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HO TROVATO UN POSTO DI LAVORO SOCIALMENTE INUTILE,ANZI DANNOSO

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Mi chiamo Carla,sono nata in Belgio,mio padre era minatore,sono rimasta lì fino a vent’anni,parlo il francese,il fiammingo ed il tedesco.
I miei sono tornati in Italia, come molti immigrati, si sono costruiti una casetta ed io mi sono sposata.
Il mio matrimonio,come tanti non ha funzionato,così a trentacinque anni,mi sono separata,ho trovato un lavoro come commessa, in un posto turistico grazie alla conoscenza del tedesco,mio figlio Peter viveva con me,nella casa dei miei genitori.
 Ho trovato un nuovo compagno,un brav’uomo con il quale spero poter concludere la mia esistenza.
Quando ho compiuto 45 anni, mi hanno licenziata,non ero più decorativa per il negozio ed hanno preferito una commessa più giovane.
Mio figlio si è appena sposato e gli abbiamo lasciato la casa dei miei genitori,noi ci siamo comprati un appartamentino di due locali in una casa moderna,con il mio stipendio e la pensione del mio compagno ce la facevamo,ora però le cose non vanno tanto bene.
Mio figlio ha due bambini e non può aiutarci e la pensione del mio Tony,non ci basta per il mutuo e per sopravvivere.
Il mio Tony è un brav’uomo,ma ha lavorato anche lui nelle miniere da ragazzo ed ora non sta troppo bene,  non può fare lavori pesanti,né lavori d’altro genere,non ne sarebbe capace e poi dove li troverebbe?
Qualche volta lo chiamano per dare una mano come giardiniere,a volte aiuta a scaricare i camion,ma non è di questo che volevo parlare.
Io ho iniziato le mie peregrinazioni in cerca di lavoro,sono ancora giovane e mi sento in grado di lavorare come ho fatto fin’ora.
Non sto a raccontarvi le mie delusioni ed i rifiuti ricevuti a causa dell’età,ma,poi,un giorno ho trovato lavoro!
Non è faticosissimo,stai seduta e devi parlare al telefono,insomma devi fare dei sondaggi,intervistare la gente,niente di difficile.
Ero molto contenta anche se mi avrebbero pagata a percentuale,ma la voglia di lavorare non mi mancava ed ero certa,che con la buona volontà,sarei riuscita a tirare su un mensile decente.
Così piena di buona volontà mi siedo alla mia postazione ed inizio a fare le mie telefonate,i numeri di telefono te li danno loro,ti danno anche un foglio con l’intervista da fare.
Non mi dicono quante ne devo fare,né da dove ricaverò la mia percentuale,mi dicono solo di telefonare e dire quello che c’è scritto sul foglio.
Sul foglio ci sono tre domande generiche sui supermercati e la pubblicità,alla fine devo chiedere al mio intervistato, se potrebbe fargli piacere ricevere un omaggio per visitare un’esposizione di prodotti nuovi,devo elencare gli omaggi e se l’intervistato mi dice di sì, devo chiedergli se lo posso richiamare per dargli l’indirizzo.
Sembra facile e forse lo è anche.
Le persone a cui telefono sono quasi sempre gentili,non bado troppo a chi mi dice di no e a quelli che attaccano il telefono.
Cerco anche di contattare i pochi amici che ho per mandarli all’esposizione,più gente andrà a mio nome,più guadagnerò,perciò mi do da fare con entusiasmo.
Nella stanzetta dove lavoro c’è una diciottenne in deciso soprappeso,si chiama Aurora,è affettuosa e sorridente,legge il foglio dell’intervista con voce monotona come se fosse un disco,è sempre sorridente e,quando veniamo a lavorare ci bacia tutti.
Aurelia invece è magrissima,veste in modo strano è piena di orecchini,ha occhiali spessi e circa 25 anni.
Quando ho detto di avere un po’ di mal di stomaco,mi ha confessato candidamente che vomita tutte le settimane almeno tre volte,che prende i tavor per dormire e che cerca casa.
Elisa dopo ogni telefonata sbatte giù il telefono così rumorosamente che sembra sempre arrabbiata,è carina,passa molto del tempo in cui dovrebbe lavorare,a mandare messaggini dal cellulare
Barbara ha due bambini piccoli
Sandra è molto bella,la sera lavora nelle discoteche come barista,ha un bel tatuaggio sulla schiena,parla a voce alta,ma lavora sodo.
Carmen ha la mia età o giù di lì,ha una bella figlia di 12 anni e dicono sia stata la donna di un mafioso,che pare la riempia di botte, anche se non vive più con lei.
C’è anche una ragazza rumena,se la cava bene con la lingua italiana,è molto alta,ben fatta,intelligente, sposata ed infelice,avrà 24 anni.
La più strana è una donna d’età indefinita,ben vestita, a volte,ben truccata,parla a voce bassa ed è sempre triste.
Loredana invece è sempre allegra,veste come un cartone animato,cambia colore di capelli ogni 3 giorni,credevo avesse 20 anni,invece ne ha trenta,un divorzio alle spalle,un figlio ed un ‘moroso’ come lo chiama lei.
Ci sono anche quattro uomini,un giovanissimo aspirante rappresentante,un maestro elementare omosessuale ed il suo compagno ed un ragazzo che ha l’aspetto del professionista.
Siamo in 23 fissi,più quelli che appaiono e scompaiono dopo due giorni.
Chiunque si presenti viene assunto.
La persona più strana di tutte è la direttrice,dice di aver fatto per anni questo lavoro,ma qualcosa mi dice che non è vero,afferma di lavorare a percentuale anche lei,ma è improbabile,visto l’auto con cui viene a lavorare,il marito poi ha una Jaguar e pare gli abbiano appena rubato una Mercedes che non era neppure assicurata per il furto.
Né lui né la moglie si sono disperati più di tanto.
Prima anomalia.
Comunque sono fatti loro.
Seconda anomalia.
Alcuni amici cui ho dato l’indirizzo dell’esposizione,non hanno potuto vederla,hanno risposto loro che erano troppo giovani.
Che razza di esposizione è questa,se chi va a vederla
non può farlo?
Domando spiegazioni,mi si risponde che può andare solo chi è chiamato da noi per telefono.
Chiedo cosa espongano,mi si risponde in modo vago,che non è affar mio, io sono pagata per telefonare.
Rispondo che non è vero,mi pagano a persone che faccio andare,non a telefonate.
La donna mi guarda storto e ribadisce che devo attenermi ai numeri di telefono forniti da loro,che l’articolo che vendono è adatto a persone di più di 50 anni, che i numeri che mi sono forniti sono frutto di una ricerca accurata e che sono profumatamente pagati.
Sempre più meravigliata,torno al mio telefono.
Infatti mi rispondono parecchie persone anziane,alcuni sono morti,altri sono in ospedale,qualcuno è appena rimasto vedovo,molti vivono di pensione e mi confidano le difficoltà che hanno nell’arrivare a fine mese.
Le interviste,che dovrebbero portarmi via pochi minuti,spesso sono lunghissime, perché trovo qualcuno che mi racconta dei problemi di salute,oppure quello dei figli,qualcuno è divertente perché alle mie domande risponde con argomenti totalmente scorrelati,filippiche contro i politici,commenti sui fatti del giorno o si dilungano sulle marche preferite dell’olio o della pasta che usano da trent’anni,quasi tutti mi raccontano quello che faranno la domenica successiva,trovo anche molti analfabeti.
Comunque si tratta sempre e solo di persone fragili e molto sole,lo dimostra il fatto che si confidino con un’estranea, che telefona loro,per chiedere quale supermercato frequentano.
Terza anomalia:
ai datori di lavoro del sondaggio non importa nulla,è solo una scusa per attaccare bottone con le persone,conquistare la loro fiducia e convincerle ad andare quella domenica il quel posto a vedere l’esposizione,in cambio riceveranno un omaggio.
Quarta cosa strana:
fino all’ultimo giorno,non ci dicono il luogo dove sarà la fantomatica esposizione.
Quinta cosa strana:
non dobbiamo dire da dove telefoniamo,possiamo dare un posto qualunque,tanto il nostro telefono è oscurato.
Perché?
Non devono rintracciare le telefonate!
Se volessi fare telefonate straordinarie da casa non potrei,la direzione non vuole che si sappia il luogo da cui partono le chiamate.
A questo punto credo di avere abbastanza spunti di riflessione per domandarmi che razza di lavoro abbia trovato.
Incontro Marcella,che però si fa chiamare Paola,lei fa la venditrice,oltre che la telefonista.
Provo a chiederle informazioni,non solo non mi si schiariscono le idee,ma capisco di essere controllata a vista dalla direttrice,che,per tutta la settimana,non fa che farmi osservazioni per ogni parola o ogni cosa che faccio.
L’intento di farmi andare via ,diventa palese,quando i miei incassi settimanali diventano irrisori,la mia media di persone che intervengono alla loro ‘esposizione’ cala vertiginosamente.
Io non so dove andare e tengo duro, sperando che la settimana prossima andrà meglio.
Capisco che devo stare molto attenta e non esprimere le mie perplessità con le colleghe.
Anche tra i disperati esiste lo spionaggio.
Dopo un po’ imparo a distinguere le venditrici dallo sguardo,noi lo abbiamo un po’ smarrito,lavoriamo sperando di riuscire ad avere una settimana che ci permetta di fare la spesa,le venditrici hanno un piglio molto più duro e sicuro.
Possiamo fumare solo nel bagno ed è lì che scambiamo quattro chiacchiere,in genere si commentano i no ricevuti,si confrontano i numeri di sondaggi,si confrontano i guadagni, costatiamo che ad una settimana positiva,seguono due settimane negative e,questo,con una periodicità sospetta ed accade sempre alle stesse.
Ci convincono che è il nostro stato d’animo negativo che ci impedisce di guadagnare come le due o tre che guadagnano benino tutte le settimane.
Scopriamo che quelle brave,che guadagnano bene,sono imparentate con la direttrice.
Sarà un caso?
Il magro stipendio dopo il primo mese comincia ad essere dato con ritardi sempre più consistenti e non più in contanti o con assegno circolare,ma con assegno normale,chi non ha il conto in banca deve arrangiarsi.
Nel bagno si fuma e si parla sempre meno,abbiamo paura che ciò che diciamo venga riferito alle spie o di trovare la direttrice, che origlia sempre più spesso dietro alla porta.
In compenso a turno si piange,forse ho iniziato io,che dopo una settimana di lavoro,in cui tornavo a casa senza voce e con un mal di testa feroce perché tentavo di fare come le altre che strillavano,sperando di guadagnare di più ed essere più convincenti,mi sono vista riconoscere 50 euro.
Il mio esempio è stato seguito dalla piccola obesa diciottenne,lei ha pianto per lo stesso motivo,poi per un ragazzino arabo che la voleva portare a letto,poi perché l’avevano scoperta mangiare la pasta destinata al cane,la poverina ha pianto anche quando le abbiamo detto di smetterla di chiederci sigarette,ma ha un cuore d’oro,vedendomi triste per il lavoro,mi ha portato quello che per lei era più caro,mi ha regalato del cibo.
Ho capito che in quel pacco di pasta rubato a casa,per offrirmelo, c’era una storia difficile,un cuore generoso ed una personalità infantile ed inquieta,un destino problematico con questioni irrisolte, che si nascondevano in quei kili di troppo ed in quel sorriso da bimba troppo cresciuta e troppo affettuosa.
Ma la rumena aveva altri motivi per piangere,una volta disse che era per la suocera, che stava morendo di cancro,un’altra perché il marito la voleva lasciare,l’ultima perché temeva di essere incinta.
Sarà tutto vero?
Chissà? So solo che se il marito non viene a prenderla non ha i soldi per l’autobus,so che li restituisce sempre, se glieli presti.
Se fosse incinta sarebbe una fortuna?
Cercando di consolare la disperazione di turno per un attimo dimentichi i tuoi problemi e,quando una di noi trova un lavoro vero, facciamo festa tutte,sperando di essere la prossima, se l’ha trovato lei perché non potrei trovarlo anch’io?
Fin’ora l’hanno trovato in due,una fa la baby-sitter a stipendio fisso,l’altra fa la ragioniera,entrambe hanno 20 anni.
E torni al tuo telefono,chi ha già ricevuto telefonate come la tua, ti illumina sul lavoro che stai facendo,pensando che tu sia diversa ti raccontano di essere andati a ritirare l’omaggio e la loro avventura.
I più fortunati,dopo un’estenuante attesa,hanno conquistato il loro giocattolo e sono tornati a casa.
Molti sono andati da soli e non hanno avuto nulla,già,dopo un po’ che lavori, ti dicono che devi riuscire a portare le coppie,il marito o la moglie da soli o con amici,non possono andare,se vanno comunque non ti saranno pagati.
Che strana mostra è questa?
Solo ultracinquantenni e solo accompagnati dal coniuge.
Io ci capisco sempre meno,ma non chiedo spiegazioni alla direttrice,indagherò con gli intervistati.
Anche gli intervistati, che vorrebbero andare a ritirare l’omaggio senza il coniuge ti tradiscono,ho provato a consigliare loro velatamente di dire di essere separati o vedovi o non sposati e loro cos’hanno fatto?
Scoperti dai venditori,che ben addestrati,sanno far cadere nei loro tranelli i malcapitati che tradiscono il loro stato di persone sposate,accusano subito la poveraccia, che aveva consigliato loro di andare a ritirare l’omaggio,nascondendo il particolare dell’esistenza di un coniuge.
Suggerimento dettato  dal desiderio di avere una percentuale in più ,ma non solo,spesso si voleva davvero far avere l’omaggio ad una persona gentile,che rispondendoti garbatamente, ti aveva reso meno pesante una giornata fitta di :’non m’interessa,grazie’
La necessità t’insegna a mentire sempre di più,ad essere sempre più convincente e subdola,capti le invenzioni delle altre telefoniste,le rielabori e l’intervista diventa una sequela interminabile di bugie,dette sempre con maggior convinzione.
I tuoi interlocutori si fidano sempre più di te,i tuoi guadagni però non decollano,e ti raccontano che
è capitato loro di aver avuto un invito analogo,di essere stati separati dagli amici ed introdotti in una sala,dove suonava una musica assordante,di essere stato circondato da numerosi venditori e di essere stati quasi costretti a firmare un acquisto di uno strano macchinario che costava svariati milioni di vecchie lire,lo coprivano di omaggi e gli garantivano il diritto di recesso,sottacendo che, comunque, non sarebbe stato reso né l’acconto,né le spese di trasporto,che c’era una piccola penale e che la cifra complessiva variava dai 250 euro ai 1500 euro,questo solo in caso di recesso.
L’esposizione consisteva in 5 elettrodomestici obsoleti, che venivano dati in omaggio davvero, anche se non acquistavi nulla.
Fuori c’era la fila dei malcapitati,che con il miraggio di un omaggio,fiduciosi, erano giunti fin lì e non riuscivano a liberarsi, se non dopo aver ascoltato musica e venditori.
Una domenica da incubo,anche se eri forte abbastanza da non acquistare nulla.
Difficile però,hanno acquistato anche due mie ex amiche,che avevo mandato proprio per capire se davvero le cose andavano così,avevano acquistato e non me lo avevano detto,vergognandosi della loro debolezza e dabbenaggine.
L’ho saputo molto più tardi,per vie traverse.
La gente si vergogna di essere truffata e il truffatore lo sa.
Perché di truffa si tratta,visto che l’apparecchio non ha le funzioni che vengono promesse.
Questo sistema è una vera e propria industria nata e finalizzata all’imbroglio di poveri pensionati.
Esiste una fabbrica che produce questi apparecchi,vi lavorano padri e madri di famiglia,esiste una fabbrica degli omaggi,obsoleti o no,qualcuno li ha fatti,imballati,caricati sui camion.
Esistono i trasportatori che lavorano andando su e giù per l’Italia.
Guadagnano gli alberghi che affittano i locali.
Quella che ho indicato è una massa di persone oneste che lavora per far perpetrare la truffa.
Poi esistono i venditori,gente con il pelo sullo stomaco,che ,nascosta dietro ad un finto nome,guarda i viso i malcapitati e mette tutta la propria energia per farli cader in trappola.
Esistiamo noi,che all’inizio non sappiamo nulla,crediamo di fare sondaggi,invece gettiamo l’esca e cerchiamo di gettarla sempre meglio,le prime volte lasciamo perdere quelli con la pensione minima,i disabili o quelli che piangono per qualche motivo,ma poi impariamo a non guardare in faccia nessuno,lunedì dobbiamo sapere che è andata un po’ di gente,abbiamo la luce da pagare,il bambino da curare,la madre da accudire,il marito invalido da assistere.
Ci rendiamo conto che siamo truffate anche noi,chi ci dice quanta gente va?
Dobbiamo fidarci,fanno anche qualche telefonata a caso alle persone che non sono andate,ma la fanno loro davanti a te,tu non senti nulla e devi fingere che è proprio così come dicono loro,ma, combinazione, la cognata e la cugina ha un reddito fisso discreto,tu invece ti devi accontentare di ciò che decidono di riconoscerti,se poi dici di avere un altro lavoro,la tua percentuale scende,e scende anche se fai tardi solo perché cerchi un altro lavoro.
E la gente che piange seduta sul water davanti a tutti aumenta,ed aumenta quella che piange a casa.
Io non posso permettermi di perdere questo lavoro e già penso a come farò i due mesi che chiuderanno per ferie.
Già,i miei datori di lavoro faranno le ferie per due mesi e noi tutti saremo a spasso,lavoriamo a percentuale!
Io se sarò riconosciuta da questo scritto perderò il lavoro e forse un giorno di disperazione farò qualche sciocchezza,mi piacerebbe sapere perché tante energie vengano spese per produrre un articolo inutile,invece di produrre qualcosa che serva davvero,mi domando perché una simile organizzazione e tante persone debbano lavorare al servizio di una truffa legalizzata e non riescano a trovare un lavoro onesto finalizzato a migliorare la società e non a rendere tutti più diffidenti e meno sinceri,perché dei bravi venditori,e,credetemi sono bravi davvero,non possano essere impiegati per vendere cose valide e mi domando perché lo Stato permetta tutto questo e perché persone come me, non abbiano altre alternative e non possano denunciare la cosa, perché resterebbero senza lavoro e avrebbero sulla coscienza decine di famiglie
 

di

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