Approda a Roma “il dono di Lesbia”, uno spettacolo non facile da definire, dove si fondono musica, canto, danza e recitazione. Liberamente ispirato alle vicende amorose tra il grande poeta latino Catullo e la sua amante Lesbia. In scena una piccola orchestra, due cantanti attori e una danzatrice per circa 80 minuti di grande coinvolgimento emotivo. Catullo visse in un periodo di grandi sconvolgimenti politici che portarono alla fine della repubblica romana e all’inizio dell’impero, ma rimase sempre a margine della vita politica, pur conoscendo personalmente Giulio Cesare, Cicerone e gli altri grandi del suo tempo; sembrava interessato soltanto al suo rapporto con Clodia (che poeticamente chiama Lesbia) moglie, per altro, del console Q. C. Metello. La storia finì male e Catullo, forse in seguito a ciò, morì giovanissimo. Gli autori indagano la possibilità di vivere un rapporto uomo-donna diverso e costruttivo, che sia la base di una perfetta realizzazione dell’identità umana. Non mancano nel corso dello spettacolo riferimenti all’attualità, pur sempre velati dalla storicità della vicenda. “Il dono di Lesbia” è stato scritto da Cesare Cesarini e Domenico Gusman, che è anche l’autore delle musiche; l’orchestra è formata da Luca Mereu al mandolino; Domenico Gusman al violino; Francesco Riggio alla chitarra battente; Nando Paggetti al contrabbasso; Gianluca Cesarini alla chitarra classica; Marco Gusman alla chitarra acustica; Simone Pulvano alle percussioni. La parte cantata e recitata è affidata alle voci di Gabriella Rea e Cesare Cesarini; le coreografia è di Francesca Rasi. I costumi sono a cura di Rosamaria Francucci. “Il dono di Lesbia” sarà in scena venerdì 8 e sabato 9 ottobre alle ore 21 e domenica 10 ottobre alle ore 18 nella sala della Scuola Popolare di Musica di Testaccio, all’interno dell’ex Mattatoio.
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