
John Doe è un fumetto nato dal genio tutto italiano di Roberto Recchioni e Lorenzo Bartoli che si sono avvalsi della collaborazione di Massimo Carnevale.
E' un uomo John, come tanti altri uomini, finché non acquisirà i poteri della
Morte, divenendo così immortale e invincibile. Lavora alla "
Trapassati Inc." John. Oh no, non una semplice agenzia funebre... Lui lavora per una bellissima nonché sarcastica donna. Fin qui nulla di male, peccato che questa donna sia la Morte stessa. Ha una compagna John, il suo nome è
Tempo e ne rappresenza l'essenza stessa. Il fumetto, un mensile edito da
Eura Editoriale, si suddivide in quattro stagioni. Ora, dopo molte vicissitudini siamo giunti alla fine del percorso del protagonista.
Addio e grazie di niente, e così al numero
22 si chiude l'ultima stagione di un fumetto forse partito un po' troppo in sordina che ha attraversato varie difficoltà con chiusura anticipata annessa, per poi risorgere con una nuova stagione, diversa, ma non svincolata dalla storia narrante. Siamo di fronte a un tipo di fumetto fuori dal comune che ha regalato ai suoi lettori più affezionati nove anni di emozioni. Per chiudere in bellezza non si può non citare la copertina realizzata da
Davide De Cubellis. Un'idea innovativa che può ricordare alcuni giochi per ragazze, sarà infatti possibile vestire John a nostro piacimento. Continua così una sorta di manipolazione del personaggio, così come avveniva nel fumetto stesso, quando lui conscio del suo essere cercava di ribellarsi agli autori. Così facendo sarà anche possibile ripercorrere le tante avventure vissute da John in una chiave originale e a tratti drammatica, che ricorda vagamente il Truman Show. La consapevolezza di non essere. La consapevolezza di essere un qualcosa di immaginario e di stare letteralmente nelle mani di terze persone e la forte, pressante voglia di liberarsene. E così sia.
Commenti
ecco questa frase mi mancava mentre perso nella mia playlist serale tra i mille volti dei passeggeri occasionali della metro milanese, chiudevo l'ultima pagina dell'ultimo numero di John Doe.
L'avevo compresa questa urgenza degli autori ma forse mi era sfuggita, persa nell'emozione di salutare un caro amico di chine stampa ed inchiostro per l'ultima volta.
Grazi per averla estratta, grazie per averla letta per me.
Pensa che io ho letto lo stesso albo e ci ho scritto sopra un post sul mio blog che è l'opposto del tuo.
E' il bello dei punti di vista, è il bello di essere tanti lettori.
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