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Giovani, ricchezza e videogiochi

 Secondo un sondaggio TNS, i teenager italiani gestiscono circa duemila euro l’anno frutto di regali di genitori e parenti, chiedono molto e lavorano poco. I prodotti maggiormente acquistati da questo target sono in genere sono articoli "fashion", ossia abbigliamento o accessori alla moda, dal paio di scarpe agli occhiali griffati. Elemento poi irrinunciabile per tutti è il cellulare: «Il 38% degli intervistati ha detto che se dovesse rinunciare a qualcosa non sacrificherebbe mai il suo telefonino di marca».Mensilmente i giovani spenderebbero 72 euro in abbigliamento, 37 in elettronica e tecnologia, 35 in sigarette, 23 in pasti fuori casa, 22 per cosmesi e bellezza, 17 per cinema e discoteche, 16 per il cellulare, 16 in alcol, 15 in bibite analcoliche e snack, 14 in cibo da asporto.
 

Stando ai risultati dell' indagine quantitativa realizzata da AC Nielsen sui 17.000 individui di età superiore ai 14 anni appartenenti alle 6.000 famiglie del panel Homescan ACNielsen, il 90% dei ragazzi tra i 14 e 19 anni gioca con Videogame e il 74% per la fascia 20-24. Questi dati confermano che il videogame e' una presenza stabile nel tempo libero e nel lifestyle dei giovani italiani.Da una ricerca del Centro Studi Minori e Media di Firenze si evidenzia come circa il 25% dei giovani gioca più volte al giorno (il 20,5% due volte al giorno e l´8,5% più di tre volte, contro il 58,5% che gioca una volta) e complessivamente da una a tre ore (accanto ad un 57% che gioca meno di un´ora, 6,5% più di tre ore). In riferimento al genere i maschi superano le femmine sia in termini di frequenza che di tempo medio di gioco. In generale la fascia d´età intermedia (tra i 14 e i 15 anni) gioca di più sia rispetto ai più piccoli (11-13) che ai più grandi (16-18). Importante anche l´aspetto del giocare insieme ad altre persone: circa il 45% dei giovani gioca da solo, il 43,5% in compagnia, in particolare quella di amici (37%), fratelli o sorelle (17,5%), genitori (il padre in un buon 15% dei casi contro il 5% della madre). Emerge dall´indagine anche che il 28% dei ragazzi ha giocato online con altre persone e il 7,5% ha incontrato le persone conosciute. Un aspetto cruciale dell´indagine è quello che mira ad individuare il grado di ´identificazione´ nelle storie dei videogiochi, (il 40,5 % risponde che ‘qualche volta´ capita durante il giorno di pensare alle ‘mosse´ da fare per proseguire il gioco, il 32% dice ‘spesso´) e al condizionamento sull´umore: in questo caso a fronte di un 43,5% che non è influenzato dal fatto di vincere o perdere una partita, c´è anche un 24,5% che dice di esserlo abbastanza e un 22% che riferisce ‘molto´. Circa il 5% dei giovani sentiti inoltre ritiene che non si crei mai una situazione di dipendenza da videogioco, mentre la maggioranza (47%) pensa che il rischio ci sia giocando più di sei ore al giorno.
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