Quinto album in studio per la band capeggiata da Brian Molko, che torna sulle scene a tre anni di distanza da “Sleeping with ghosts”. “Meds” segna un ritorno a sonorità orientate più al rock e in questo assomiglia molto al loro splendido omonimo esordio. Si parte alla grande con la carica della title-track in cui Brian Molko duetta con la cantante dei Kills.E’ poi il turno di “Infra-red”, bel pezzo rock condito da inserti di elettronica. Di grande qualità anche “Drag”, il brano seguente, con il suo ritornello irresistibile. “Space Monkey” ci porta sui territori malinconici, come avviene anche nella struggente “Follow the cops back home”. Post blue ricorda un po’ i brani del non riuscitissimo “Sleeping with ghosts”, risultando uno dei pezzi meno efficaci dell’intero album.La qualità della musica sale nuovamente con “Because i want you”, classico brano stile Placebo vecchia maniera.“Blind” è un pezzo elettronico accompagnato dalla chitarra a cui segue la splendida ballata “Pierrot the Clown”. I Placebo confermano di essere maestri nel comporre pezzi lenti e malinconici.
Broken promise è un duetto con Michael Stipe dei Rem, che inizia col suono del piano per poi lasciare spazio a chitarre taglienti. Forse è un po’ sprecata la presenza di Stipe, che si limita a cantare solo poche strofe. “One of a kind” è uno dei pezzi più convincenti del disco con il suo ritornello accattivante dominato dal basso di Stefan Oldsal. “In the cold light of morning” e’ un bel brano malinconico, ma lascia l’impressione che i Placebo abbiano fatto di meglio. La chiusura di Meds è affidata a “Song to say goodbye”, pezzo che è anche il primo singolo estratto e che chiude molto degnamente l’album. Fra l’altro anche il video della canzone è davvero molto bello. Meds non sarà ai livelli di “Without you i’m norhing”, ma è un ottimo disco e dimostra che i Placebo sono tornati in ottima forma.
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