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Francesca, in arte KomaDori

Oggi parliamo di Francesca, conosciuta col nickname KomaDori, che ha accettato il mio invito a presentarsi tra le nostre pagine. Una ragazza sveglia e piena di talento, con una grande passione per il Cosplay, ma anche per il disegno. Un’artista a tutto tondo, capace di immergersi pienamente nei personaggi che interpreta, ma anche di rendere viva ogni sua creazione grafica, grazie al suo talento artistico. Talento intriso dell’anima colorata e appassionata di una ragazza che è un vulcano di fantasia.

Francesca Passera, in arte KomaDori, è nata a Cagliari il 23 giugno del 1994. Ha sempre amato l’arte ed in particolar modo il disegno, su cui si cimenta fin dalla tenera età, proseguendo poi gli studi in campo artistico al liceo ed in scienze dell’architettura all’università. Il nome d’arte “KomaDori” è il termine “pettirosso” in giapponese, gioco tra il cognome “Passera” ed i capelli rossi della cosplayer. Lavora dal 2012 come grafica ufficiale dell’Associazione di beneficenza “Sette Note e… più”, per cui realizza sito internet, gestione social network e grafiche delle attività varie tra biglietti da visita, brochure, ticket, locandine e banner social. Dal 2013 gestisce la pagina KomaDori – Art & Cosplay e il relativo canale YouTube, dove carica tutte le creazioni personali in ambito grafico e cosplay, ma anche collaborazioni e commissioni. Dal 2015 organizza gli eventi “Cosplay in the Jungle“, piccole fiere e raduni con giochi, esibizioni, gare cosplay, aree espositive, workshop ed interviste con artisti e molto altro. Realizza più collaborazioni in ambito grafico con vari artisti, tra cui il creatore della app “Mana Maker” per cui crea grafiche e musiche, il cantante Davide Deiana (partecipante a Sanremo Giovani), “Il Bosone – Periodico Nerd“, la band “Radio Queen” ed il doppiatore Roberto Pedicini (voce di Jim Carrey e Kevin Spacey).

Come è iniziato il tutto

Quando era all’asilo, Francesca si vestì per carnevale da Pollicina versione sposa, tratto dall’omonimo film di animazione, anche se ancora non si può parlare di cosplay vero e proprio. Il primo cosplay “ufficiale” fu nel 2012. Un’amica informò Francesca di un’evento che si sarebbe svolto da lì a una settimana, così scelsero assieme un personaggio che fosse facile da realizzare ed in breve tempo. La scelta fu per Ami Kawashima (l’amica) e Taiga Aisaka dall’anime Toradora. In una serata riuscirono ad acquistare per entrambe giacca, camicia, gonna, calze e parrucca spostandosi tra i negozi della zona ed a presentarsi così all’evento.
Oggi Francesca crea vestiti ed accessori sfruttando ciò che ha in casa o cercando di spendere il meno possibile; ogni abito nuovo è un’occasione per sperimentare nuove tecniche o migliorarsi in quelle che già si conoscono.

Si diventa dei bravi cosplayer mettendosi innanzitutto in gioco. Il cosplay è esattamente come il teatro: hai un tuo personaggio, lo indossi, ne interpreti il ruolo, l’atteggiamento, le battute caratteristiche, si smette di essere sè stessi; l’unica differenza è che non lo si fa più solo su un palcoscenico. Bisogna avere il coraggio di stare su quel palcoscenico, che nel caso del cosplay è l’evento, la macchina fotografica, l’amico che ti sta accanto o uno sconosciuto affascinato dall’abito. È indifferente che l’abito e gli accessori vengano acquistati o realizzati manualmente, ciò che conta è interpretare il personaggio al meglio. Per Francesca, oltre questo, è importante anche anche il legame che c’è con il personaggio che si interpreta: deve essere ossia un personaggio che “si conosce” (da uno show televisivo, videogioco, film, libro, ecc.), e non dettato da mode o dal “perchè lo stanno facendo tutti”.

Francesca e l’industria del cosplay

L’industria del cosplay esiste. Così come ci sono persone che tengono la cosa a livello di hobby o passione, ce ne sono altre che sfruttano le proprie capacità mettendole in vendita. Ci sono sarti che realizzano cosplay su commissione, artigiani e hobbbysti che sanno realizzare armi, accessori e scenografie vere e proprie industrie che vendono il “pacchetto completo” per centinaia di euro. Fin dal primo evento cosplay al quale ha partecipato nel 2012, l’ambiente ha consentito all’artista KomaDori di poter stringere nuovi rapporti, sia con i cosplayer che con gli hobbisti e gli artisti presenti alla fiera. Negli anni a seguire si è venuta a creare una piccola grande comunità, con il desiderio comune di potersi rivedere tutti per condividere la propria passione non soltanto all’interno di una fiera. Assieme ad alcuni amici nel 2015 Francesca ha creato il “Cosplay in the Jungle“, raduno in cosplay che si svolgeva nella “giungla” urbana. Gli appuntamenti del Jungle hanno raggiunto via via più persone, arrivando ad emittenti televisive e giornali locali, invitando artisti agli eventi, e spostandosi da Cagliari ed hinterland ad altri comuni della Sardegna, non più in luoghi all’aperto ma in teatri e padiglioni fieristici, fino alla realizzazione di eventi estivi presso stabilimenti balneari con l’evento “Summer Cosplay“. Il mondo cosplay è così diventato per Francesca una seconda vita, dove le amicizie stesse sono state il trampolino di lancio per il lavoro di organizzazione eventi (fermatosi con la pandemia) e collaborazioni con artisti di tutta Italia, sia in ambito cosplay che in altri campi artistici, quali disegni, grafiche, creazioni manuali e molto altro.

Guadagnare con il cosplay è giusto finchè non si prendono in giro le persone o si va a ledere la figura di qualcuno. Un artista è libero di guadagnare se produce arte per sé stesso e per gli altri. Può essere “incoraggiato” attraverso piattaforme su cui carica foto e video dei propri lavori e ricevere dei finanziamenti dai propri seguaci, o realizzarne proprio per qualcun altro, tra abiti, accessori, scenografie e simili.  Alla base dei social network c’è purtroppo una grandissima disinformazione. Nell’ambito cosplay esiste una grande e bellissima comunità, ma chi non ne fa parte non sempre è disposto a guardare la cosa con occhi di curiosità. Purtroppo c’è chi vede il cosplay come una grande “carnevalata”, ossia un travestimento fine a sé stesso e che pertanto non ha ragione di esistere se non in periodo appunto di Carnevale, ma anzi se viene visto in giro è oggetto di scherno e di ilarità (episodi purtroppo realmente successi e di cui sia Francesca che amici sono stati vittime). Altri associano la figura del (o meglio, della) cosplayer a quella di un qualcuno che deve tassativamente interpretare un determinato personaggio in ruoli piccanti o provocatori per il puro gusto personale di chi guarda. Esistono anche queste realtà, o le versioni più “spoglie” di un determinato personaggio, ma ciò non significa che ogni singolo cosplayer che lo fa deve per forza farlo.

Conclusioni: Francesca, KomaDori, il Cosplay Original e la sua visione

I social network alle volte aiutano anche a crescere, a far conoscere la figura del cosplayer (o dell’artista in generale) anche all’infuori della propria cerchia di amicizie. Francesca ritiene che gli original facciano anch’essi parte del mondo cosplay. D’altro canto, la parola “Cosplay” è un’unione dei termini “costume” e “play”, letteralmente “giocare con i costumi”. L’arte di creare un personaggio originale e fantasioso è anch’essa un modo di “giocare” con quel costume. Seguire molti tutorial sui social network è un buon metodo per iniziare a costruire i propri abiti, i propri accessori o migliorarsi nel make-up. Conviene provare e riprovare più volte la propria esibizione prima di salire su un palcoscenico, o chiedere consigli ad amici e persone più esperte; e qualora non si dovesse vincere una gara, chiedere sempre alla giuria dei suggerimenti.

Vi è piaciuta la nostra “scheda” su Francesca/KomaDori? Volete continuare a seguirla? Qua sotto, vi lascio tutti i suoi contatti.

Ed ora, una carrellata con alcuni dei lavori grafici Made by KomaDori!

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Categories:   COSPLAY, Fanstuff

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