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Intervista a DJ Shiru

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http://www.satyrnet.it/joomla/images/gallery/ochacaffe/01.JPGQual è il tuo rapporto con la cultura Giapponese? S: Sono di natura molto curioso, e di conseguenza mi appassiono facilmente a qualsiasi cultura (italiana compresa); più una cultura è diversa e lontana dalla nostra e più mi affascina ed è anche per questo che ad un certo punto mi sono ritrovato a vivere in Giappone. Da questa esperienza si è rinforzata la mia passione, che ho continuato a coltivare anche dopo essere tornato in patria.
 

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Come nasce Ochacaffè? S: L’associazione nasce da due fattori: un gruppo di insegnanti di lingua che avevano voglia di far conoscere la cultura giapponese agli italiani e quella italiana ai giapponesi, e la disponibilità di due scuole, una a Padova e una ad Osaka, ad ospitare (e a volte finanziare) mostre, attività, corsi. Da questo nucleo iniziale di persone ed energie si è poi sviluppata quella che è oggi Ochacaffè, una realtà che accoglie al suo interno amanti del bonsai come del cosplay, del J-rock come delle arti marziali, in varie regioni di entrambi i paesi.

Musica e Cultura, cosa ti ha spinto a diventare DJ? S: La musica è indubbiamente cultura: negarlo sarebbe impossibile. Di conseguenza fare musica per un pubblico sempre più ampio rientra nel progetto dell’associazione, assieme alle mostre d’arte, alle relazioni e conferenze, al mantenimento del nostro enciclopedico sito. Personalmente mi sono sempre occupato di musica, sia come musicista (con un passato come batterista punk) che come organizzatore, con alle spalle festival rock di grosse dimensioni. Essere disc jockey è solo un anello di una catena che mi lega alla musica in modo indissolubile, almeno fino a quando non diventerò sordo!

Un aggettivo con cui tu definisci “Shiru”? S: Non sono affatto modesto, per cui evito di definirmi o potrei sembrare un pallone gonfiato ;-)

Siamo in un momento abbastanza confuso dal punto di vista musicale. Cosa si ascolta in Italia per quello che riguarda il sound made in Japan? S: Dal punto di vista musicale siamo confusi perché manca un movimento-guida, come lo sono stati il punk a fine anni ’70 o il grunge nei ’90, ma questo apre la possibilità a nuove ondate creative. Il rock giapponese, o magari il noise potrebbero guidare la prossima rivoluzione che svecchierà il rock, le potenzialità ci sono tutte. Anime e videogames hanno fatto conoscere al grande pubblico gruppi come gli Asian Kung Fu Generation, Mika Nakashima e High and Mighty Color e questo ha socchiuso le porte alla musica rock e pop nipponica; ora sta a noi spalancarle.Il problema è che poche persone si dedicano a cercare musica nuova e stimolante. La più tipica risposta alla domanda “che musica ascolti?” è “tutto”, che in realtà vuol dire niente. Quando mi rispondono “tutto” mi diverto a stuzzicare chiedendo “speed metal satanico finlandese? Canti tribali maori? Preferisci drum’n’bass industriale o trip-hop con influenze jungle?”. Un appello per tutti: leggete, esplorate, avventuratevi nel mondo della musica giapponese e scoprirete gioielli inestimabili. Per muovere i primi passi o approfondire la propria cultura Rock Pop clicca qui.

Il web, croce e delizia della musica: se da una parte la definitiva consacrazione di questo nuovo media ha espanso gli orizzonti dell'informazione, facilitandone la diffusione e la fruizione, dall'altro ha determinato la crisi dell'industria discografica che ha coinvolto anche i generi musicali che tu proponi.  Qual è il tuo punto di vista? S: Il web dà la meravigliosa possibilità di trovare ed ascoltare tutto, una cosa inimmaginabile prima. Chiaramente se si vuole che il mercato non imploda qualche CD lo si deve comprare, anche se sono convinto che i musicisti dovrebbero “guadagnarsi il pane” con i concerti più che con le vendite della loro musica (e con questa affermazione penso di aver rovinato il rapporto con qualche amico musicista…).

Japan Anime Live, un progetto ambizioso e difficile, qual è stato il tuo contributo? Come pensi abbia risposto il pubblico italiano? Aspettavi un maggior interesse? S: E’ stato indubbiamente il più grande evento a tema Giappone moderno che abbiamo mai avuto in Europa. Il più grande concerto J-Rock (Piko, Takuya degli Antic Cafè, Levi dei La’chrima Christi, Daisuke Asakura sullo stesso palco sarebbe un concerto eccezionale anche in Giappone), il più grande evento a tema anime, il miglior musical immaginabile… solo superlativi possono descrivere quello che è stato. Il pubblico in gran parte non ha capito di cosa si trattava, e il non essere riusciti a comunicarlo è stata una nostra pecca. I fortunati che hanno partecipato ne sono rimasti folgorati, la voce è girata in un battibaleno e non è un caso che nelle tre date italiane ogni tappa avesse molto più pubblico della precedente. Sono sicuro che se dovesse tornare uno spettacolo simile farebbe il tutto esaurito in breve tempo. Al Japan Anime Live ho avuto la fortuna, oltre che di aiutare nella promozione lavorando con lo Star Shop di Roma e Nanoda, di salire sul palco come DJ, per offrire la colonna sonora alla sfilata cosplay, bellissimo ed emozionante!

Background musicale: con cosa te lo sei costruito? Qual è il disco che hai ascoltato più volte in vita tua? S: Probabilmente The Wall dei Pink Floyd ha contribuito a consumare il laser del mio primo lettore CD, quando ero ancora alle superiori. Altri artisti che mi hanno influenzato appartengono principalmente ai filoni hard rock anni ’70, hardcore americano anni ’80, e crossover nei ’90. Per quanto riguarda l’elettronica impossibile non tener conto dei padri: Jean-Michel Jarre per il filone melodico e Kraftwerk per quello più ritmato e tecnologico.

E di contro vorremmo sapere il disco che non compreresti mai? S: L’unico genere che non riesco ad apprezzare è la musica latino-americana come la salsa.

Descrivici i tuoi "attrezzi del mestiere" e il rapporto che hai con la tecnologia. S: Ho un paio di computer con diversi software musicali che uso per mixare, abbinati ad un lettore CD per DJ di marca Genesis. Un lettore MP3 affianca i computer in caso di emergenza, dato che di loro non mi fido mai al 100%! Il tutto è collegato ad un mixer da quattro soldi ma che svolge egregiamente il proprio lavoro. Un altro portatile è dedicato alle proiezioni, nel caso la serata dia la possibilità di essere più multimediali. Adoro la tecnologia, ed in effetti il mio armamentario è in continua espansione, con pacchi targati e-bay o amazon che arrivano regolarmente nella sede dell’associazione.


Sei un veterano e un ospite gradito di tutti gli eventi di settore. Come si può conciliare secondo te la musica che proponi con i grandi eventi di massa?
S: La musica si adatta all’evento, e questa è una sfida che accolgo volentieri perché mi spinge a sperimentare e non fossilizzarmi in una scaletta prestabilita. Ad un festival del cinema come ESTremamente Orientale propongo colonne sonore di film, mentre ad una fiera cosplay la parte del leone la faranno le canzoni tratte dai cartoni animati; ho musicato anche sfilate in kimono scegliendo per questo scopo pezzi dalla tradizione. Ma la mia specialità è stupire, per cui non crediate di riuscire ad etichettarmi!

Fuori dalla consolle chi è Silvio Franceschinelli? S: Chi è non lo capisco ancora bene neanche io, ma so cosa fa: insegna inglese e italiano, legge tantissimo, viaggia più che può, non sta mai fermo…

Altre passioni? S: Infinite: oltre alla musica l’arte contemporanea, il buon cibo, e basta leggere questa intervista per scoprirne molte altre. Ma la passione più grande rimangono le persone, da esplorare e approfondire. L’umanità nel suo insieme mi sta abbastanza antipatica, visto quello che combina da migliaia di anni, ma ogni singolo individuo costituisce per me il più grande pozzo di storie, conoscenze, curiosità antropologiche… a volte mi incanto ad osservare qualcuno immaginando cosa sta pensando, cosa ama e odia, cosa sogna…

La tua serata ideale fuori dagli eventi? S: Un viaggio notturno in treno ad ascoltare musica, leggere libri, parlare con vicini di posto appena conosciuti; in alternativa (o magari come destinazione del viaggio) un festival rock di più giorni dove ballare senza pausa giorno e notte.

Uno sguardo in avanti: quali sono i tuoi progetti per il futuro? S: Dal migliorare tecnicamente al continuare a far conoscere la musica che mi attira a chi mi segue. Stiamo ancora discutendo vari eventi per questo prossimo anno, ma posso già annunciare che il mio calendario ricalcherà abbastanza ciò che ho  fatto nell’anno appena trascorso, naturalmente più in grande e più bello! Il prossimo viaggio in Giappone sarà in estate, probabilmente per il World Cosplay Summit (tour organizzato da Ochacaffè) e non vedo l’ora di perdermi come al solito ore e ore nei negozietti di CD per cercare qualcosa di nuovo e sorprendente da proporvi!

 

Associazione Italia Giappone OCHACAFFE', si occupa di corsi, eventi e attività relative alla cultura giapponese, sia tradizionale che moderna.

 

 

 

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Commenti  

 
0 #3 Paola Pinton 2011-01-13 17:32
Ha uno stile particolare, molto coinvolgente! Bella intervista...
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0 #2 simona 2011-01-13 15:02
:-) complimenti.
sei un ragazzo pieno di voglia di fare e scoprire.
mi ha colpito la tua serata ideale sul treno a parlare con i vicini di posto appena conosciuti! e la tua passione più grande: le persone...
spero di incontrarti così per caso.... chissà!!! ciao
Citazione
 
 
0 #1 Carlo Sakura 2011-01-10 14:03
Bellissima intervista, ammiro DJ Shiru dopo averlo visto in azione a Lucca!
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