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Chi sono i Kender?

I kender sono “razza fantasy” inizialmente sviluppata per l’ ambientazione della campagna di Dragonlance per il gioco di ruolo Dungeons & Dragons pubblicato da TSR, Inc. nel 1984. Il primo personaggio”kender” è stato Tasslehoff Burrfoot creato da Harold Johnson per le avventure affrontate (e successivamente trascritte in forma di romanzi) con Tracy Hickman e Margaret Weis. Tasslehoff è apparso per la prima volta nel modulo d’avventura di Dragonlance DL1 Dragons of Despair, pubblicato nel marzo 1984 e, nello stesso anno nel romanzo “I draghi del Crepuscolo d’Autunno” .

 

Agli occhi delle altre razze, i kender sono i bambini di Krynn. Sono una razza amante dell’ avventura, curiosa, spontanea che incarna la giovinezza , la voglia di vivere che tutti gli avventurieri condividono ed esistono solo nel mondo di Krynn. Il corrispettivo più simile presente su altri mondi sarebbero gli halflings. Ma la razza halfling si può comparare ad un vero kender solo per quando riguarda l’aspetto fisico. Dove gli halfling vedo una opportunità di accrescere le loro ricchezze, i kender trovano solo l’opportunità di vivere una nuova avventura. I piccoli kender sono caratterizzati da un lasso di attenzione assai breve, da un’intensa curiosità e da una temerarietà che risultano utili in battaglia, ma che li mettono spesso nei guai (assieme a chi viaggia con loro). Conducono una vita spensierata, in cui ogni nuovo giorno è un giorno ricco di meravigliosi segreti in attesa di essere scoperti.

 

Hanno la tendenza a raccogliere qualunque cosa che non sia inchiodato a terra. Non lo fanno per ingordigia ma solo per l’immensa curiosità di cui sono dotati sin dalla loro creazione e che li spinge a guardare in forzieri chiusi, a sgattaiolare dentro stanze sorvegliate e a mettere le mani nelle borse e nelle tasche di chiunque solo per scoprire cosa c’è dentro. Tutte le caverne buie devono essere esplorate, tutte le porte chiuse devono essere aperte e tutti i forzieri racchiudono qualcosa di interessante. Di solito non hanno intenzione di tenere quello che hanno trovato, ma scoprono che la persona da cui l’hanno appena preso in prestito se n’è andata o che loro stessi hanno proseguito senza farci caso. L’insaziabile curiosità dei kender li spinge a indagare su ogni cosa… compresi gli oggetti personali altrui. I kender si appropriano di qualsiasi cosa che colga la loro attenzione. Le restrizioni e il senso della riservatezza sono concetti alieni per loro, e il valore monetario di un oggetto non significa assolutamente nulla. Probabilmente verrebbero più affascinati dalla piuma variopinta di un caprimulgo che da uno zaffiro. I kender comprendono il concetto del denaro e il suo valore, ma non capiscono l’avidità o il bisgono di accumulare grandi ricchezze. Perciò oggetti come gioielli, gemme e denaro sono poco interessanti per un kender.Non considerano queste forme di appropriazioni dei furti nel senso in cui lo intendono le altre razze (i kender disprezzano i ladri esattamente quanto le altre creature), i termini usati dai kender sono “prendere in prestito” o “maneggiare” l’oggetto in questione, dal momento che intendono fermamente restituire ciò che hanno prelevato al legittimo proprietario. Il problema è che con così tanti oggetti emozionanti e meravigliosi attorno a loro, si dimenticano di restituire le cose. I kender nel migliore dei casi sono divertiti e nel peggiore dei casi profondamente indignati quando qualcuno li accusa di furto o di borseggio.

 

I giovani kender attorno all’età di 20 anni vengono presi dalla “frenesia del vagabondo” (wanderlust), un intenso desiderio di abbandonare la loro terra natale e di partire per un viaggio di esplorazione. È una necessità impellente che li porta a viaggiare per il mondo in lungo e in largo in cerca di un’avventura eccitante dietro l’altra.
I kender sono affascinati dalla prospettiva di qualcosa di nuovo ed emozionante, e soltanto le circostanze più estreme potranno spingerli ad anteporre la loro incolumità a questo scopo. Perfino la minaccia di una morte imminente non è sufficiente a scoraggiare un kender, in quanto la morte è solo l’inizio di una nuova, grande avventura. Anche se i kender sono dotati di un minimo istinto di autoconservazione e non cercano di gettare via la loro vita in nome dell’avventura, la loro tendenza ad agire d’impulso a spese del buon senso li rende avventati anche nelle situazioni pericolose, una variabile incontrollabile all’interno di qualsiasi gruppo di avventurieri. E quando un kender è annoiato che va veramente temuto. Un kender che non riesca a lare nulla di interessante è pronto a trovare qualcosa di divertente ad ogni costo, spesso con conseguenze disastrose.
Inoltre questa razza incarna l’ideale di libertà. Vagano senza meta e non certo conosciuti per eseguire ordini, a meno che non siano convinti di aver avuto loro stessi quell’idea o non siano interessati abbastanza in quello che potrebbe accadere se seguissero quell’ ordine. Non gli piace essere rinchiusi, sebbene trascorrano molto del loro tempo all’interno di prigioni cittadine e si trovino ripetutamente in luoghi dove non vorrebbero stare. Forniscono sempre delle spiegazioni perfettamente plausibili per ogni accusa che viene loro rivolta.

 

Alcune tra le più usate sono:

“Deve essermi caduto in tasca”
“L’hai lasciato cadere. L’ho raccolto in modo da potertelo ridare”
“Lo tenevo al sicuro. Non si sa mai, qualcuno potrebbe cercare di rubarlo”
“Mi ero dimenticato di averlo. È tuo?”
“Che coincidenza! Ne ho uno proprio uguale!”
“Non volevi regalarlo a me?”

 

E quello che è ancora più frustrante per il proprietario è che il kender è assolutamente sincero e crede davvero a quello che sta dicendo. I kender non sempre si rendono conto di quello che stanno facendo, è più un riflesso condizionato. L’unica cosa che può rendere credibile tutto ciò è osservare qualcuno degli oggetti che è probabile che un kender prenda. Maneggiare un oggetto altrui è un’attività naturale nella vita quotidiana dei kender. La distinzione tra il maneggiare dei kender e il trafugare dei ladri è una differenza sottile e importante. Purtroppo, soltanto i kender riescono a coglierla davvero. Una volta che i kender stringono un’amicizia, la loro fedeltà è sorprendente. Se viene data loro l’opportunità (il che, in effetti, richiede una grande dote di pazienza da parte dei non-kender), i kender stringono legami estremamente duraturi con i loro amici. I kender non provano paura per se stessi, ma ne provano per i loro amici, e questo spesso li spinge a mitigare i loro impulsi. Di fronte al terrore più intenso la maggior parte di loro sente solo una leggera sensazione di oppressione allo stomaco, simile a quella provocata da un’indigestione.

 

C’è una teoria degli gnomi (anche una speranza dei nani) che dice che un kender brucierà se legato e imbavagliato per abbastanza tempo. I kender sono così colmi di energia che è difficile tenerne uno nello stesso posto per troppo tempo. Sono estroversi e passano il loro tempo correndo in giro e incontrando persone nuove, raccontando storie e condividendo le loro esperienze di strada; ma in pochi hanno abbastanza tempo per ascoltare e fidarsi almeno un po’ di un kender.
Quando un kender è arrabbiato o viene minacciato, conosce le esatte parole da dire per portare il nemico ad una rabbia incontrollabile. Hanno sviluppato un talento infallibile per far leva sulle insicurezze, le paranoie e i pregiudizi di un individuo. I kender sono maestri dell’insulto, e sviluppano questa dote fino a farne una forma d’arte. Le beffe di un kender possono spingere il loro bersaglio a dimenticare anni di addestramento e di esperienza, e a farlo infuriare fino a perdere il controllo e a desiderare l’eliminazione del kender beffardo. Sia che si tratti di incitare una folla alla violenza o di far uscire un pericoloso nemico allo scoperto, la capacità di dileggiare può rivelarsi un’arma potente nell’arsenale dei kender.

 

Nonostante la loro piccola taglia, i kender sono sorprendentemente agili e forti. I maschi e le femmine sono alti tra 1,05 e 1,2 metri, e si dice che alcuni raggiungano anche un’altezza di 1,5 metri. Pesano tra i 40 c i 50 kg. I colori degli occhi variano dall’azzurro chiaro al nocciola e i loro capelli sono color sabbia, castani chiari, castani scuri, rossi o ramati. I capelli corti sono più diffusi all’ovest, mentre i kender dell’est preferiscono portare i capelli lunghi. In ogni caso, i capelli dei kender spesso sono acconciati in trecce complicate e decorati con perle e monili. Amano i colori sgargianti, e preferiscono gli abbinamenti contrastanti le mode più stravaganti rispetto agli abiti più discreti. Il primo impulso dei kender quando incontrano una nuova persona, consapevoli dell’importanza di una prima buona impressione, è quello di lisciarsi i vestiti, ripulirsi in fretta e presentarsi porgendo la mano. I vestiti dei kender seguono uno stile puramente individualista, e varia da kender a kender, fatta eccezione per un’unica cosa: i vestiti di tutti i kender devono avere molte tasche in cui riporre i loro gingilli preferiti.

 

I kender sono dotati di voci querule che diventano acute e beffarde nel momento in cui i kender si arrabbiano e si preparano ad assalire verbalmente le loro vittime. Man mano che i kender invecchiano, le loro voci si fanno leggermente più profonde, ma mantengono comunque la capacità di raggiungere toni notevolmente alti. Quando un kender è emozionato, parla a voce alta e molto rapidamente. I kender sono soliti divagare in lungo e in largo nelle loro conversazioni, passando da un argomento all’altro con facilità. Non sanno mantenere un segreto nemmeno a costo della vita, e rivelano ingenuamente qualsiasi informazione strettamente personale sia riguardo a se stessi che a chiunque altro.

 

I kender possono vivere anche oltre i 100 anni, conservando grande energia e amore per la vita anche in tarda età. L’età adulta ha inizio attorno ai 20 anni, quando si verificano i proni segni di frenesia del vagabondo, mentre la vecchiaia ha inizio attorno ai 70 anni, nel momento in cui la frenesia del vagabondo si placa e i kender decidono di accasarsi (non tutti i kender lo fanno, però). I kender invecchiano sorprendentemente bene, sviluppando solo qualche ruga attorno agli occhi e alcuni capelli grigi alle tempie. I kender dimostrano un profondo rispetto per i loro anziani, dal momento che è raro che la curiosità e la temerarietà dei kender li porti a sopravvivere fino alla fine del loro periodo di frenesia del vagabondo.

 

I kender vanno d’accordo con tutti coloro che incontrano, anche se non si fanno problemi a dichiarare la loro ostilità con chi fà del male ai loro amici. Quando incontrano uno sconosciuto (di qualsiasi razza) i kender porgono immediatamente la mano per presentarsi. Quando un kender ne incontra un altro, danno il via a un discorso che può durare per ore per cercare di determinare in che modo sono imparentati (quasi sempre cercando di passare per lo Zio Trapspringer) e per confrontare gli oggetti più interessanti accumulati nelle tasche e nelle borse. I membri delle altre razze, tuttavia, non trovano i kender interessanti quanto gli stessi kender. l Silvanesti li considerano degli insetti fastidiosi e non amano ricordare che Balif, amico e compagno di avventure del grande fondatore elfico Silvanos, era un kender. Anche se alcuni Qualinesti trovano i kender divertenti e ammirano il senso di fèdeltà che dimostrano nei confronti degli amici, molti sono infastiditi o irritati dal loro comportamento. I nani, sia quelli delle colline che quelli delle montagne, non solo considerano i kender “pomoli di porta fannulloni e buoni a nulla”, ma credono anche che sia una razza di ladri. Gli umani più rigidi, dai Solamnici agli Ergothiani, non amano i kender, e li considerano dei ladruncoli fastidiosi. I kender vanno d’accordo con gli gnomi, con i quali condividono vena grande curiosità. I Kagonesti, per i quali il possesso degli oggetti è qualcosa di assai fugace, e il Popolo delle Pianure, che li considerano un popolo “pazzo”, benedetto dagli Dei, sono sempre felici di unirsi ai kender nel loro girovagare e li accolgono volentieri nelle loro case. Gli orchi, i goblin e i draconici pensano che il solo kender buono sia quello arrosto. I più saggi tra tutte le razze sanno che i kender sono l’animo innocente del mondo, e che il mondo perderebbe qualcosa di prezioso se i kender dovessero mai lasciarlo.

I kender tendono alla neutralità, almeno a prima vista. Non si considerano dei violatori della legge, e dimostrano un grande disprezzo per i “ladri”. Se considerano che una legge è ingiusta (come quando la gente di Istar cercò di imporre ingenti tasse al commercio dei kender), i kender si limitano a ignorarla (gli abitanti di Istar alla fine esentarono i kender da ogni forma di tassa o tariffa). E’ assai raro che un kender si dimostri malvagio, dal momento che i kender tengono in gran conto la vita e la libertà, e sono quasi del tutto incorruttibili (come gli dei dell’Oscurità hanno avuto modo di scoprire).

 

Territori dei kender: Kendermore e Hylo, sull’isola dell’Ergoth del Nord sono le due più fiorenti comunità kender. La società dei kender è diversa da qualsiasi altra società dì Ansalon, trattandosi di un’omnigarchia, dove sono tutti a comandare. Gli individui fanno quello che vogliono, fintanto che non fanno del male a qualcun altro. Oltre ad Hylo ed a Kendermore, è possibile incontrare i kender in ogni angolo di Ansalon (principalmente a causa dell’inevitabile “frenesia del vagabondo” che colpisce tutti i kender, prima o poi, nella vita), anche se buona parte di Ansalon preferirebbe di gran lunga che gli incorreggibili kender vivessero altrove. Anche se i kender rispettano tutte le divinità (per evitare di urtare i sentimenti degli dei). Provano grande rispetto soprattutto per Branchala, Chislev, Mishakal e Gilean. Reorx è considerato un nonno burbero ma benevolo, ma i kender non lo adorano in alcun modo particolare.

 

I kender sono dotati di un loro linguaggio, colloquialmente chiamato “Linguaggio Kender”, e sanno parlare anche il Comune. I kender sono grandi estimatori di storie e racconti, e raramente fanno uso del Linguaggio Kender quando si trovano in compagnia delle altre razze, per evitare di scoraggiare la comunicazione.

 

Ogni kender ha un nome proprio e un nome “scelto” più descrittivo (normalmente, ma non sempre, scelto dal kender stesso) che descriva bene le sue imprese, i suoi trionfi e la sua visione della vita. Hanno l’abitudine di appropriarsi dei nomi particolarmente eroici o popolari per fregiarsi della reputazione di cui gode il proprietario originale. Non è raro incontrare un gruppo di kender girovaghi, tutti dotati dello stesso nome. I kender più giovani spesso si lasciano influenzare dagli anziani o dai parenti. L’importanza dei legami familiari spesso spinge un kender a conservare il nome di famiglia per fedeltà alla famiglia stessa.

 

tratto da http://drl4thage.wikidot.com/kender

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