Scritta in ricordo del cantante country Johnny Cash, questa biografia si snoda per diversi anni della storia americana, tracciando un quadro fedele di una federazione ancora alla ricerca della propria forza economica. Il racconto appassionato della storia individuale dell’artista Cash si interseca necessariamente agli alti e bassi degli States. Figlio di poverissimi agricoltori, nato all’epoca della Grande Depressione, in uno degli stati più arretrati dell’Unione, l’Arkansas, Cash diventa star della musica pop americana, distinguendosi nei generi country, blues, rock ‘n roll e folk, di cui diventa uno dei padri fondatori. Il successo è siglato dalla vendita di ben 50 milioni di dischi.E’ uscito il libro dell’autore piombinese del Foglio Letterario Stefano Santangelo Johnny Cash-The Man in Black. Scritto in ricordo del cantante country (ma non solo) Johnny Cash, il libro si snoda attraverso gli ultimi settanta anni della storia americana, vista in parallelo con la vita dell’artista. La passione dell’autore traccia con precisione le tappe della vita e della carriera di Cash, figlio di poverissimi agricoltori dell’Arkansas, nato all’epoca della Grande Depressione. Stefano Santangelo segue Cash fin dall’infanzia nei campi di cotone con la sua numerosa famiglia, arrivando al suo esordio negli anni ’50 con la leggendaria Sun Records di Sam Phillips. Lo vediamo in breve tempo diventare una star di prima grandezza della musica pop americana, assieme a nomi del calibro di Elvis Presley, Jerry Lee Lewis, Roy Orbison, Carl Perkins, con radici country, rock ‘n roll, blues e gospel, sfuggendo sempre però a un inquadramento preciso, in uno stile fuori dagli schemi; ricordiamo i suoi primi successi di quegli anni, I Walk the Line, Hey Porter, Cry, Cry, Cry.
Negli anni ’60, passato alla Columbia, Cash riesce ad avere maggiore libertà di azione, con i suoi concept album che sono vere pietre miliari della musica americana, dedicati all’epopea del West, agli indiani d’America e ai diseredati in generale, come i detenuti (ricordiamo in particolare Johnny Cash at San Quentin). Vediamo poi il lento declino degli anni ’70 e ’80, pur contraddistinto da rare punte di eccellenza come Johnny Cash-America, Ragged Old Flag, Highwaymen, per arrivare a metà degli anni ’90 alla sua rinascita artistica con la American Recordings del produttore alternativo Rick Rubin, che lo accompagnerà fino alla fine, il 12 settembre 2003. In questa carrellata biografica non vengono risparmiati gli anni bui di Cash, contrassegnati dalla dipendenza dall’alcool e dalla droga, da cui uscirà grazie alla sua fede in Dio ed all’aiuto della madre Carrie e della seconda moglie June Carter, erede della tradizione folk della prestigiosa Carter Family.
In queste pagine ne esce il ritratto di un uomo e di un artista controcorrente, sempre dalla parte degli ultimi, come nella sua canzone Man in Black, a dispetto di tutte le contraddizioni e degli eccessi. Alla biografia seguono un’accurata discografia e filmografia, che coprono un’arco di quasi 50 anni, e una selezione di alcuni tra i brani musicali più significativi della carriera di Johnny Cash, ciascuno accompagnato da un commento che non si limita ad una semplice traduzione dei testi, ma che cerca di far comprendere il suo significato più profondo, oltre al contesto in cui è stato scritto.
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