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Arti Visive MArteLive @ Extra

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 Arti Visive MArteLive: i migliori espongono all’Extra, giovedì 8 aprile 2010: vernissage della mostra collettiva ScuderieMArteLive sezione arti visive – Galleria Extra – Viale Giotto n. 1/a  - Roma (Piramide) - Orari: giovedì-venerdì-sabato dalle 21:30 all’ 1:00. Tessera associativa € 4,00. Dopo il The best of della sezione cinema, anche le Arti Visive MArteLive presentano i migliori artisti delle Scuderie. Giovedì 8 aprile inaugura presso i locali della galleria Extra la collettiva d’arte di 5 artisti selezionati dal contest live negli anni passati: Alessio Fralleone, Elena Boccoli, Fabrizio Cicero, Fabio Imperiale e Luana de Carolis. La mostra sarà aperta al pubblico fino a sabato 10 aprile.
 
Alessio Fralleone – I° classificato 2009
“L’opera si compone di un pensiero creativo-intellettivo e uno estetico-emotivo.
Il primo si esprime nell’opera caratterizzata da sottigliezza e penetrabilità. Cerco dei contatti tra l’opera, il fruitore e lo spazio retrostante. Una dimensione che, grazie alla trasparenza del supporto e alla liquefazione del colore, diviene accessibile all’osservatore non solo nella sua bidimensionalità, ma anche rispetto alla direttrice della profondità. L’opera amplifica le connessioni ambientali e la percezione evade dalla superficie murale ed invade altri piani.
Il pensiero estetico-emotivo è espresso dall’immagine. Un corpo teso, contratto, esposto. Forma incompiuta, denudata dei suoi attributi umani. Penetrabile nella sua struttura, nella sua cromia diafana, si lascia esplorare nelle relazioni tecnico-formali e intime. L’opera è simile a un sudario, dove il corpo reclama ancora la sua volontà di esistere, dove la sua labile forma lo rende un’eco della materia, lasciandosi violare dall’artista, dal fruitore dello spazio ove come in una prigione è confinato, ma dal quale tenta di fuggire.”

Elena Boccoli- eLenik

Elena Boccoli nasce il 10 febbraio del 1980 a Roma. La sua prima esposizione fu sul frigorifero in cucina della zia Angela. Da quell'esperienza nasce lo stile che attualmente ritroviamo nei suoi lavori, uno stile che scivola tra i ricordi della camerette, strade e spericolate corse in bicicletta. I suoi lavori rappresentano spesso donne dai grandi occhi e dalle espressioni sorprese, che danzano su sfondi colorati dall'aria naïf, personaggi ironici e tristi, donne dalla femminilità sdrammatizzata che nascono in contrapposizione a quella esasperata dell'autrice, che a suo dire, cela una consistente ironia.
Le donne/muse di eLenik hanno sguardi persi nel vuoto, distratti e sognanti, pensierosi e assenti, ma se è vero come si dice che gli occhi sono lo specchio dell'anima, queste signorine ne hanno parecchia perché gli occhi che sgranano di fronte alla vita sono giganteschi e luminosissimi. Non ci sono languide labbra e atteggiamenti da "femme fatale", le sue Muse sono asciutte, dirette intelligenti, non hanno bisogno di inutili trucchi per essere se stesse, tranne un unico piccolo vezzo: un tocco di ammiccante rossetto rosso. I suoi lavori che siano eseguiti in tele tavole di legno, iniziano a interessare un pubblico sempre più vasto. Oggi eLenik espone in gallerie e locali, è stata premiata come giovane eccellenza romana, collabora con “teen magazine” e riviste. Tutto questo la entusiasma e la rende felice, ma non riuscirà mai a eguagliare quella soddisfazione della sua prima esposizione sul frigo della zia.

Fabrizio Cicero
Le tele oniriche di Fabrizio Cicero esprimono ammirazione per i divi della nostra epoca, che appaiono fra sfumature di colore e nebbie provenienti dal sogno. Quadri che richiamano la caducità dell'esistenza nel disfacimento dell'immagine e, al contempo, l'immortalità del mito. Dal cinema, luogo dell'immaginario per eccellenza, arrivano i personaggi che, come fantasmi, animano queste opere. Ci sono donne provocanti, uomini audaci, anime eleganti e perfette, intoccabili, eppure abbandonate nell'aria a volteggiare indefinite, come indefinite sono le vite che vivono o hanno vissuto. C'è amore in quei vuoti dove ci si aspetta di vedere qualcosa di umano, c'e' amore malgrado sia impossibile distinguere gli elementi che lo rivelino, che lo palesino agli occhi degli spettatori-vojeurs.

Fabio Imperiale

Grafico pubblicitario, Fabio vive e lavora a Roma, sua città natale. Diplomato in grafica pubblicitaria ed illustrazione presso l'Accademia Multimediale Pantheon di Roma, nel 2004 si avvicina come autodidatta alla pittura. Ha esposto alcune mostre personali in diversi locali di Roma e dintorni, mentre ha presentato diverse opere all'interno di esposizioni collettive in Italia e all'estero. Tra le numerose “presenze”, nel 2008 espone 6 opere in collettiva con MostreDiNotte presso "Zoobar-Maggiolina", mentre dal 2009 espone nell’evento romano Traslochi ad Arte.
Ciò  che colpisce nelle opere di Imperiale è l’elemento neorealistico, che nasce dall’esigenza di una pittura impegnata e comprensibile, vicina a certe istanze guttusiane, con un’aderenza espressiva aperta ad una condizione vicina alle cose della vita e della donna in particolare. La sua è una ricerca o una volontà operativa che pone in primo piano una realtà distillata dalle tensioni e dalle ibridazioni tematiche, con il tentative di porsi in sintonia con la storia e il sociale. Lo scopo è capire la realtà non soltanto nella sua riproducibilità ma, al contrario, come inquietudine e volontà di comprendere la contemporaneità iconica. Imperiale non ha in mente una pittura meramente ornamentale, ma una scelta di temi che non possono escludere la tendenza a mantenere i contatti con la società.

Luana de Carolis
L’artista presenta I progetti ANACRONISMI e HIGH FASHION PAINTING
Un incontro tra passato e mondo contemporaneo tra materiale ed immateriale, tra il figurativo e l’astratto. Un tuffo nella tradizione che rivela uno studio approfondito dalla più illustre arte rinascimentale alle lezioni dell’Informale materico e dell’Action Painting. Anacronismi: ogni cosa è studiata inserendo oggetti e modelle in contesti temporali impossibili.
Chiari riferimenti alla corrente citazionista della pittura colta o appunto “anacronistica”,che può essere ricollegata all’ipotesi dechirichiana dell’arte fuori dal tempo. Se l’anacronismo si riallaccia ad un background culturale tipicamente italiano, caratterizzato da contenuti umanistici, al contrario l’artista utilizza l’iconografia classica come punto di partenza. Opere con giochi di luci e di ombre creati sia dal mezzo digitale che dalla più classica pittura ad olio; accenti materici con malte acriliche cristallo e stucco; puzzle applicati diventano uno dei segni di riconoscimento dell’artista. È interessante sottolineare la convergenza arte-moda; il corpo femminile è usato come supporto per creazioni che vibrano di creatività nel gioco prezioso e fantasioso della sperimentazione e manipolazione materica. Abiti come vere e proprie opere d’arte, opere d’arte che prendono sembianze di abiti. High Fashion Painting: l’artista diventa stilista anche nella dimensione pittorica, per offrire un’immagine contemporanea, vibrante di attualità. Del resto la moda è sempre stata presente nell’arte; basti ricordare Delvaux e de Chirico (grandi consumatori di un elemento base della sartoria, il manichino)o lo stesso Magritte, la cui pittura gira intorno alla casa, gli armadi, i vestiti.

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