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Il Colosseo

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La storia ed i segreti del più famoso monumento romano. Nato come simbolo della maestosità della città, era il fulcro della politica del "Panem et Circenses" adottata dai tardi imperatori romani. Abbandonato per secoli, divenne, a partire dal medioevo il simbolo della decadenza della civiltà romana. I poeti romantici lo hanno eletto a simbolo della vanagloria umana, i film degli anni settanta lo hanno legato alla Roma del boom economico ed aglia busi edilizi, i venditori di souvenir lo hanno ritratto in migliaia di statuette, ma ci sono vicende poco conosciute che ruotano attorno all'area; per esempio vi siete mai chiesti perchè si chiama così?

Il Colosseo, o Anfiteatro Flavio, termine più appropriato è la più grande arena costruita dai Romani. Il monumento sorge sull'alveo di un antico lago, in una piccola valle alluvionale stretta tra il colle Palatino, l'Esquilino ed Il Celio. Si tratta di una enorme struttura ellittica, alta all'incirca 50 metri nel punto più alto, con un diametro maggiore di 188 metri ed un diametro minore di 152 metri.

 

La nascita dell'anfiteatro Flavio 

La zona in cui sorge il colosseo anticamente faceva parte dell'appendice più orientale delle paludi del velabro, risanate durante la monarchia romana; al posto della palude fu circoscritto un lago, finito poi all’interno dell'enorme complesso della Domus Aurea il lago serviva per ricreare le Naumachie, cioè vere battaglie navali su piccola scala, per la gioia dell’ Imperatore. Alla morte di Nerone l’impero conobbe un anno o quasi  di anarchia politica, nel quale furono eletti quattro imperatori. L’ultimo di questi fu Flavio Vespasiano che essendo generale delle legioni dell’est, chiamato a sedare la ribellione in Palestina, preferì portare le proprie truppe a Roma e prendere il potere detronizzando l’imperatore Vitellio. Fu allora che Vespasiano decise di fornire Roma di un arena per spettacoli circensi enorme, sia per celebrare il proprio trionfo, sia per ammansire il popolo, uscito dal periodo neroniano impoverito e non ancora abitutato a continui  “ribaltoni” al potere. Ma per ironia della sorte Vespasiano morì prima che l’arena fosse ultimata, ed il suo nome, invece di essere legato ad una così magnifica opera architettonica, divenne sinonimo di “gabinetto”, a causa di una poco popolare tassa sull'uso dei bagni pubblici. Fu il figlio Tito ad inaugurare l’arena il giorno dell’ 830° compleanno della città, con giochi che durarono decine di giorni nei quali furono sterminati quasi diecimila fiere. Vi si rappresentavano i ludi gladiatorii, ma anche le venationes, cioè cacce simulate e combattimenti tra animali e sembra vi si svolgessero anche delle naumachie.

 

La struttura 

Pianta dei sotterranei del colosseo

Esternamente l'anfiteatro presentava 3 ordini di archi, inquadrati da colonne, ed un quarto ordine formato da lesene e finestre. Il primo ordine presentava mezzecolonne di tipo dorico, il secondo di tipo ionico ed il terzo di stile corinzio. L'anello esterno era realizzato in marmo peperino chiaro. Il passato è d'obbligo perchè al momento le mezzecolonne sono sparite, a causa dell'incuria e dei saccheggi. In ogni arco del secondo e terzo ordine erano presenti delle statue, anch'esse perdute in massima parte.
Nella parte superiore era presente un camminamento coperto, mentre sul cornicione erano presenti dei fori in cui inserire dei lunghi pali sui quali poteva essere issato il Velarium, un enorme copertura in tela che proteggeva gli spettatori dalla pioggia o dal sole troppo cocente. Per issare la grande vela erano stati chiamati a Roma numerosi marinai, che furono stanziati " Trans Tiberim", ossia nel futuro abitato di Trastevere. 

Il pavimento, l'arena vera e propria,poteva essere allestito con numerosi tipi di scenografie per le venationes, e possedeva numerose botole invisibili da cui far uscire a sorpresa animali o gladiatori. Per questo motivo era realizzato in legno, materiale sostituibile e duttile che permetteva un enorme flessibilità di utilizzo come i palchi dei teatri; il legno poi veniva reso impermeabile e coperto si sabbia, da cui il nome arena, che significa sabbia.

 I martirii nell'arena

Il colosseo fu sempre considerato dai cristiani luogo di martirio per eccellenza, tuttavia non risultano documentazioni storiche di condanne a morte con l’accusa di essere cristiano. La “captatio ad fieris”, ossia essere condannato ad essere sbarnato da animali feroci davanti al pubblico, era usata frequentemente nel tardo periodo imperiale, ma è più probabile che i cristiani che perirono nel Colosseo si fossero macchiati di altri crimini o che fossero semplicemente schiavi, ivenduti dai loro padroni ad impresari senza scrupoli. Daltra parte gli spettacoli venatori continuarono anche durante l’età cristiana fino al VI secolo.

 

Il Colosseo durante il medioevo 

Da quel periodo in poi l’anfiteatro Flavio fu lasciato in stato di totale abbandono; le acque piovane fecero marcire la cavea, mentre i solerti cittadini romani si appropriarono di molti mattoni per costruire case e chiese. Biasimarli ora vuol dire non comprendere lo stato emotivo dei romani nel VII secolo, che vivevano come topi tra le rovine di una città in decadenza. La struttura divenne una pattumiera ed in seguito fu invasa dalle sterpaglie.

I romani si tenevano lontani dall’anfiteatro, perché il luogo era considerato in mano ai demoni. Bisogna infatti considerare che l'intera aea del Foro romano, i colli Palatino, Esquilino ed Aventino, che una volta erano al centro della vita romana erano stati abbbandonati, a favore di altre zone, come il campo Marzio, il Laterano ed Il Vaticano. Numerose erbe magiche crescevano nel colosseo e le streghe se ne servivano per i loro preparati.

Grazie alla sua mole fu scelto come fortezza dai Frangipane nel 1084, che trasformarono in torre anche il vicino arco di Tito. Il papa Alessandro III vi fece rifugio quando venne attaccato dalle milizie dell’antipapa Vittore VI. In seguito fu conquistato dagli Annibaldi e di nuovo abbandonato.

  

L'evocazione demoniaca del Cellini 

Benvenuto Cellini vi si recò con un prete che si dilettava di negromanzia, alcuni amici ed un ragazzo vergine. Il prete iniziò ad evocare i demoni. Allora gli spalti si animarono di creature diaboliche in numero enorme. Il piccolo gruppo utilizzo gli oggetti che avevano con se, il pentacolo e la “Zaffetica” un composto dall’odore nauseabondo per scacciare i demoni; infine il terrorizzato Agnolino Gaddi, uno degli amici di Cellini,“fece una strombazzata di corregge con tanta abduntantia di merda la quale potette più che la zaffetica…”

Il nome Colosseo 

Anche la derivazione del nome “Colosseo” è piuttosto misteriosa. Il primo uso ufficiale del nome risale al VIII secolo in una profezia di Beda, anche se forse fu usato già qualche secolo prima. Il nome Colosseo deriverebbe da una colossale statua di Nerone alta più di 35 metri che era nelle vicinanze o dall’ antico nome del posto Collis Isei cioè colle di Iside. Ma la colossale statua di Nerone venne abbattuta in età imperiale ed è quantomeno difficile che se ne serbasse il ricordo nel Vi secolo. Forse la leggenda riportata dal bolognese Armannino giudice ha un fondo di verità: il Colosseo era diventato la sede di alcune sette di maghi ed adoratori del demonio. A chi si avvicinava veniva chiesto: “ Colis Eum?” (cioè adori lui?, intendendo il diavolo) a cui bisognava rispondere “ Ego Colo”. La leggenda non doveva essere cosi assurda se Clemente vi fece porre una grande croce di legno, mentre Benedetto XIV lo fece esorcizzare e consacrare alla memoria della passione di cristo e di tutti i santi.

 

 

by Axdeb 

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