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Una vita negata

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 Socrate e Santippe. La storia e la filosofia ci raccontano di un filosofo saggio e virtuoso e di una moglie insopportabile e bisbetica. Una vedova poco inconsolabile che alla morte del marito si dedica ad un’attività commerciale di bottega. Una donna acida e indomabile come un cavallo selvatico. Questa la versione ufficiale, lo studio del passato fatto da uomini. Da maschi. Francamaria Bagnoli ci presenta un’altra realtà, un altro punto di vista. Un’altra vita. Una vita di una donna fragile e coraggiosa. Una donna che lotta fino alla fine con la sua società, con la sua città, con la sua famiglia perché le venga riconosciuto il diritto sacrosanto di ogni essere umano: essere uguale a tutti gli altri.

Temeraria, audace, sfrontata, stravagante, dolce Santippe. Donna del suo tempo, donna del nostro tempo. Donna condannata a vivere dietro le sbarre, perché: “Chi, come me, ha scoperto che lo spazio ritenuto libero in realtà è circondato da sbarre, non riesce più ad essere felice e la sua infelicità cresce per l’impossibilità di convincere il padre, il marito, gli uomini della città che le sbarre esistono e fanno male. Loro, gli uomini non le vedono, Considerano le donne inferiori a loro e si attribuiscono il merito di proteggere la nostra debolezza, ignorando quanta forza ci occorra per vivere e quanto ci offenda la subalternità a cui ci condannano”.

Sullo sfondo l’Atene del 450 a.c. con i suoi rituali, le sue guerre, la sua politica, le sue superstizioni e la sua brutalità. Una Atene al culmine del suo potere politico, affascinante nella descrizione dei suoi mercati, delle sue spiagge, eppure una città iniqua, spietata, ingiusta. Una città di signori e schiavi, di filosofi e politici, di tribunali e giudizi sommari, di famiglie estremamente povere e famiglie insopportabilmente ricche. Una città piena di contraddizioni che si propagano, si dilatano, accrescono nel rapporto di Santippe e Socrate. Anche l’amore, l’affetto, il sesso sono vissuti in maniera scissa. Schizofrenica, si direbbe oggi.  L’affetto per le mogli, il sesso e l’amore per le etere. Le puttane.

Un libro forte e commovente, che si legge tutto d’un fiato ma che rimane appiccicato addosso per giorni, per mesi. Un libro che ho divorato in un giorno e che quando non potevo leggere (tipo in ufficio o in auto) mi mancava. Un libro che HO DOVUTO terminare quella stessa sera, perché altrimenti non avrei dormito. In nessun modo avrei potuto farlo.
Rossella Anelli

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