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Alone in The Dark

Sicuramente uno dei videogiochi che negli anni 90 mi ha emozionato di più con le sue atmosfere paranormali, Alone in The Dark per me resta un classico del genere e l’articolo di Elemicina su Horror D’Elite mi ha ricordato quanto fosse bello giocarci (e in alcuni casi anche frustrante per le morti…):

Alone in the Dark è un videogioco ideato da Frédérick Raynal e distribuito da Infogrames nel 1992, primo capitolo della serie omonima. Si tratta di uno dei primi esempi di survival horror, genere reso in seguito celebre da Resident Evil. La trama e le atmosfere del gioco sono ispirate alle opere di H. P. Lovecraft, che viene tra l’altro citato nei ringraziamenti. In particolare, nella fornita biblioteca di Jeremy Hartwood si possono trovare il Necronomicon e il De Vermis Mysteriis, celeberrimi pseudobiblia dell’autore di Providence, e diverse creature sono modellate sulle descrizioni dei Grandi Antichi.

Il gioco sfrutta una visuale in terza persona; personaggi e oggetti sono composti da poligoni, mentre i fondali sono pre-renderizzati e ripresi da una telecamera fissa, che non segue l’azione; quando si esce dalla visuale della telecamera corrente, si passa ad un’altra, e così via. Le musiche della versione floppy sono in formato MIDI, mentre in quella cd-rom sono tracce audio; inoltre, in quest’ultima, i testi dei libri sono doppiati con audio digitalizzato.

L’atmosfera, accompagnata da musiche ed effetti sonori appropriati, è uno dei punti forti del gioco, che può regalare momenti di vera ansia. Per questo motivo, Alone in the Dark viene spesso incluso nelle classifiche di giochi più spaventosi, insieme a titoli come Silent Hill, System Shock 2 e Aliens versus Predator.

Mario
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Categories:   Gaming, Glorie Nerd Vintage

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