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L’alchimia ossia la scienza che permette di manipolare la materia, ha un’origine piuttosto antica e non dovrebbe essere considerata per forza un’arte magica e metafisica. Molti dei procedimenti alchemici non sono altro che procedimenti chimici, e d’altronde la stessa parola chimica è derivata dal termine alchimia.
La parola si fa derivare dal termine arabo al-kimiya, che a sua volta incorpora la parola egiziana Kehm, che significa in origine ” nero”, con cui gli egiziani chiamavano la sabbia nera lasciata dal fiume Nilo, ossia il limo,  fonte della fertilità della loro terra. Gli stessi egiziani chiamavano il loro regno ” terre di Kehm” e nel basso Egitto il Dio Kehm era considerato portatore di fertilità. Cosi l’arte del Kehm nata per lavorare la terra nera diventava anche un processo creativo. Nel tempo il processo si è evoluto allo studio dell’intera materia.

La data di nascita dell’alchimia è confusa. Gli alchimisti stessi indicano un fondatore spirituale,1, il tre volte nato, apparso per la prima volta prima del diluvio universale, e quindi situato in un epoca preistorica e fantastica; di certo si conoscono alchimisti storici molto affermati durante il periodo alessandrino, ma anche li è difficile indicare una vera e propria data di nascita. Al contrario, possiamo indicare con precisione la data di nascita dell’Alchimia occidentale medievale, ossia il 1144, quando Robert di Chester terminò la traduzione di un testo arabo, ” la composizione dell’alchimia”. L’alchimia medievale nasce infatti dal recupero della tradizione araba, che a sua volta affondava le radici nel recupero della tradizione ermetica alessandrina ed egiziana.

La matrice araba dell’alchimia occidentale è riscontrabile nei termini usati per indicare la dotazione di un laboratorio alchemico; Man mano l’alchimia inizio a esplorare la botanica, la mineralogia, unendola a principi di origine metafisica e cristiani. Il padre della chiesa Tommaso D’Aquino era, a titolo di esempio, un ‘alchimista di prim’ordine, e solo nel 1317 l’alchimia viene mesa al bando dal papato, perché considerata latrice di frode. ( e tuttavia sarà riabilitata durante il concilio di Trento del 1545, data che coinciderà con il recupero dell’alchimia moderna)

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