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Le profezie nere sul papato

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San MalachiaSi parla spesso di arcani segreti, di sconcertanti verità, di profezie scomode di cui il papato nei secoli è venuto a conoscenza e che ha relegato nel segreto, ma poco si sa che anche l'istituzione secolare della chiesa cattolica non è scevra dall'essere oggetto di profezie catastofiche, la più famosa delle quali è certamente quella che viene attribuita a San Malachia, conosciuta come "Profezia dei Papi" o con il nome del santo. La profezia elenca i papi che si sono succeduti dal 1050 alla fine del papato. Riguardo l'attendibilità della profezia si è discusso per secoli, ed adesso che la lista è quasi conclusa si è torato a parlarne come una curiosa coincidenza. Ma ci sono altre profezie correlate che gettano un ombra inquietante sul futuro della città eterna.

 

San Malachia era vescovo di Armagh, Irlanda, nel 1046; morì in Francia tra le braccia di S. Bernardo. Durante la sua vita, il santo redisse una lista dei 111 frasi che indicavano i 111 papi che si sarebbero susseguiti dal 1040 in poi. Ogni frase era una breve presentazione di ogni papa che si sarebbe susseguito dalla morte del santoin poi; in alcuni casi questo riferimento sembra essere coerente, se raffrontata ad una lista die papi che si sono succeduti dal 1046 in poi, non senza fraintendimenti e attribuzioni forzate, come spesso succede commentando le profezie. Nella maggioranza dei casi la frase sembra riferirsi allo stemma adottato dal papa, alla sua nascita, in altri casi l’attribuzione risulta molto piu forzata.

 

Ad esempio Celestino II, papa dal 1143-1146, ossia quasi un secolo piu tardi di Malachia, è descritto con la frase “ Ex Castris tiberis”, letterarmente" Da un castello sul tevere" descrizione appropriata per un uomo nato a Città di Castello, sul Tevere. Altri esempi, Eugenio III, signore di Montemagno veniva nominato con l'appellativo " Ex magnitudine montis"; Alessandro III invece è chiamato "Ex ansere Custode" ossia "Dall'oca guardiana, ed il so stemma familiare raffiguava un oca.

 

Malachia descrive con queste frasi  i papi che si sono succeduti nel XX secolo: Pio X è indicato come“ Ignis Ardentes”, ossia "fuoco ardente"; Pio X, al secolo Giuseppe Sarto, sarebbe stato chiamato cosi per via della sua ardente fede. Il suo successore, Benedetto XV, viene nominato come “Religio depopulata”, forse in riferimento ai 20 milioni di morti cristiani della I guerra mondiale e alla decimazione della popolazione europea a seguito della epidemia spagnola.

 

Pio XI, al secolo Achille Ratti, viene chiamato “ Fides Intrepida” per la sua opposizioni al nazifascismo ed al comunismo.  “Pastor Angelicus”, è soprannominato  Pio XII, che fu papa durante la II guerra mondiale e la guerra fredda. Giovanni Roncalli, che prima di essere eletto papa con il nome di Giovanni XXIII fu patriarca di Venezia è chiamato “Pastore et Nauta”, "ossia Pastore e Marinaio";

Paolo VI venne chiamato “ Flos Forum”, ed il lo stemma rappresentava 3 gigli. Forse il più inquietante è l'appellativo di Giovanni Paolo I, morto dopo nemmeno un mese di pontificato, ossia, “ de miedetate lunae”," il tempo di una luna". Giovanni Paolo II viene descritto come “de laboris solis”, in riferimento al suo lungo e travagliato pontificato. Ratzinger sarebbe infine l’ ultimo papa, prima di Pietro II, con il nome di “Gloriae Ulivae”.

 Il particolare più inquietante è la descrizione riguardante l'ultimo papa nella lista, che viene descritto con una frase piu corposa e dalle note sicuramente più apocalittiche; la frase in latino recita:

 

 “In persecutione extrema sacrae romanae ecclesiae sedebit Petrus romanus,
qui pascet oves in multis tribulationibus; quibi transactis, civitas septis
collis diruetur, ed Judex tremendus judicabit populum suum. Amen"
 

 

La traduzione è la seguente: "Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa, siederà Pietro il romano, che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni; quando queste saranno terminate, la città dai sette colli sarà distrutta, ed il temibile giudice giudicherà il suo popolo. E così sia."

Poiche l'attuale Papa Ratzinger il centesimo della lista, e quindi il penultimo, a voler credere a San Malachia la fine del mondo dovrebbe essere alquanto vicina.


Falsi storici sulla profezia.

La profezia di S. Malachia appare per la prima volta nel manoscritto di un monaco del 1590. Non esistono altri riferimenti a tale profezia antecedenti a questa data. Anche S.Benedetto, prolifico scrittore, che aveva conosciuto Malachia in vita, non accenna mai a questa profezia o a illuminazioni del santo. Il dubbio che si tratti di uno scritto apocrifo, è consolidato dal fatto che le correlazioni tra i papi susseguitesi dopo il 1600 e le descrizioni della profezia sono spesso fumosi e poco dirette, alcune appaiono molto tirate, mentre tutti i papi del periodo precedente sono indicati con riferimenti diretti allo stemma o alla nascita. In ogni caso alcune correlazioni sono molto interessanti, anche se ambigue, come quella di gregorio XV, in tribolazione pacis, mentre infuriava la più sanguinosa guerra di religione mai combattuta, la guerra dei trant'anni.

 

Altre profezie Simili

 

La profezia di Malachia è interessante, ma da sola non convince. Esistono però altre profezie che si riferiscono agli ultimi tempi della città, che in qualche modo sembrano confermare la visione di Malachia. Una profezia simile, sulla distruzione di Roma si trova in un messaggio trovato nel XVI secolo e attribuito genericamente al monaco di Padova. Il testo si intitola "De Magnis tribolationibus et Statu Ecclesiae", e risulta stampato a Venezia nel 1527. In questo messaggio si dice:

 

"Quando l'uomo salirà sulla luna, grandi cose staranno per maturare sulla terra. Roma verrà abbandonata, come gli uomini abbandonano una vecchia megera, e del Colosseo non rimarrà che una montagna di pietre avvelenate". Lo sconosciuto redattore inserisce stavolta dei fatti concreti, come "l'uomo che sale sulla luna", un concetto inusuale per l'epoca.

 

Il sedicente monaco Padovano, fa anche una descrizione degli ultimi papi della storia, dandone una descrizione molto più detagliata di quella presente nella profezia di San Malachia. Vale la pena di analizzare le assonanze.

 
Il quintultimo, che dovrebbe essere Giovanni XXIII è descritto come “uomo di grande umanità e dalla parlata Francese.” Papa Roncalli è conosciuto come il “papa buono” e fu a lungo rappresentante della chiesa cattolica a Parigi.

 

Giovanni Paolo I viene descritto così: "passerà rapido come una stella cadente , il pastore della laguna.” Abbiamo già visto che il papato di Giovanni Paolo I durò solo 33 giorni, ma soprattutto fu, come il suo predecessore, Patriarca di Venezia. Il monaco padovano dice che in quegli anni “ l’anticristo avrebbe iniziato a stendere le sue ali su Roma”.

 

Di Giovanni Paolo II secondo si dice che  verrà da lontano e macchierà di sangue la pietra e verrà strappato alla vita. Il papa venne da lontano, non solo da un punto di vista geografico, ma soprattutto di mentalità, provenendo dal secondo mondo, cioè dalla cortina sovietica. Egli macchiò con il sangue la pietra, a causa del proiettile ricevuto a S. Pietro da Ali Agka. Fu strappato alla vita, in modo se non altro repentino e davanti a tutto il mondo.

 

Del penultimo papa il monaco di Padova scrive: “ un seminatore di pace e speranza in un mondo che vive l’ ultima speranza.” Una frase ancora enigmatica, ma che può avere riferimenti al motto “ gloriae ulivae” ( gloria dell’ ulivo, pianta associata alla pace) della profezia di Malachia. Tra l’ altro, il 15-12-2005, il papa ha formalizzato una petizione per la messa al bando delle armi atomiche e la riduzione della spesa negli armamenti. Il prossimo arriverà a Roma per incontrare tribolazione e morte.

 

 

Riflessioni ulteriori del redattore

Su un sito internet, di cui non riporto la fonte, perché non sono stato in grado di identificarla con sicurezza, ho trovato il seguente commento:

 

“Nel periodo di Pietro II i cristiani ritorneranno nelle catacombe, come duemila anni fa; quando essi ritorneranno alla luce del sole, la chiesa non sarà più quella di un tempo e nemmeno il mondo sarà quello del passato. Con Pietro II non ci sarà la fine del Cristianesimo, ma la fine di quel tipo di cristianesimo sorto dalle ceneri dell'impero romano d'occidente. Al vertice della chiesa non ci sarà più nessun pontefice in quanto lo spirito santo illuminerà tutti gli uomini e ci sarà come un paradiso sulla terra. Il centro della cristianità non sarà più Roma. La città eterna verrà spazzata via in una notte d'estate, come un fuscello di paglia. E di essa non rimarrà che un vago ricordo.”

 

Tutto questo mi ha portato alla mente alcune riflessioni ulteriori. Innanzitutto vorrei capire se questo commento è una semplice idea dell’ autore o è derivato da altre fonti. Il motivo è molto semplice. La descrizione della fine di Roma ricorda l’effetto di un arma che nel 1500 non potevano neppure immaginare; “ spazzata via in una notte d’ estate” e dimenticata.

 

Chiaramente alludo all’effetto di una bomba nucleare, che non solo sarebbe capace di spazzare via la città, ma anche di avvelenarne le pietre, in modo tale da impedirne la ricostruzione. In quest'ottica le catacombe sarebbero semplicemente dei rifugi antiatomici sotteranei dove la popolazione sarebbe costretta a rifugiarsi per non morire avvelenata dalle radiazioni.

 

C'è un altro aspetto curioso della vicenda. La profezia dell’ignoto padovano che riguardava Giovanni Paolo II si era avverata per mano di un uomo piuttosto enigmatico, Ali Agca, che gli sparò durante una processione a Piazza San Pietro.

Ali Agca fu condannato all’ergastolo per l’attentato al papa. Non dichiarò mai chi gli avesse armato la mano. Un documento della Congregazione per la Dottrina della Fede analizza l'attentato, mettendolo in relazione con l'ultimo dei Segreti di Fatima. Inoltre il bossolo del proiettile sparato da Alì Agca, per volere del Papa, è stato incastonato nella corona tempestata di pietre preziose della statua della Vergine di Fatima.

 

Da notare che ci fu anche un altro tentativo di assassinio di Giovanni Paolo II, avvenuto il 12 maggio 1982 a Fatima stessa. Un uomo tentò di colpire il papa con una baionetta, ma fu fermato dalla sicurezza. L'uomo era un sacerdote spagnolo di nome Juan María Fernández y Krohn.

 

Ci fu un grande parlare di Agca, che sicuramente era un buon tiratore, e che in ogni caso non riuscì ad uccidere il papa, pur sparando a bruciapelo. Acga disse di essere stato armato dai bulgari, poi disse di conoscere il terzo segreto di Fatima. Il Papa ebbe un incontro segregato con Acga in tre occasioni non consecutive, ed il papa stesso intercesse per la sua grazia. A Fatima Maria profetizzò che il XX secolo sarebbe stato un secolo di terribili guerre e che a metà di esso l'uomo avrebbe scoperto un potere che lo avrebbe reso superbo e fatto credere superiore a Dio stesso, per questo Dio lo avrebbe punito. Se poi a queste frasi aggiungiamo il testo di un altra apparizione mariana, meno famosa di Fatima, la profezia assume contorni piu definiti e preoccupanti.Mi riferisco all'apparizione di La Salette, Francia 1848

Qui si fa riferimento a numerose guerre e soprattutto alla distruzione di roma:

 

“Roma pagana sparirà, il fuoco cadrà dal Cielo su tre città. Tutta la Terra sarà scossa dal terrore... Il Sole si oscurerà... Ecco la bestia con i suoi seguaci, si eleverà con orgoglio nell'aria per andare fino al Cielo. Ma sarà soffocata dal soffio di Michele Arcangelo... Il Re delle Tenebre cadrà... allora l'acqua ed il fuoco purificheranno la Terra... Tutto sarà rinnovato... Figli miei, voi farete conoscere questo a tutto il mio popolo".

 

 

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Segue lista della profezia originale di Malachia. la lista è stata presa da Wikipedia e 

 

sto A chi viene riferito
Ex castro Tiberis Celestino II (Guido di Città di Castello 1143 - 1144)
Inimicus expulsus Lucio II (Lucio Caccianemici 1144 - 1145)
Ex magnitudine montis Eugenio III (Bernardo Paganelli 1145 - 1153)
Abbas Suburranus Anastasio IV (Corrado della Suburra 1153 - 1154)
De rure albo Adriano IV (Niccolò Breakspear 1154 - 1159)
Ex tetro carcere Vittore IV (antipapa) (Ottaviano de' Monticello 1159 - 1164)
De via transtibertina Pasquale III (antipapa) (Guido da Crema 1164 - 1168)
De Pannonia Tusciae Callisto III (antipapa) (Giovanni di Strumi 1168 - 1178)
Ex ansere custode Alessandro III (Rolando Bandinelli 1159 - 1181)
Lux in ostio Lucio III (Ubaldo Allucignoli 1181 - 1185)
Sus in scribo Urbano III (Umberto Crivelli 1185 - 1187)
Ensis Laurentii Gregorio VIII (Alberto Mosca 1187 - 1187)
De Schola exiet Clemente III (Paolo Scolari 1187 - 1191)
De rure bovense Celestino III (Giacinto Orsini dei Borbone 1191 - 1198)
Comes signtus Innocenzo III (Giovanni Lotario 1198 - 1216)
Canonicus de latere Onorio III (Cencio Savelli 1216 - 1227)
Avis Ostiensis Gregorio IX (Ugolino dei Conti di Segni 1227 - 1241)
Leo Sabinus Celestino IV (Goffredo Castiglioni di Milano 1241 - 1242)
Comes Laurentius Innocenzo IV (Sinibaldo dei Conti Fieschi 1242 - 1254)
Signum Ostiense Alessandro IV (Rinaldo dei Conti dei Segni 1254 - 1261)
Jerusalem Campaniae Urbano IV (Giacomo Troyes Pantaleone 1261 - 1264)
Drago depressus Clemente IV (Guido le Gros di Saint-Gilles 1265 - 1268)
Anguineus vir Gregorio X (Tobaldo dei Visconti di Piacenza 1271 - 1276)
Cancionator gallus Innocenzo V (Pietro di Tarantasia 1276 - 1276)
Bonus comes Adriano V (Ottobono dei Conti Fieschi 1276 - 1276)
Piscator tuscus Giovanni XXI (Pietro di Giuliani 1276 - 1277)
Rosa composita Niccolò III (Gian Gaetano Corsini 1277 - 1280)
Ex telonio liliacei Martino IV (Simone di Brion 1281 - 1285)
Ex rosa leonina Onorio IV (Jacopo Savelli 1285 - 1287)
Picus inter escas Niccolò IV (Gerolamo di Ascoli 1288 - 1292)
Ex eremo celsus San Celestino V (Pietro Anglerio da Morrone 1294 - 1294)
Ex undarum benedictione Bonifacio VIII (Benedetto Caetani 1294 - 1303)
Concionator Pataren Beato Benedetto XI (Nicolò Bacca-Sini 1303 - 1304)
De fasciis Aquitanicis Clemente V (Bertrando di Goth 1305 - 1314)
De suture orseo Giovanni XXII (Giacomo Duèse 1316 - 1334)
Corvus Schismati Niccolò V (antipapa) (Pietro Rinalducci 1328 - 1330)
Frigidus abbas Benedetto XII (Giacomo Furnier 1334 - 1342)
Ex rosa atrebatensi Clemente VI (Pietro Roger di Beaufort 1342 - 1352)
De montibus Pammachii Innocenzo VI (Stefano Aubert 1352 - 1362)
Gallus vicecomes Beato Urbano V (Guglielmo Grimoard 1362 - 1370)
Novus de Virgine forti Gregorio XI (Ruggero di Beaufort 1370 - 1378)
De cruce apostolica Clemente VII (antipapa) (Roberto dei Conti di Ginevra 1378 - 1394)
Luna cosmedina Benedetto XIII (antipapa) (Pietro de Luna 1394 - 1417)
Schismo barcinoscum Clemente VIII (antipapa) (Gil Sànchez de Muñoz 1423 - 1429)
De inferno Pregnani Urbano VI (Bartolomeo Prignano 1378 - 1389)
Cubus de mixtione Bonifacio IX (Pietro Tomacelli 1389 - 1404)
De meliore sidere Innocenzo VII (Cosma Migliorati 1404 - 1406)
Nauta de Ponte Nigro Gregorio XII (Angelo Correr 1406 - 1415)
Flagellum solis Alessandro V (antipapa) (Pietro Filargis 1409 - 1410)
Cervus sirenae Giovanni XXIII (antipapa) (Baldassarre Cossa 1410 - 1415)
Corona veli aurei Martino V (Oddone Colonna 1417 - 1431)
Lupa coelestina Eugenio IV (Gabriele Condolmer 1431 - 1447)
Amator crucis Felice V (antipapa) (Amedeo VIII Principe di Savoia 1440 - 1449)
De modicitate lunae Niccolò V (Tommaso Parentuccelli 1447 - 1455)
Bos pascens Callisto III (Alfonso de Borgia 1455 - 1458)
De capra et albergo Pio II (Enea Silvio Piccolomini 1458 - 1464
De cervo et leone Paolo II (Pietro Barbo 1464 - 1471)
Piscator minorita Sisto IV (Francesco della Rovere 1471 - 1484)
Praecursor Siciliae Innocenzo VIII (Giovanni Battista Cybo 1484 - 1492)
Bos Albanus in portu Alessandro VI (Rodrigo Borgia 1492 - 1503)
De parvo homine Pio III (Francesco Todeschini 1503 - 1503)
Fructus Jovis juvabit Giulio II (Giuliano della Rovere 1503 - 1513)
De craticula Politiana Leone X (Giovanni de' Medici 1513 - 1521)
Leo florentius Adriano VI (Adriano Florent di Utrecht 1522 - 1523)
Flos pilae Clemente VII (Giulio de' Medici 1523 - 1534)
Hyacinthus medicorum Paolo III (Alessandro Farnese 1534 - 1549)
De corona montana Giulio III (Giovanni Maria Ciocchi del Monte 1550 - 1555)
Frumentum floccidum Marcello II (Marcello Cervini 1555 - 1555)
De fide Petri Paolo IV (Gian Pietro Carafa 1555 - 1559)
Aesculapii pharmacum Pio IV (Giovanni Angelo de'Medici 1559 - 1565)
Angelus nemorosus San Pio V (Michele Ghislieri 1566 - 1572)
Medium corpus pilarum Gregorio XIII (Ugo Boncompagni 1572 - 1585)
Axis in medietate signi Sisto V (Felice Peretti 1585 - 1590)
De rore coeli Urbano VII (Giovan Battista Castagna 1590 - 1590)
De antiquitate urbis Gregorio XIV (Nicola Sfondrati 1590 - 1591)
Pia civitas in bello Innocenzo IX (Giovanni Antonio Facchinetti 1591 - 1591)
Crux romulea Clemente VIII (Ippolito Aldobrandini 1592 - 1605)
Undosus vir Leone XI (Alessandro de’Medici 1605 - 1605)
Gens perversa Paolo V (Camillo Borghese 1605 - 1621)
In tribulatione pacis Gregorio XV (Alessandro Ludovisi 1621 - 1623)
Lilium et rosa Urbano VIII (Maffeo Barberini 1623 - 1644)
Jucunditas crucis Innocenzo X (Giovanni Battista Panphilj 1644 - 1655)
Montium Custos Alessandro VII (Fabio Chigi 1655 - 1667)
Sydus olorum Clemente IX (Giulio Rospigliosi 1667 - 1669)
De fulmine magno Clemente X (Emilio Altieri 1670 - 1676)
Bellua insatiabilis Beato Innocenzo XI (Benedetto Odescalchi 1676 - 1689)
Poenitentia gloriosa Alessandro VIII (Pietro Ottoboni 1689 - 1691)
Rastrum in porta Innocenzo XII (Antonio Pignatelli 1691 - 1700)
Flores circumdati Clemente XI (Giovanni Francesco Albani 1700 - 1721)
De bona religione Innocenzo XIII (Michelangelo Conti 1721 - 1724)
Miles in bello Benedetto XIII (Pier Francesco Orsini 1724 - 1730)
Columna excelsa Clemente XII (Lorenzo Corsini 1730 - 1740)
Animal rurale Benedetto XIV (Prospero Lambertini 1740 - 1758)
Rosa Umbriae Clemente XIII (Carlo Rezzonico 1758 - 1769)
Ursus velox Clemente XIV (Lorenzo Ganganelli 1769 - 1774)
Peregrinus Apostolicus Pio VI (Giovanni Angelo Braschi 1775 - 1799)
Aquila rapax Pio VII (Gregorio Barnaba 1800 - 1823)
Canis ed coluber Leone XII (Annibale della Genga 1823 - 1829)
Vir religiosus Pio VIII (Francesco Saverio Castiglioni 1829 - 1830)
De balneis Etruriae Gregorio XVI (Bartolomeo Alberto Cappellari 1831 - 1846)
Crux de cruce Beato Pio IX (Giovanni Maria Mastai-Ferretti 1846 - 1878)
Lumen de coelo Leone XIII (Gioacchino Pecci 1878 - 1903)
Ignis Ardens San Pio X (Giuseppe Sarto 1903 - 1914)
Religio depopulata Benedetto XV (Giacomo Della Chiesa 1914 - 1922)
Fidens intrepida Pio XI (Achille Ratti 1922 - 1939)
Pastor angelicus Pio XII (Eugenio Pacelli 1939 - 1958)
Pastor et nauta Beato Giovanni XXIII (Angelo Roncalli 1958 - 1963)
Flos florum Paolo VI (Giovanbattista Montini 1963 - 1978)
De medietate Lunae Giovanni Paolo I (Albino Luciani 1978 - 1978)
De Labore solis Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla 1978 - 2005)
De gloria olivae Benedetto XVI (Joseph Ratzinger 2005 - )
Petrus Romanus

 

 

 

In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae sedebit Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibus transactis, civitas septis collis diruetur, et Judex tremendus iudicabit populum suum. Amen.

 

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0 #1 mikhael 2009-12-12 20:19
e dai che siamo nel 2009 (ormai 2010) e siete ancora in paranoia con queste scemenze piu quella del 2012 (o 2112 visto che è un problema di palindromi). le chiese diventeranno moschee o musei causa degli invasori islamici o cinesi. pensateci quando vi ostinate a votare comunista.
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