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Speciale Codice da Vinci

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 “Il Codice Da Vinci”: grande opera o grande bluff? Ron Howard e Akiva Goldsman, regista e sceneggiatore premi Oscar per “A Beautiful Mind”, tornano insieme per portare sul grande schermo “Il Codice Da Vinci” di Dan Brown, uno dei romanzi più popolari e oscuri dei nostri tempi. Stellare il cast, guidato dal due volte vincitore della Academy Award Tom Hanks, Audrey Tautou, Jean Reno, Sir Ian McKellen e Alfred Molina.bQuesto film è oggettivamente offensivo per i cristiani. Howard rappresenta l’aggressore e i cattolici sono vittime di un’offesa. Non si può privare l’aggredito del diritto di esprimere il suo punto di vista. Alcuni ecclesiastici hanno fatto delle dichiarazioni e l’Opus Dei ha richiesto rispettosamente di includere all’inizio del film che si tratta di un’opera di fantasia. Non c’è nulla di violento in questo. Piuttosto sono i ritratti odiosi, falsi e ingiusti che alimentano l’odio e il sospetto.


Guillermo del Toro

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 Guillermo del Toro è nato il 9 ottobre del 1964 a Guadalajara, nello stato di Jalisco, Messico dove è cresciuto soprattutto con la nonna,  una cattolica ultraconservatrice. Sin da piccolo, è sempre stato particolarmente attratto dal cinema, soprattutto dal genere fantasy e horror-gotico. Tra i film che lo hanno colpito maggiormente ci sono Cime tempestose di William Wyler, Taxi Driver  di Martin Scorsese,Black Sunday di Mario Bava, La notte dei morti viventi di George A. Romero e i classici film dell’orrore di  Hammer degli anni 1960. A 8 anni, ha cominciato a realizzare i suoi primi film in Super 8  mentre frequentava una scuola maschile gestita dai Gesuiti continuando a sognare di diventare regista.

Genesi di Pan's Labyrinth

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 Ci sono voluti un anno di preparazione, quattro mesi di riprese e sei mesi di post-produzione per permettere a Guillermo del Toro di completare Il labirinto del Fauno, il suo film più riuscito - stando almeno alle sue dichiarazioni – e quello del quale va più fiero. Pur essendo il suo sesto film da regista, la genesi di Il labirinto del Fauno ci riporta agli inizi della sua carriera, ancor prima addirittura del suo film di debutto, Cronos. “In origine, la  sceneggiatura di Il labirinto del Fauno, somigliava molto alla mia prima versione di Il segno del diavolo e sarebbe stato sicuramente il mio primo film se avessi trovato i soldi necessari per realizzarlo all’epoca. Come il segno del diavolo, anche il labirinto del Fauno è ambientato durante la guerra civile spagnola, sanguinoso periodo storico poco considerato dal cinema.

Il cinema di Johnnie To

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 Johnnie To è una delle più belle sorprese emerse da Hong Kong. Un uomo di cinema a tutto tondo: regista completo, autore poliedrico, produttore di ferro. Con titoli come The Mission, PTU ed Election ha saputo imprimere nell’immaginario popolare il suo talento, più nero della pece, e regalare emozioni al suo pubblico. Oggi è apprezzato anche a livello internazionale e le sue pellicole sono applaudite nei principali festival. Scoprire il suo mondo spettacolare significa entrare in universo parallelo fatto di pistole, eroi, romanticismo e cavalieri erranti, sempre all’insegna del colpo di scena. Dalla leggerezza degli esordi comici all’azione pura, da oltre vent’anni Johnnie To è un protagonista del miglior cinema orientale, con ancora tanto da dire agli amanti della settima arte.

Primi Piani (08/04)

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Locandina di Blow Up di Michelangelo AntonioniAssieme ai movimenti di macchina, assieme al montaggio, la cosiddetta specificità del cinema è stata collegata frequentemente alla possibilità di operare tramite primi piani, ossia quelli che un grande teorico ungherese (Bela Balazs) definiva "spartiti visivi della vita polifonica". Ma "primo piano" può essere anche il dettaglio ingrandito di una fotografia, scattata per tutt'altri scopi, per cui si può scoprire quello che sembra un cadavere nascosto tra la vegetazione di un parco londinese, come in Blow up. Resta l'incertezza se il dettaglio di reale, se il cadavere esista veramente. O non si è trattato forse di un'illusione ottica, o non?
 

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