Profile

Layout

Menu Style

Cpanel

alfaprivativo

  • PDF

 

Primavera 2001. Dalle voglie di suono di due vecchi amici nasce l’idea per un gruppo che di qui a pochi mesi supererà ogni aspettativa. Mancano “solo” un cantante e un batterista. Che Dio o chi per lui ce la mandi buona.

Detto fatto, siamo gli Alfa Privativo. Il nome? Niente di più semplice: un regalo dei Greci, una piccola lettera apparentemente insignificante  che davanti ad una parola ha il potere magico di stravolgerne il significato… a voi l’interpretazione. Il gruppo c’è, ha un nome, ha un suono, e i primi mesi passano nel  rispolverare tutto quello che gli anni ’60 e ’70 ci hanno generosamente passato, dai deliri di Hendrix alle ipnosi floydiane, senza troppi timori reverenziali e suonando solo quello che sentiamo davvero, e intanto ci si scambiano opinioni, influenze, stili e modi di suonare. Arrivano le prime serate, i primi complimenti tengono su il morale, il cerchio fra i quattro si stringe, le ritmiche si fanno più quadrate e il feeling che da subito ci ha accompagnato continua a crescere; quanto già scritto da altri è stato debitamente omaggiato, facciamo l’occhiolino a qualcosa di originale, l’idea ci piace e le intuizioni prendono vita. Partiamo dal rock più diretto, mastichiamo tutto quello che gli gira intorno, passando per atmosfere sospese a mezz’aria, tra ritmi che incalzano melodie che incastrano…l’imbuto è servito. Prendiamo al volo ogni occasione utile per presentarle dal vivo, ma le serate non crescono sugli alberi e, con un pizzico di timore, nel giugno 2002 entriamo nello studio di Thalia Service ed usciamo con in mano il nostro primo demo (due tributi ed un brano scritto da noi), che a conti fatti non ci rende proprio giustizia ma appesantisce piacevolmente il bagaglio delle esperienze. L’estate continua tra concerti e giornate passate tra quattro mura in apnea tra fogli di carta e strumenti , la cerchia delle influenze si allarga ma mai abbastanza da far perdere di vista il nostro marchio di fabbrica, quel suono denso di mille eredità del passato ma digerito abbastanza da essere sentito come nostra naturale emanazione. Dal vivo siamo di casa, chitarre ruvide si mescolano a ritmiche mai scontate, il suono è grosso e caldo, la spontaneità dei suoni si accompagna a testi che cercano e si fanno cercare, all’apparenza diretti ma mai troppo cristallini. La strada è ancora lunga, l’imperativo comune uno solo: suonare, suonare, suonare.

Signore e signori…Alfa Privativo.   


www.myspace.com/alfaprivativomusic

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Partner di Satyrnet

http://www.fumettopoli.biz/rc/rc_piccolo.jpg http://4.bp.blogspot.com/_fVlj8Gg6Taw/TLMS9iKui2I/AAAAAAAAAJA/5dkyTLSDJxU/s200/Ochacaffe%27.jpg L'isola che non c'è - Home Page banner alka for children

Utenti online

Pubblicità!!!

468x60 Freekid Campiglio

You are here