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Gli Dei: Angeli o Alieni?

In tutte le  antiche  religioni  gli dèi  (Angeli? Alieni?) abitavano in Cielo, e (a bordo di UFO?) da lì andavano e venivano in continuazione. Venivano avvistate le navicelle spaziali e talvolta alcuni prescelti erano prelevati per soggiornare nelle astronavi e poter testimoniare, al ritorno, la potenza divina. Ovunque nel mondo, dalla Grecia all’Africa, dall’Oriente all’America, dall’Asia alla Mesopotamia, ci sono pervenute le testimonianze delle loro “venute”, descritte accuratamente nei testi sacri e nei dipinti.

La cima spianata di un’alta montagna, in Egitto come in Libano, in Cina come in Tibet, in Australia come nello Yucatan o in Colorado, era un luogo ideale per atterrare, e da ognuna di queste dimore gli dèi istruivano i profeti… Da dove venivano?  Da qualche pianeta o da un’altra dimensione? Entrambe le risposte sono possibili, per le menti aperte! Eppure nell’era moderna, molti non credono agli  UFO e agli ET.  Dunque, nel passato del nostro pianeta, i nostri “ingenui” predecessori, che chiamavano dèi gli alieni  e sapevano anche da quali stelle venivano… erano molto più informati di noi! Anche se chiamavano  benben la navicella  con cui il divino  Thot era atterrato a  Eliopoli , e barca solare il mezzo che portava il Faraone nell’aldilà e Osiride su Orione, nella loro ingenuità apparente, avevano capito più del distratto uomo moderno che non crede agli UFO e per tramandare la storia dei loro antenati divini  perpetuarono nei secoli i riti legati al “Libro per l’uscita alla Luce” (Per-em-Ra: tradotto assurdamente con  Libro dei Morti).   Ma se il geroglifico  O  significa  Luce  e si legge RA… allora la barca solare è la scia di RA, cioè dell’astronave atterrata a occidente.
 
Nel 1934, il Papiro (denominato Papiro Tulli dai suoi scopritori) fu notato presso un antiquario egiziano di nome Tano, da monsignor Augusto Tulli e suo fratello Professor Alberto Tulli (che all’epoca era il direttore del Museo Egizio del Vaticano). Con l’aiuto del direttore del Museo del Cairo, l’abate Etienne Drioton, i due riuscirono a ottenere di copiarlo e di tradurre il testo ieratico in geroglifico, visto che il prezzo richiesto non era abbordabile. L’impresa riuscì alla perfezione, e oggi questa perfetta copia è conservata al Museo Egizio del Vaticano. Nella copia non appaiono le cancellature “volutamente fatte” sull’originale, proprio su alcuni passaggi importanti, quasi che se ne volesse rendere poco comprensibile il significato. Dopo una prima traduzione fatta negli anni ‘50, nella quale emerse che si parlava di avvistamenti di oggetti volanti, nel 1964, grazie a una lettera inviata dal Professor Solas Boncompagni – studioso di clipeologia – al giornale “Settimana Incom” (dove segnalava l’esistenza del papiro e della traduzione pubblicata da due riviste inglesi[1]), nel N° 1 della rivista italiana “Clipeus” venne pubblicata la traduzione dal geroglifico all’italiano, arricchita da esaurienti note esplicative.
 
Il testo tradotto riportato dalla rivista è il seguente:
 
“… il ventiduesimo giorno del terzo mese d’inverno, alla sesta ora del giorno, gli Scribi, gli Archivisti e gli Annalisti della Casa della Vita si accorsero che un cerchio di fuoco…[lacuna]. Dalla bocca emetteva un soffio pestifero, ma non aveva “testa”, il suo corpo misurava una pertica ed era silenzioso. E i cuori degli Scribi e degli Archivisti tutti furono atterriti e confusi ed essi si gettarono nella polvere col ventre a terra…[lacuna] essi riferirono allora la cosa al Faraone. Sua Maestà ordinò di…[lacuna] è stato esaminato…[lacuna] ed egli stava meditando su ciò che era accaduto, che era registrato nei papiri della Casa della Vita. Ora, dopo che fu trascorso qualche giorno, ecco che queste cose divennero sempre più numerose nei cieli d’Egitto. Il loro splendore superava quello del sole ed essi andavano e venivano liberamente per i quattro angoli del cielo… [lacuna]. Alta e sovrastante nel cielo era la stazione da cui andavano e venivano questi cerchi di fuoco. L’esercito del Faraone la osservò a lungo con lo stesso Re. Ciò accadde dopo cena. Di poi questi cerchi di fuoco salirono più che mai alti nel cielo e si diressero verso il Sud. Pesci e uccelli caddero allora dal cielo. Grande fenomeno che mai a memoria d’uomo fu in questa terra osservato… [lacuna] ed il Faraone fece portare dell’incenso per rimettersi in pace con la Terra… [lacuna] e quanto accadde il Faraone diede ordine di scriverlo e di conservarlo negli Annali della Casa della Vita, affinché fosse ricordato per sempre ai posteri…”.
 
Sempre il Professor Solas Boncompagni, mentre si dedicava allo studio di antichi testi egizi, scoprì tre oggetti rotondi volanti (sopra una barca con rematore che portava offerte) in una rappresentazione tratta dal Libro dei morti, riprodotta nel Papiro Reale di Torino. Si trova nel capitolo LX, che si conclude con le seguenti parole:
“Io approdo al momento [giusto] sulla terra, all’epoca stabilita, secondo tutti gli scritti della Terra, da quando la Terra è esistita e secondo quanto ordinato da [lacuna] venerabile.”   
 
 
I quadri più famosi sono: la Madonna di Foligno di Raffaello; l’Annunciazione di Carlo Crivelli; l’Esaltazione della Croce di Pietro della Francesca; la Natività del Pinturicchio; il Miracolo della neve di Masolino da Panicale; la Tebaide di Paolo Uccello, e molti altri; oltre ai quadri, ci sono anche affreschi, murales, litografie, incisioni, arazzi, gioielli, statue, esposti in musei e chiese di tutto il mondo, dove l’autore ha voluto immortalare l’inequivocabile passaggio di un mezzo volante. Merita una particolare attenzione il quadro di Masolino da Panicale, dove il “Miracolo della neve” rammenta la “lanugine” bianca – documentata anche oggi ed esaminata chimicamente – che appare talvolta dopo l’apparizione di un UFO (allo stesso tempo questo fenomeno ricorda la “manna” biblica…  piovuta dal cielo). Forse anche la neve di Masolino era cibo sintetico?

 
Oggetti volanti sono stati incisi nel Sichuan sulle pareti delle antiche tombe di una misteriosa minoranza etnica, gli “Yi”; la loro forma “insolita” è molto simile ad un UFO Nel capoluogo Xichang, si trova “tutt’ora” un’importantissima base spaziale, e si dice che quella sia la piattaforma di lancio migliore del mondo. Nella lingua Yi le parole andare e venire erano rappresentate con disegni inequivocabili. Appare chiaro che, almeno nel passato, questa zona fosse perfetta anche per atterrare (e non solo per decollare). UFO con passeggeri sono raffigurati nelle grotte cinesi di Dunhuang, su alcuni murales, e affreschi con stormi di oggetti volanti si trovano a Kiev. Guarda caso la stessa città russa dove è conservata la famosa statua (nota come l’astronauta di Kiev) che rappresenta un astronauta con tanto di casco e di tuta spaziale). Cos’hanno concluso gli scienziati, a proposito degli avvistamenti di U.F.O. ? La risposta è semplice (e scontata): si tratta di un fenomeno di suggestione collettiva, di allucinazione o di “illusione culturale”… di massa.
 
E pensare che negli ultimi 50 anni sono stati denunciati – complessivamente in tutto il mondo – centinaia di migliaia di avvistamenti UFO dei quali, solo in Italia, oltre 9.000; sembra impossibile che TUTTE QUESTE PERSONE abbiano immaginato di vederli, dato che gli avvistamenti continuano incessantemente alla media di 150 all’anno… Gli “dèi” vanno e vengono da millenni sul nostro pianeta!

 

di Daniela Bortuluzzi
tratto da http://www.misteria.org
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