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Il Fantasma del Palcoscenico

Rovistando nella mia collezione di vecchie glorie e  nei meandri dei ricordi, dopo aver visto una statuetta in una fumetteria del Fantasma dell’Opera, mi è venuto in mente che ne era stata realizzata una versione Rock. Fantasma del Palcoscenico, del 1974 diretto da Brian De Palma, è una versione Rock a metà tra un horror e musical. Oltre che al classico “Fantasma dell’Opera”, per realizzare questo film, si sono ispirati anche ad altri capolavori letterali come il Ritratto di Dorian Gray e il Faust. Uscito anche con il sottotitolo “ha venduto la sua anima per il Rock and Roll”, per accattivare il pubblico, questo film annovera tra gli interpreti Paul Williams, che ne ha curato anche le musiche e la colonna sonora tanto da ottenere anche una nomination agli Oscar. Tra le curiosità, possiamo trovare tra le costumiste del film Sissy Spacek, che notata da De Palma, le diede il ruolo da protagonista ne il film “Carrie lo Sguardo di Satana”, inoltre, l’elmo indossato da Grifis del manga Berserk ricorda molto la maschera del “Fantasma”. Il film all’uscita fu quasi un fiasco, ma venne successivamente  rivalutato prendendo anch’esso posto tra l’Olimpo dei Cult Movie.

La storia inizia con un giovane cantautore di nome Winslow Leach che, cercando di far fortuna nel mondo della musica, si vede portar via una delle sue opere migliori. Swan, colpito dalla musica scritta da Winslow, vuole utilizzare il brano per inaugurare il suo nuovo palazzo per concerti il “Paradiso” e per cercare di convincere Swan a dargli i diritti della sua musica, visto che ha saputo che Swan la vuole utilizzare per il Paradiso, si intrufola nell’abitazione di Swan, dove si tenevano le audizioni sia per l’inaugurazione per lo spettacolo del locale, che per la sua casa discografia la Dischi Morte. Mentre ascolta di nascosto le audizioni, Winslow rimane affascinato dalla voce di Phoenix, una delle tante cantanti accorse al provino di Swan e la avvicina e suggerendole come interpretare al meglio il brano Faust, visto che è una sua opera. Appena finisce di spiegare l’impostazione a Phoenix, Winslow viene scoperto dalla sicurezza e dopo essere stato preso a botte viene cacciato via dall’abitazione di Swan. Ma Winslow non demorde e cerca nuovamente di entrare in contatto con Swan, anche quest’ultimo tentativo fallisce, ma, dopo esser stato per l’ennesima volta picchiato dagli scagnozzi di Swan, viene anche arrestato dalla polizia con la falsa accusa di spaccio di droga. A nulla servono le proteste e le dichiarazioni di innocenza di Winslow che viene processato e condannato all’ergastolo presso il penitenziario di Sing Sing. Dentro il carcere, Winslow viene a sapere di essere stato inserito in un programma sanitario di esperimenti, da effettuarsi su detenuti ergastolani, finanziata da varie aziende di cui alcune fanno capo a Swan: gli vengono rimossi tutti i denti e sostituiti con una dentiera metallica. Passano alcuni mesi, e Winslow sente che alla radio viene trasmessa la sua musica eseguita in chiave Rock and Roll; questa è l’ultima goccia, Winslow colto da un raptus di follia, dopo una rocambolesca azione riesce a evadere da Sing Sing. Appena fuori dal carcere si dirige verso lo stabilimento della Dischi Morte per distruggerlo, ma, mentre sta cercando di sabotare i vari impianti di produzione dei dischi, viene scoperto da un guardiano, e durante la lotta con quest’ultimo, Winslow finisce dentro una pressa di incisione, il suo volto viene così orribilmente sfigurato e le sue corde vocali vengono definitivamente deturpate. Ferito e stanco, si getta nel fiume, così che tutti, stampa e polizia lo credano morto.

Riuscito a sopravvivere alla caduta, e approfittando della confusione per i preparativi per l’inaugurazione del Paradiso, Winslow si intrufola nel Paradiso ergendolo a suo covo, si procura un vestito di pelle nera con tanto di mantello e una maschera argentata con le fattezze di un gufo, così abbigliato, pian piano medita la vendetta nei confronti di Swan, il ladro della sua musica. Inizia con atti di sabotaggio, sperando che facendo così egli possa arrecare un grave danno non solo alla fortuna ma anche alla fama di Swan. Ma, durante uno dei suoi atti di sabotaggio, viene ripreso da una telecamera a circuito chiuso, che fa capo proprio alla cabina di regia di Swan, che invece di chiamare sia la sicurezza che la polizia, decide di affrontare da solo il “Fantasma”. Durante il faccia a faccia Swan riconosce nel Fantasma la figura di Winslow, ma invece di denunciarlo, gli propone un patto, riscrivere la musica per adattarla completamente a Phoenix, e per fargli capire la sua buona fede, Swan grazie a dei sofisticati impianti di amplificazione ed elaborazione dei suoni, riesce a ridare la voce a Winslow, permettendogli così di poter nuovamente cantare e parlare; preso dall’euforia e dalla gioia di poter riavere la sua musica, Winslow  si fa convincere da Swan a firmare col sangue uno strano contratto scritto con parole arcaiche. Passano i giorni e Winslow adempie alla sua parte del patto lavorando instancabilmente giorno e notte, grazie anche all’apporto di potenti stimolanti, a riscrivere la sua opera per Phoenix, e con il passare dei giorni si rende conto di aver sempre pensato a lei e che forse la sua musica era stata composta proprio per lei. Swan dal canto suo,  pensa che lei abbia una voce perfetta, anzi troppo perfetta per quell’opera, e non tollerando altra perfezione oltre alla propria, decide in segreto di rompere la promessa fatta Winslow e di far cantare l’opera di Winslow a Beef un cantante urlatore rockettaro dai modi effeminati, tutto il contrario di Phoenix che viene relegata a corista di sfondo. Ignaro dei piani di Swan, Winslow finisce la musica e, sfinito sia per la fatica si addormenta. Approfittando del momento Swan gli ruba lo spartito con la nuova musica, e dà ordine ad alcuni suoi scagnozzi di murarlo vivo. Swan si dirige al Paradiso per l’inaugurazione imminente. Risvegliatosi dal suo sonno Winslow si accorge di essere stato nuovamente tradito e preso in giro da Swan, colto di nuovo da un raptus di folle rabbia, spacca il muro che lo tiene rinchiuso uccidendo gli scagnozzi posti a guardia, e  si dirige al Paradiso. Con le sue vesti da fantasma, va verso il camerino di Beef spaventandolo a morte con una minaccia: “Non cantare più la mia musica, né qui né in nessun posto, hai capito?! La mia musica è per Phoenix, solo lei può cantarla, chiunque altro la canti, morirà!“ Spaventato dal Fantasma, Beef cerca di fuggire dal Paradiso, ma viene fermato da Philbin il braccio destro di Swan, che riesce a convincerlo a ritornare indietro e che il Fantasma non è altro che un frutto della sua immaginazione scaturito da tutte le droghe di cui fa uso. Lo spettacolo comincia e Beef incitato e minacciato da Philbin si esibisce sul palco cantando Old Soul, la canzone di Winslow, ciò scatena l’ira del Fantasma che al culmine del concerto uccide Beef utilizzando un neon a forma di fulmine. Solo la folla risulta inconsapevole di quanto è accaduto a Beef, mentre Philbin ordina a Phoenix di andare sul palco e di cantare Old Soul. Swan approfitta dei fatti accaduti e promette a Phoenix che se rimarrà con lui avrà finalmente il ruolo di protagonista che lei sogna da tempo e le chiede di andare con lui nel suo appartamento, per discutere del futuro. Lei accetta, e appena fuori dal locale, quando i fan la circondano per farle gli auguri, viene trascinata da parte da una figura mascherata: approfittando della folla, Winslow si rivela a lei dicendole che è lui il famoso Fantasma di cui parlano all’interno del Paradiso e le implora di scappare via da quel mondo e da Swan, prima che lui la distrugga come ha fatto con lui, ma lei non gli presta ascolto e scappa via spaventata dal suo mostruoso aspetto. In poco tempo il Fantasma raggiunge l’abitazione di Swan e dal lucernario vede i due abbracciati insieme a letto, col cuore spezzato per non essere riuscito a rivelare a Phoenix nemmeno i suoi sentimenti verso di lei, dalla disperazione si uccide piantandosi un coltello nel petto; ma Swan, che aveva visto tutto dalle sue telecamere, raggiunge il Fantasma e lo guarisce, ripresosi Winslow non riesce a credere a cosa sta succedendo, ma Swan gli ricorda che lui ha firmato un contratto a vita con lui e che finché non sarà lui a deciderlo lui non potrà avere nemmeno il lusso di morire. Preso dalla rabbia il Fantasma accoltella varie volte Swan, ma non gli procura nessuna ferita, Swan butta via il coltello e lo sbeffeggia dicendogli “è inutile anche io sono sotto contratto”. Intanto mentre la relazione tra Swan e Phoenix va avanti, tanto che la rivista Rolling Stone annuncia le loro imminenti nozze, il Fantasma riesce a trovare e a introdursi nella stanza segreta di Swan, dove egli tiene tutti i suoi nastri e incisioni, qui, oltre a scovare il filmato dove lui ha firmato il contratto di sangue con Swan, fa un sconvolgente scoperta: vede un vecchio filmato girato decenni prima, dove Swan in procinto di suicidarsi per non dover vedere il suo corpo invecchiare e la sua voce sparire, fa un patto col Diavolo: egli sarebbe diventato immortale mantenendo un aspetto giovanile per l’eternità. Il Fantasma, continuando la visione del filmato vede che Swan firma un contratto simile al suo e apprende anche che se il filmato dovesse andare distrutto, il contratto sarebbe da considerarsi sciolto da ogni vincolo e per Swan significherebbe la morte. Mentre sta continuando la visione della pellicola, il Fantasma scopre anche un’altra registrazione, contenente  la stipula del contratto tra Swan e Phoenix dove lei gli cederà la sua voce in caso dovesse morire. Pian piano dentro Winslow si fa strada l’idea che Swan voglia uccidere Phoenix per farle adempiere al contratto proprio durante il loro matrimonio in diretta televisiva, al Paradiso.

Preso dalla disperazione, il Fantasma si dirige verso il Paradiso per salvare l’amata, ma non prima di dare alle fiamme tutti i filmati che si trovano dentro la stanza segreta di Swan, sperando che possano rompere il patto fatto col Diavolo. Appena giunto, grazie alle telecamere di Swan, scopre che un sicario armato di fucile  si è introdotto dietro le quinte pronto a far fuori Phoenix. Lo spettacolo va in scena, Swan e Phoenix mascherati sono davanti all’officiante di nozze che è lo stesso Philbin il braccio destro di Swan, e, mentre il sicario sta per premere il grilletto, sopraggiunge il Fantasma e il colpo fatale raggiunge Philbin uccidendolo sul colpo. Dopo aver fatto fuori il sicario, il Fantasma si lancia su Swan che gli strappa via la maschera, rivelando davanti a tutti il suo volto che via via si fa sempre più deforme dalla decomposizione, segno che il contratto è stato reciso grazie alla distruzione del filmato. Swan, accecato dalla follia si avventa su Phoenix per strangolarla, ma il Fantasma sopraggiunge di nuovo e infilza a morte Swan con il copricapo di una maschera di una delle ballerine. Il corpo esanime di Swan viene portato via dal pubblico eccitato per lo spettacolo, mentre Winslow, agonizzante per via della ferita che Swan gli aveva rimarginato e che aveva di nuovo preso a sanguinare, si dirige strisciando senza la sua maschera di Fantasma verso Phoenix. Incitato dalla folla ormai impazzita, appena la raggiunge riesce a stringerle un ultima volta la mano prima di morire, e in quel mentre Phoenix riconosce nel Fantasma il timido ragazzo che l’aveva avvicinata all’audizione insegnandole come cantare al meglio Faust, il film si chiude con Phoenix che piange disperata sul corpo di Winslow tra le urla e il delirio della folla.

Molto triste nel finale e molto melodrammatico per un Horror, ma, essendo basato su varie opere come Dorian Gray, il Fantasma dell’Opera e anche il Gobbo di Notre Dame, purtroppo non poteva che esserci un solo epilogo ricco phatos, con il riscatto del Fantasma e la ragazza che alla fine capisce i suoi sbagli, anche se troppo tardi: per seguire una gloria effimera ha gettato al vento quello che poteva essere un amore molto più duraturo. Se non vi piacciono questi tipi di finali, oppure i film che diventano troppo sdolcinati, vi sconsiglio la visione, per gli amanti dei film a base musicale, Rock and Roll e ambientazioni horror di un certo spessore, è un film che suggerisco di vedere sebbene non sia il mio genere, mi è rimasto impresso non tanto per la colonna sonora, ma quanto per la trama perché mi ha ricordato molti film e libri classici dell’Horror anche se nel film non vi siano molte scene che potremmo definire di genere Horror. Sulla mia scala di valori gli do un bel 7, ma solo perché, di musica capisco poco, per gli amanti della musica penso che siamo attorno al 9, solo per la colonna sonora, a voi il giudizio.

By Marco Talparius Lupani

 

Marco Giovanni Lupani
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