Comunicato stampa
L’11 novembre Alessandro Cortese a Pescara per svelare gli oscuri segreti del Paradiso Terrestre
Nell’ambito del seminario, Cortese parlerà di Eden, il suo audace romanzo d’esordio alla prima ristampa, e fornirà anticipazioni sul suo prossimo lavoro, Ad Lucem
L’11 novembre lo scrittore e studioso Alessandro Cortese terrà il seminario "Diabolicus Eden: gli oscuri segreti del Paradiso Terrestre", organizzato nella splendida cornice della Libreria Libernauta, in via Teramo 27 a Pescara. Nel corso dell’evento s'indagherà sulla figura del Diavolo e sulla natura del suo scontro con Yahweh, in un'atmosfera sospesa tra miti e leggende. L’incontro avrà inizio alle 17.30 e la partecipazione è gratuita.
Cortese svelerà alcuni dei misteri narrati in Eden, suo romanzo d’esordio, che propone un’audace reinterpretazione della Genesi vista dal punto di vista degli angeli, ribellatisi a Dio pur di essere finalmente liberi. Durante l’incontro, l’autore fornirà, inoltre, alcune anticipazioni sul suo prossimo romanzo Ad Lucem, sequel di Eden, che si apre con la cacciata dei ribelli dal Paradiso Terrestre e la loro relegazione negli inferi. Il romanzo verrà presentato in anteprima il 16 dicembre, sempre all’interno della Libernauta, ed uscirà nelle librerie il 21 dicembre 2012, data provocatoria e associata ad antiche simbologie, come quella del calendario Maya che fissa in questo preciso giorno la fine del mondo.
“Il dualismo bene/male è alla base di ogni religione e culto, così come la paura del Maligno influenza ogni civiltà e i comportamenti ritenuti socialmente accettati – ha dichiarato Alessandro Cortese – Questo seminario offre la possibilità di analizzare in modo approfondito lo scontro tra il Diavolo e Yahweh, al di là delle abitudini. Ogni cosa può essere letta con molteplici chiavi d’interpretazione ed io, nei miei romanzi, ho voluto affrontare la Storia della Creazione da un punto di vista che finora non era mai stato sostenuto. Sono ancora troppe le cose che consideriamo tabù, dimenticandoci di come i limiti che ci imponiamo rappresentino le mura della prigione in cui chiudiamo il nostro cervello. Abbiamo il dovere di conoscere… non farlo è un’offesa all’intelligenza che possediamo”.
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