesanti (in alcuni casi con aggiunta di vistosi ed inutili prostetici), attori – parliamo un cast pazzesco, dei giganti da cui ci si potrebbero aspettare interpretazioni magistrali – che arrivano a livelli imbarazzanti di over-acting (sembra di assistere ad una pessima telenovela sudamericana), sfoggiando un accento italiano fintissimo e posticcio che fa sembrare la famiglia Gucci un clan mafioso di quart’ordine a Little Italy.

 

Se almeno il risultato facesse ridere, si potrebbe pensarla una parodia un po’ sopra le righe, e invece si rimane solo attoniti ed increduli di quanto anche Al Pacino e Jeremy Irons possano recitare male. In questi mesi di attesa per il nuovo lavoro del regista di Alien (House of Gucci era stato annunciato fra i titoli presenti alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, ma è stato sostituito all’ultimo con The Last Duel, sempre di Scott) si è sempre posta l’attenzione solo su Lady Gaga e sulla sua performance, come se il successo o l’insuccesso della pellicola dipendessero esclusivamente da lei. Ma la povera signorina Germanotta ed il suo accento simil-russo sono davvero l’ultimo dei problemi. Jared Leto porta sullo schermo un Paolo Gucci caricaturale, versione scemo del villaggio, e fra tutti è forse il migliore perché la sua interpretazione è talmente farsesca ed assurda da risultare quasi geniale (ma se gli eredi di Aldo e Paolo Gucci decidessero di fare causa a Scott, sarebbe comprensibilissimo).

Per quanti non lo sapessero, la vicenda alla base dl film è un fatto di cronaca del 1995: Maurizio Gucci, avvocato, imprenditore ed erede – nonchè presidente – della casa di moda Gucci, viene assassinato a Milano. La mandante dell’omicidio è Patrizia Reggiani, sua moglie. Si parte da qui per raccontare in un lungo flash-back la storia di come Gucci e la Reggiani si sono conosciuti, sposati, e arrivati in cima alla catena di comando del colosso imprenditoriale di famiglia. Nel cast Lady Gaga, Adam Driver,Jared Leto, Jeremy Irons, Salma Hayek, Al Pacino, Jack Huston, Reeve Carney, Camille Cottin, Mădălina Diana Ghenea

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Simona Marletti

Appassionata cinefila, avida lettrice, appassionata di musical e fotografa per passione, Simona è iscritta all'Albo dei Giornalisti di Milano, elenco Pubblicisti, dal 2011. Ha collaborato in passato per svariati anni con Cineblog ed altre testate del network di Blogo; oltre a Cinema Errante ed EveryEye. Fra i suoi molti hobby ci sono i viaggi ed il cosplay.

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