Camilla alias Yuna è una cosplayer classe ’93, che fin da ragazzina nutre una forte passione per manga, anime e videogiochi. Ha scelto il suo nickname, “Yuna”, come omaggio ad uno dei suoi amati cani (proprio come Henry “Indiana” Jones), che, a sua volta prendeva il nome in onore del celebre personaggio di Final Fantasy: il gioco Square Enix che ha accompagnato la cosplayer piemontese fin dall’adolescenza.

La passione per il cosplay risale all’infanzia di Yuna era ancora bambina, quando i momenti di “travestimento”, in occasione di qualche festa a tema, rappresentavano per lei un vero e proprio momento di felicità. Anno dopo anno, l’amore per la cultura giapponese, in particolare verso anime e manga, è andata via via crescendo, merito anche di quanto veniva trasmesso in televisione intorno agli anno 2000 (come DragonBall, Naruto, One Piece). Dopo una parentesi durata anni, durante la quale ha affrontato diversi momenti molto difficili, Yuna inizia pian piano a saltare da una fiera all’altra, rendendosi sempre più conto di aver finalmente trovato una dimensione apparentemente cucita proprio per lei. Da qui la decisione di uscire dalla sua “comfort zone” e di mettersi in gioco indossanti i panni di un personaggio amato: Lucy Heartphilia di Fairy Tail. Presa dall’entusiasmo, il secondo cosplay arriva poco dopo e appartiene sempre al mondo creato da Hiro Mashima: è la volta di Erza Scarlett.

Dopo aver provato sulla pelle l’emozione dei primi cosplay e dei primi eventi, inizia un periodo in cui Yuna si dedica alla creazione di un personaggio dopo l’altro, ispirandosi di volta in volta a figure che rappresentano per lei una sorta di alter-ego, accomunate tutte da un carattere tenace, forte e, talvolta, autoritario. Realizza così il cosplay di Yennefer, affascinante maga presente nel mondo letterario e videoludico di The Witcher; dalla stessa saga si ispira anche il costume di Cerys An Craite, personaggio che, rispetto alla maga, ha come componenti tipiche la testardaggine e la grande sicurezza di sé.  Seguono numerosi altri cosplay, tratti o da videogiochi o anime amati dalla cosplayer: Esdeath di Akame ga Kill, Satsuki di Kill la Kill, Aela di Skyrim (The Elder Scrolls), Meiko di Prison School, Jessica Rabbit, Albedo di Overlord e Hinata e Tsunade di Naruto.

Proprio quest’ultima, Tsunade, rappresenta il personaggio a cui la cosplayer tiene di più: non solo la saga cartacea e animata di Naruto è stato il “primo grande amore”  di Yuna, ma il personaggio del “Quinto Hokage” ha particolarmente colpito la giovane creativa. Il personaggio di Tsunade, oltre all’indubbia somiglianza fisica, assomiglia moltissimo a Camilla: entrambe, non più ragazzine, hanno avuto un passato costellato di momenti dolorosi, che tuttavia le hanno rese le persone che sono tutt’ora. La realizzazione di questo costume è stata per Camilla una vera sfida: per la prima volta si è cimentata nella realizzazione di un prop (il cappello da hokage, in foam).

Ma come concilia Yuna il mix tra vita privata-lavoro-cosplay? La stessa Yuna racconta un aneddoto:

“Sono un’insegnate della scuola media e, spesso, sono proprio i miei allievi, che mi seguono sui social, ad essere i primi a sostenermi in quello che faccio, suggerendomi nuovi personaggi da portare o semplicemente rivolgendomi parole di incoraggiamento. Tutto ciò mi fa sorridere … E’ normale, ai nostri tempi, che i social siano forse il primo veicolo di diffusione di informazioni e, nonostante i tanti aspetti negativi, sono riconoscente del fatto che abbiano permesso ad una realtà piccola come quella italiana di farsi strada in così breve tempo”.

Una realtà peculiare come quella del cosplay ha permesso a Yuna, dopo tanti anni, di conoscere tante nuove persone, accomunate  dalla stessa passione e, con alcune delle quali, di stringere grandi amicizie. Ma, nonostante la sempre più crescente diffusione di questa cultura, la cosplayer ammette che ancora oggi ci sono persone che faticano a prendere “seriamente” questa realtà: si passa da coloro che chiedono una foto insieme a quelli che o ridono alle spalle o che rivolgono commenti umilianti, riducendo il tutto a una “pagliacciata”. La ragazza, da parte sua, sostiene invece che il cosplay rappresenta non solo un tributo personale ai suoi “miti”, ma anche un’evasione, un modo di sfuggire, seppur per un breve periodo, ad una realtà sempre più stretta, sempre più limitata e incolore, in cui tutto è standardizzato e c’è poco spazio per la fantasia e l’individualità.

Per Camilla Yuna:

”La cosa fondamentale è non perdere mai sé stessi… Di immagini se ne vedono tante e di parole se ne sentono forse ancora di più, ma, secondo la ragazza, la cosa fondamentale nel mondo cosplay, ma anche nella vita, è essere fedeli alle proprie passioni: se c’è amore in ciò che si fa, se ci sono impegno e costanza, non si potrà che realizzare qualcosa che renderà felici”.

Gianluca Falletta
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