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Addio grande Bud Spencer

250616

Un giorno triste per tutti gli appassionati di cinema italiano, e non solo: un giorno in cui se ne va una delle stelle più luminose, un’artista che ha cresciuto, letteralmente, “a schiaffi e cazzotti”, intere generazioni di eterni bambini. Addio grande Bud Spencer! Carlo Pedersoli, conosciuto da tutti come Bud è venuto a mancare all’età di 86 anni in un ospedale romano. Ad annunciarlo, all’Ansa, il figlio Giuseppe: “Papà è volato via serenamente alle 18.15. Non ha sofferto, aveva tutti accanto e la sua ultima parola è stata ‘grazie'”.   In coppia con Terence Hill (con il quale, nel 2010, ha ricevuto il David di Donatello alla carriera) è stato volto storico degli “Spaghetti Western”, in bilico tra ironia e tensione. un pistolero che alle armi preferiva le mani, anzi gli schiaffoni. Rimarrà sicuramente nella memoria di tutti noi, mentre picchia qualche avversario o litiga con Terence Hill per una mestolata di fagioli da racimolare in una padella, nel grand Canyon.

Questa la sua biografia, riportando la pagina di Wikipedia:  Nel 1967 Giuseppe Colizzi gli offre un ruolo in un film che accetta dopo qualche esitazione. Sul set conosce il suo partner di lavoro, un altro giovane attore con al suo attivo varie pellicole ma in ruoli secondari e sconosciuto al grande pubblico, Mario Girotti, il futuro inseparabile compagno meglio noto come Terence Hill. Il film Dio perdona… io no! è la prima pellicola della coppia. Alle due star nelle presentazioni in locandina viene consigliato di cambiare i propri nomi, considerati “troppo italiani” per un film western e per fare colpo a livello internazionale; inoltre, questa trovata avrebbe reso più appetitose le opere e i personaggi interpretati. Carlo Pedersoli si crea quindi il suo pseudonimo, ovvero Bud Spencer (in omaggio all’attore Spencer Tracy e giocando con ironia sul nome della birra Budweiser, commercializzata in Italia come Bud) mentre Mario Girotti sceglie il suo da una lista di venti nomi inventati. Bud e Terence hanno girato insieme 18 film, 16 dei quali come coppia protagonista. In effetti in Annibale (1959) Bud e Terence (ancora Carlo Pedersoli e Mario Girotti) recitarono in scene separate senza mai incontrarsi sul set.

Nel 1970 la coppia gira lo spaghetti-western Lo chiamavano Trinità…, per la regia di E.B. Clucher (pseudonimo di Enzo Barboni), diventato nel tempo un vero e proprio film cult, non solo in Italia: in Germania in particolare, ha riscosso un grandissimo successo. L’anno seguente arriva la consacrazione definitiva con il sequel del film …continuavano a chiamarlo Trinità, sempre con la regia di E.B. Clucher, che riesce a replicare il successo al botteghino in tutta Europa, elevando Bud e Terence al rango di star internazionali. Bud Spencer sperimenta anche altri generi cinematografici: il thriller, lasciandosi dirigere da Dario Argento in 4 mosche di velluto grigio (1971), e il dramma di denuncia civile con Torino nera (1972) di Carlo Lizzani, ma ovviamente il successo è sicuramente minore rispetto alla popolarità internazionale che riguarda le pellicole che lo accoppiano a Terence Hill. Nel 1972 nasce Diamante, la terza figlia di Bud, che diverrà anch’essa attrice, lavorando col nome d’arte di Diamy Spencer insieme al padre in Superfantagenio (1986) di Bruno Corbucci e Un piede in paradiso (1991) di E.B. Clucher.

L’anno seguente inaugura la fortunata tetralogia di Piedone lo sbirro (cui seguiranno Piedone a Hong Kong del 1975, Piedone l’africano nel 1978, e infine Piedone d’Egitto del 1980), nata da una sua stessa idea e che lo vede protagonista assoluto (senza quindi la compagnia dell’amico Terence) per la regia di Steno, indimenticato re della commedia all’italiana. Negli stessi anni il collaudato sodalizio con Hill prosegue il proprio cammino trionfale, girando pellicole come …più forte ragazzi! (1972), …altrimenti ci arrabbiamo! (1974) e Porgi l’altra guancia (sempre del 1974), che si piazzano immancabilmente ai primi posti dei film più visti nelle sale cinematografiche italiane. Sei anni dopo il successo dei due Trinità, i due tornano ad essere diretti da E.B. Clucher in I due superpiedi quasi piatti (1977), riscuotendo ancora una volta un buon successo di pubblico. Negli anni successivi girano altri due film insieme, Pari e dispari (1978) e Io sto con gli ippopotami (1979), un altro film cult, diretto da Italo Zingarelli. Sempre nel 1979, Bud riceve il premio Jupiter come star più popolare in Germania; l’anno seguente torna al genere western dieci anni dopo l’ultima esperienza con la pellicola Occhio alla penna. Nel 1999, pochi giorni dopo il trionfo di Roberto Benigni a Los Angeles nella notte degli Oscar per La vita è bella, la popolare rivista statunitense TIME, sulla scia dell’evento, pubblica una classifica degli “attori italiani più famosi del mondo” nella quale Bud Spencer occupa il primo posto, seguito da Terence Hill al secondo.

A una decina d’anni dal loro ultimo film insieme (Miami Supercops – I poliziotti dell’8ª strada, del 1985), nel 1994, dopo diversi progetti andati a vuoto, la coppia si riunisce (senza troppa fortuna) sul set di Botte di Natale, un western diretto dallo stesso Terence Hill. Nel frattempo però, Bud Spencer riscuote un grande successo con le serie televisive Big Man (1988), Detective Extralarge (1991-1993) e Noi siamo angeli (1997); nello stesso anno fa un cameo nel film di Pieraccioni Fuochi d’artificio. Nel 1989 riceve il Telegatto per Big Man, ritenuto il miglior telefilm italiano della stagione. Nel 1992 si aggiudica un Telegatto – stessa motivazione del precedente- per Detective Extralarge, e un altro assieme a Terence Hill per l’altissimo share dei film della coppia trasmessi in Tv nel 1991. Partecipa alle produzioni spagnole Al limite (1997) e Figli del vento (1999), a quella australiana Tre per sempre (2002) e a quella tedesca Tesoro, sono un killer (2009), tornando a lavorare in Italia come protagonista del film TV Padre Speranza (2001), pilota di una serie poi mai realizzata mandato in onda su Rai 2 nel 2005, e della serie televisiva di Canale 5 I delitti del cuoco (2010). Nel 2003 ha modo di dimostrare anche le sue qualità di attore drammatico, partecipando al film Cantando dietro i paraventi di Ermanno Olmi. Ha partecipato nel 2007 a uno spot di Natale per la Melegatti, impersonando Babbo Natale, e nel 2009 a uno per la banca spagnola Bancaja, mentre nel 2008 a un cortometraggio dal titolo Pane e olio. Nel 2010 appare nel documentario Dragonland, di Lorenzo De Luca. Insieme a Terence Hill, il 7 maggio 2010 riceve il David di Donatello alla carriera.

Non possiamo aggiungere nessuna altra parola di fronte ad una carriera così vasta e poliedrica: Bud Spencer non era solo un attore, lo ripetiamo, è stata un’icona per tutte le nostre giovinezze, non solo un divertente passatempo ma protagonista di una favola moderna e allo stesso tempo senza tempo. Un gigante buono che ci ha fatto amare il selvaggio West, le calde spiagge Usa e tanti e tanti paesi esotici che non sono state mai le reali location dei suoi italianissimi film! Lo vogliamo ricordare con amore eterno sopratutto per i due film di fanta-amicizia intergalattica diretti da Michele Lupo, “Uno sceriffo extraterrestre… poco extra e molto terrestre” e il seguito “Chissà perché… capitano tutte a me”. E lo ricordiamo con uno dei momenti più belli e memorabili! Grazie Bud, grazie di tutto!

Gianluca Falletta
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Categories:   Articoli, Cinema & Tv

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