D. Marco, dai tuoi disegni si evince un legame tra uno stile nipponico e uno più americano, è una scelta personale o è frutto degli anni di studio? R. È da quando ero poco più che un bambino che desidero fare fumetti. All'epoca i miei punti di riferimento erano gli shonen giapponesi, in particolar modo Dragon Ball. Ho iniziato a disegnare imitandone lo stile e studiandone le storie e i personaggi. Col passare degli anni, e dopo aver girato in lungo e in largo il mondo dei manga, ho iniziato ad interessarmi sempre di più a quel che aveva da offrirmi la cultura del fumetto nostrano, francese e soprattutto americano. Quel che ne è venuto fuori è una commistione di più stili occidentali con una forte base nipponica sotto.
D. Marco, dove avviene la tua formazione artistica? R. Come detto in precedenza, disegno praticamente da sempre. Gli anni del liceo li ho trascorsi all'artistico Umberto Boccioni, ma la vera svolta è poi arrivata quando mi sono iscritto alla Scuola del Fumetto di Milano. Oltre ad aver incontrato professori che son stati vitali per la mia formazione, ho potuto inserirmi più profondamente nell'ambiente fumettistico, potendomi confrontare con editori e autori affermati che han saputo darmi spesso ottimi consigli.




M.: Buongiorno Goku, come ci si sente ad essere un Super Sayan?
Il tuo nome d’arte è Lightning Farron Nietzsche, perché Nietzsche?
Maria: Buongiorno Capitan Ale Sparrow, mi sono giunte voci che Lei è stato nominato sosia di Jack Sparrow, cosa ha da dire a Sua discolpa?








