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Animatrix: i cortometraggi

Animatrix (The Animatrix) è una raccolta di cortometraggi animati ispirati direttamente al primo celebre film della saga dei fratelli Wachowski, Matrix, co-produzione nippo-americana della Warner Bros, della Madhouse e dello Studio 4°C. I registi/autori di Matrix hanno contribuito a quest’operazione scrivendo i primi tre dei nove episodi presenti in Animatrix.

I nove cortometraggi sono diretti da alcuni tra i maggiori registi giapponesi di anime. Ognuno di essi, di durata variabile, narra una storia diversa, è indipendente e realizzato con uno stile volutamente differente. Si va dalle scene simulate in computer grafica del primo episodio (L’ultimo volo dell’Osiris), a cartoni animati dallo stile più tradizionale, fino ad esiti decisamente sperimentali come per l’ultimo episodio (Matriculated). È riconoscibile inoltre l’influenza dell’arte giapponese.

“L’ultimo volo della Osiris” (9’21”)

(scritto da A & L. Wachowski, Diretto da Andy Jones, Animazione Square USA, inc)

Primo dei quattro cortometraggi scritti direttamente dai fratelli Wachowski, narra di un allenamento speciale a bordo dell’Over Craft Osiris, in cui un uomo e una donna combattono bendati all’interno di Matrix in un sensuale combattimento con katane. Ma il loro letale idillio viene fermato dall’attacco che la loro nave subisce da parte dell’esercito delle macchine che stanno tentando di raggiungere Zaion, la città degli uomini. La nave compie una frenetica fuga per avvertire gli uomini della minaccia incombente. Ci riesce ma nessuno del suo equipaggio rivedrà mai la città. Andy Jones, animatore per Square e dunque di  Final Fantasy utilizza una sofisticatissima tecnica in cq, in questo corto “L’ultimo Volo della Osiris” realizzando dapprima un meraviglioso duello fra due innamorati all’interno di Matrix e dunque la rocambolesca fuga dell’Over Craft Osiris. Suggestivo quando usci probabilmente poteva essere definito perfetto, ora risente parecchio delle nuove tecnologie e non regge il confronto con le nuove produzione di CG.


“SECONDO RINASCIMENTO” parte I (8’57”) e parte II (9’06”)

(scritto da A & L. Wachowski, animazione Studio4°C, diretti da Mahiro Maeda)

Due episodi davvero imperdibili per tutti i fan di Matrix perchè proprio in queste due produzioni si possono scoprire le dinamiche storiche per le quali la società umana si è dovuta piegare al volere delle macchine diventando le “pile inesauribili” che Morpheus mostra a Neo nella primo film. Diretto da Mahiro Maeda (Blue Submarine N.06), questo doppio cortometraggio utilizza un sapiente mix di animazione tradizionale e cg, il risultato è estremamente pulito, intelligente con con un stile narrativo forte a tratti cruento . E’ scritto dai stessi fratelli Wachowski, e risente, in maniera profonda, della prolissità tipica degli autori, tutto è spiegato e narrato in maniera inequivocabile, niente viene riassunto da espedienti visivi e lasciato all’intuizione del pubblico, la fruizione risulta dunqe, a tratti, assai noiosa. Interessante e ben realizzato ma è importante sottolineare quanto questo doppio cortometraggio ricordi in maniera impressionante una serie di Oav del 1997, di Hiroyuki Ochi, Armitage The Third, ed è curioso come il primo film di questa serie di chiami proprio Dual Matrix. Pura casualità, tributo o plagio?

Storia di un ragazzo (9’21”)

(scritto da A & L. Wachowski,, animazione Studio4°PC, diretto da Shinichiro Watanabe)

Il migliore fra i quattro cortometraggi scritti direttamente dal dinamico duo Wachowski.Questa volta il protagonista della narrazione è la Fede, la fede che porta un individuo normale a credere in qualche cosa che non riesce a comprendere ma che sarà invece il mezzo per la sua salvezza.Un normale studente crede così tanto in Neo che riesce a liberarsi da solo dalle catene di Matrix, senza la famigerata Pillola e, svegliatosi nell’hovercraft di Morpheus, riesce a scorgere con il suo primo sguardo da essere libero i lineamenti dell’eletto. Watanabe, autore di serie storiche tra le quali Cowboy Bebop, utilizza per questo cortometraggio uno stile assai particolare assai lontano dal tipico tratto manga al quale siamo abituato. L’animazione è iperrealista, quasi utilizzasse normali fotogrammi cinematografici ricolorati, uno stile che richiama moltissimo il Signore degli Anelli di Ralph Bakshi ma anche il nostro Gianluigi Toccafondo.Piccola notarella, questo corto è legato direttamente alle pellicole cinematografiche, lo studente salvato dalla sua fede è proprio il ragazzo che vediamo apparire in Matrix Revolution, il giovane e “mai visto” amico di Neo, che si distingue nella battaglia di Zaion.

PROGRAMMA (7’01”)

(scritto da Yoshiaki Kawajiri, animazione MadHouse Studios)

Ne Il Programma, il Maestro Yoshiaki Kawajiri (Ninja Scroll) ci propone un duello mozzafiato nell’universo virtuale di Matrix utilizzando un tratto moderno e stilizzato ma che ricorda le antiche stampe belliche nipponiche. In una storia che ci riporta quello che può essere una sorta di test per ogni ribelle umano contro le macchine, Kawajiri pecca un po di autocelebrazione, gli spettatori si possono tranquillamente aspettare da un momento all’altro, l’apparizione di Jubee Kibagami (il protagonista di Ninja Scroll).

RECORD DEL MONDO (8’25”)

(scritti da Yoshiaki Kawajiri, animazione MadHouse Studios,diretto da Koji Morimoto)

Molto particolare è l’episodio Record del Mondo, in cui un atleta riesce con le sue sole capacità, a rompere la barriera che divide la realtà dall’inganno di Matrix. Il suo essere unico gli permette solo per un secondo di rendersi conto della sua esistenza ma anche di come poter sfruttare questa situazione al meglio. Diverso il suo approccio invece nel secondo corto Record del Mondo  realizzato con Takeshi Loike e diretto da Morimoto. L’animazione utilizzate è molto innovativa e ricorda molto il neo tratto coreano. Risulta particolarmente dettagliata in cui è perfetta la realizzazione del guizzo tonico dei muscoli dell’atleta protagonista della narrazione, discutibili invece la caratterizzazione dei personaggi e soprattutto degli Agenti di Matrix, che non assomigliano per nulla allo loro controparte cinematografica.

Aldilà (12’30”)

(scritto e diretto da Koji Morimoto, animazione Studio4°PC)

Sicuramente il miglior episodio di questa raccolta un vero gioiello sia dal punto di vista dell’animazione che narrativo. Yoko una ragazza, tipicamente gals, alla ricerca del suo gatto smarrito si ritrova in una casa da tutti considerata da tutti stregata. Nella casa effettivamente succedono cose strane, cascate d’acqua provenienti dal nulla, oggetti sospesi nell’area, improbabili raffiche di vento che muovono giornali inesistenti. Trovato il gatto smarrito Yoko si imbatte in un gruppo di ragazzini intenti a testare questa strano ambiente, che per gioco si lanciano in giochi funambolici impossibili ma ben noti a tutti coloro che conosco la saga di Matrix. Questa costruzione è solamente un bug, un errore di calcolo nel sistema di Matrix che viene prontamente cancellato dagli agenti che irrompono nella casa e sgombrano i ragazzini.Il giorno dopo della casa infestata non ci saranno neanche le macerie e la nostra giovane protagonista non potrà che rammaricarsi del fatto che il suo stesso sangue cade a direttamente al suolo senza rimanere sospeso.Bello, estremamente poetico con una regia superlativa che trasforma tutti gli effetti tipici di Matrix,acrobazie inaudite, bullet time et similia, in un infantile gioco denso di curiosità.Morimoto come già Kawajiri in PROGRAMMA, cita se stesso nel film Magnetic Rose della serie “Memories by Katsuhiro Otomo” in cui  si ritrova questa situazione in bilico tra reale e irreale. L’animazione è puramente manga, molto limpida e solare. Ricorda molto Miyazaki, sia per i colori che per l’attenzione nei cosiddetti “movimenti semplici” di Yoko tipica del maestro nipponico. Le tonalità usate, gli stessi chiari e scuri degli oggetti e della casa stessa sono esse stesse parte integrante della narrazione in un fluido mix di storia ed immagini.

Detective Story (9’31”)

(scritto e diretto da Shinichiro Watanabe, animazione Studio4°PC)

Uno dei migliori episodi della raccolta. Raccontato con uno stile in bianco nero molto particolare, ma non innovativo, in cui Watanabe ritorna invece alla tipica atmosfera noir delle sue produzioni. In una metropoli avvolta dalla pioggia, un investigatore privato, stipendiato dagli agenti di Matrix, investiga su Trinity e sulle attività della giovane Hacker, il suo intuito lo porterà a scoprire ben più di quello che si aspettava all’inizio, scoverà la ribelle e capirà la verità. Una storia tenta di ‘riportare’ atmosfere alla Sam Spade e che ricorda in maniera impressionante Blade Runner. Questo è sicuramente l’episodio più controverso di tutti gli Animatrix, da una parte la popolazione dei critici di internet si è schierato nel definirlo un piccolo capolavoro, dall’altro è stato aspramente definitivo come un’operazione assai ruffiano. Un corto di classe, pieno di citazioni storiche, movimento, brillante con una regia presente e attenta. Non siamo ai livelli di Aldilà ma mi è particolarmente piaciuto

Immatricolato (15’40”)

(scritto e diretto da Peter Chung, animazione DNA)

Una macchina che assapora l’umanità e che si ribella alla sua stirpe per passare dalla parte di Zion. Questa è la trama di quest’ultimo cortometraggio di Animatrix. L’unione tra macchina e uomo che può avvenire soltanto in un mondo virtuale in cui la macchina si può liberare dei sui circuiti ed esprimere libero la sua anima. Questo episodio di Peter Chung (Alexander), mischia al tratto animato una particolare animazione 3D tipica degli “ambienti virtuali” degli anni ’90, in una variopinto caleidoscopio in cg. La narrazione cede il passo alle immagini, risulta inconcludente e ha notevoli buchi nella sceneggiatura. Un bellissimo esercizio di stile ma non il capolavoro che potrebbe sembrare.

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